Sabato, 15 Dicembre 2018
Venerdì 30 Novembre 2018 10:52

I Domenica di Avvento – Domenica 2 Dicembre 2018 - In evidenza

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Prima lettura: (Ger 33,14-16)

 

Ecco, verranno giorni - oràcolo del Signore - nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda.
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra.
In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.

 

 

 

 

Salmo responsoriale (Sal 24)

 

Rit. A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido.

 

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza. Rit.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via. Rit.

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza. Rit.

 

 

Seconda lettura (1 Ts 3,12-4,2)

 

Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate –, possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.

Parola di Dio

 

 

 

Canto al Vangelo (Sal 84,8)

 

 

Alleluia, alleluia.

 

Mostraci, Signore, la tua misericordia

e donaci la tua salvezza

 

Alleluia

 

 

Vangelo (Lc 21,25-28.34-36)

 


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».


Parola di Dio

 

 

 

Omelia

 

Avvento. Tempo di apertura a ciò che desidera compiersi in me.

Memoria che ciò che conta è disponibilità e attenzione a ciò che vuole raggiungermi. Entrare in contatto con lo Spirito che abita dentro ciascuno – e nella creazione tutta – e lasciare che liberi la sua potenza trasformatrice, operando lentamente l’ascesa a ciò cui siamo chiamati ad essere.

L’Avvento è il momento in cui maggiore dovrebbe essere la consapevolezza che ciò che conta è un atteggiamento di apertura, disponibilità, vastità affinché la vita che è in noi – come granello di senape – possa crescere sempre più e compiere la sua opera di edificazione. Ma ciò richiede silenzio, cessazione dell’opera, ‘lasciar fare’, lasciare che lo spirito in noi compia la sua opera di deflagrazione. Occorre vivere il vuoto, che non è ‘assenza di’, ma solo pura energia, piena possibilità, costatando alla fine che si è trasformati in quel medesimo spirito, ossia capaci di amore e pienezza di umanità.

Avvento come lasciare aperte le porte del proprio mondo interiore, perché si frantumino le nostre attese e si possa essere finalmente raggiunti dall’imprevedibile.

La vita rinata nel grembo dell’Avvento dovrebbe essere continua apertura al Mistero, e quindi alla venuta dell’impossibile perché – come diceva Derrida – ‘solo l’impossibile è reale’. Attendessimo solo il possibile ci visiterebbe la ripetizione, lo scontato e in ultima analisi un mondo di fantasmi.

L’Avvento è il tempo della sorpresa dunque, dello stupore. E non si dà sorpresa in ciò che riteniamo possibile, perché il grembo dello stupore è solo l’insperato.

In fondo è ciò che ha vissuto Maria, la donna che attendeva il già dato, il già conosciuto: «Come è possibile? Non conosco uomo…».

Come Maria abbiamo necessità di porci in ascolto, diventare silenziosi per convertire i nostri cuori e farci capaci di apertura all’impossibile. Alla fine saremo sopraffatti dallo stupore, costatando che lo Spirito ci ha preso le viscere facendoci partorire.



CAMMINO DELLA SETTIMANA

 

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri:

 

  • Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

  • Avvento come lasciare aperte le porte del proprio mondo interiore, ...

 

 

Buon cammino!

 

Se hai bisogno di una scheda per guidare la "Liturgia della Parola", sulle letture di questa domenica, la troverai qui:

"Una guida sintetica per condurre la Liturgia della Parola"

 

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Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini