Sabato, 30 Maggio 2020
Martedì 19 Maggio 2020 16:59

I - Kinneret, il "mare" di Galilea In evidenza

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prof. Dario Vota

Noto anche come Mare di Galilea, Lago di Tiberiade, Lago di Gennesaret, il Kinneret è un lago naturale che fa parte del sistema della valle del Giordano; è alimentato in gran parte dal Giordano e in parte minore da vari torrenti che si immettono sia dalla Galilea sia soprattutto dalle alture del Golan.

Sue dimensioni attuali: lunghezza max 22 km N/S, larghezza max E/W 12 km, per una superficie di 167 km2. La profondità max è di 43 m. La sua superficie si trova a 210 m sotto il livello del mare.

Notizie da fonti antiche (Giuseppe Flavio e Plinio il Vecchio) danno cifre un po’ diverse: traducendo in km i loro dati in miglia romane, risulta un lunghezza max N/S di 23,6 o 24,8 km. Sono, è vero, dati da prendere con cautela (per l’imprecisione nelle misure che spesso caratterizza le fonti antiche e la poca attendibilità di Giuseppe Flavio su numeri e distanze); ma ci sono vari indizi moderni per credere che le dimensioni del lago in antico fossero effettivamente un po’ diverse da quelle attuali:

- all’estremità NE del lago la località di Et-Tell (identificata con l’antica Bethsaida) è oggi a 3 km di distanza dalla sponda, mentre i Vangeli e Giuseppe Flavio la segnalano come posta sulla costa;

- scavi archeologici a Magdala hanno individuato strutture portuali di età romana a circa 250-300 m dalla costa attuale.

Ciò fa pensare che in età romana il livello dell’acqua del lago fosse superiore a quello di oggi; e poiché il dato di Giuseppe Flavio sulla lunghezza N/S sembra preciso (in riferimento alla posizione costiera di Bethsaida), la forma antica del Kinneret doveva essere più lunga sull’asse N/S.

Il Kinneret è un lago “monomittico” (= i suoi strati d’acqua si mescolano solo una volta l’anno). L’inverno, quando la temperatura in superficie arriva fino a 15°, è il periodo omeotermico (= la temperatura dell’acqua in superficie e sul fondo è simile), il momento che permette il mescolamento delle acque di tutto il bacino; nel resto dell’anno (da marzo a novembre) la temperatura in superficie (che può arrivare fino a 30°) è più alta di quella del fondo, cosicché gli strati dell’acqua restano separati. Questo fenomeno ha effetti importanti sulle abitudini stagionali di alcune specie di pesci, e quindi anche sull’attività della pesca.

La piovosità media è di 400-500 mm/anno. Le precipitazioni si concentrano tra settembre e maggio.

Il Kinneret è navigabile tutto l’anno, ma è noto per improvvise tempeste (come si deduce anche dai Vangeli: Mt 8,23-27; 14,28-31; Mc 4,35-41; 6,45-51; Lc 8,22-25; Gv 6,16-21). I venti in estate e in autunno spirano, provenendo dal Mediterraneo (distante circa 45 km), quasi ogni giorno al pomeriggio e si amplificano a causa della depressione geografica, creando talvolta maltempo, per cessare verso sera; in inverno sono più forti e irregolari, provenendo talora da SW talora da E, e possono provocare tempeste (la più temuta dai pescatori è la sharkia, con forte vento dalle alture del Golan e onde che si abbattono sulla costa W).

La regione attorno al lago aveva buona disponibilità di acqua, fornita dal lago stesso, dai torrenti della Galilea a W e da quelli del Golan a E. C’erano inoltre sorgenti nella zona di Cafarnao e vicino a Tiberiade. I terreni della regione erano fertili, e vi si coltivavano prodotti agricoli fondamentali nel mondo antico: grano, olivo, vite e lino. Il lino era utilizzato nella tessitura (vestiti), per fabbricare reti da pesca, corde, vele per le barche, olio come isolante; era quindi un prodotto fondamentale per la pesca.


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La pesca al tempo di Gesù, nel lago di Galilea



 

Ultima modifica Martedì 19 Maggio 2020 17:41
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini