Mercoledì, 27 Gennaio 2021
Sabato 28 Novembre 2020 12:20

EVODIA E SINTICHE In evidenza

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 I.   LA COLLABORAZIONE FEMMINILE

NELLA PRASSI APOSTOLICA DI PAOLO

1. DONNE COLLABORATRICI NELLA COMUNITÀ DI FILIPPI:

 

EVODIA E SINTICHE

prof. Dario Vota

Paolo ha indirizzato una lettera (Fil) alla comunità cristiana di Filippi, probabilmente nel 55 o 56 d.C., quando si trovava a Efeso in prigione. Nel quarto e ultimo capitolo della lettera, con i saluti e le raccomandazioni finali tipici delle sue lettere, Paolo cita per nome alcune persone che sono al servizio di quella comunità:

1 Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi! 2Esorto Evodia ed esorto anche Sìntiche ad andare d'accordo [lett. "pensare la stessa cosa"] nel Signore. 3E prego anche te, mio fedele cooperatore, di aiutarle, perché hanno lottato per il Vangelo insieme con me, con Clemente e con altri miei collaboratori, i cui nomi sono nel libro della vita (Fil 4,1-3).

Incontriamo così due donne, Evodia e Sintiche. L'informazione su di loro è assai scarna; tuttavia le parole su di loro possono gettare almeno un po' luce su queste enigmatiche figure.

A giudicare dai loro nomi, queste due donne erano sicuramente greche: il nome Evodia in greco significa "buon viaggio" e Sintiche è traducibile con un'espressione come "incontro inaspettato (ma fortunato)".

Un primo appellativo che ricevono entrambe, insieme a Clemente e ad altri non citati per nome, è quello di συνεργὸς (synergós) = "collaboratore". Si tratta di un titolo che nelle lettere di Paolo non designa i credenti in generale, ma è attribuito sia a uomini che a donne con funzione di guida: così per Priscilla (Rm 16, 3), Timoteo (Rm 16, 21; 1Ts 3, 2), Apollo (1Cor 3, 9), Tito (2Cor 8, 23) e Filemone (Fm 1). Un titolo che si basa sul fatto di aver lavorato strettamente e fianco a fianco con Paolo sia nella missione sia nell'istituzione e nella crescita di una determinata comunità ecclesiale.

E' un lavoro di collaborazione che caratterizza varie comunità paoline per mezzo di "gruppi missionari" quale quello ricostruibile da Fil 4,2-3: Evodia, Sintiche, Clemente e altri collaboratori.

Dunque, in questa comunità paolina – come in altre – le donne partecipavano attivamente alla diffusione del Vangelo e alla guida delle comunità.

Del resto le prime comunità cristiane si articolavano e si organizzavano attorno alla casa, spazio specificatamente femminile. Le prime comunità cristiane infatti erano nate come "chiese domestiche", strutturate attorno a una casa (oikos o domus) che alcuni credenti mettevano a disposizione dei missionari e della comunità locale. E non era raro che delle donne, ricche o comunque di un certo rilievo, si ponessero come patrone e benefattrici di certe comunità: una sorta di "matronato" che non si limitava a contribuire con i beni, l'ospitalità o l'influenza sociale, ma poteva anche svolgere un ruolo di presidenza nelle riunioni.

Di Evodia e Sintiche Paolo poi dice che "hanno lottato per il Vangelo" insieme con lui. Il verbo utilizzato per descrivere questa azione coraggiosa è συναθλὲω (synathléo), che appartiene al campo dell'atletica: esso evidenzia bene il fatto che hanno lavorato sodo, come delle atlete, insieme a Paolo per il Vangelo, probabilmente proprio per la fondazione e la prima crescita della comunità di Filippi.

Quanto all'esortazione che Paolo rivolge a Evodia e a Sintiche ad "andare d'accordo nel Signore", essa, a tutta prima, sembrerebbe indicare l'esistenza di una certa discordia o rivalità tra le due donne, forse divergenze nel metodo e nello stile pastorale. Ma, se teniamo conto che l'espressione letteralmente suona "pensare la stessa cosa" e che il tono generale della lettera ai Filippesi è abbastanza familiare e cordiale, questa esortazione, più che un rimprovero (Paolo in fondo non dice che le due donne sono in lite tra loro), sembra un invito a due persone che hanno un ruolo influente nella comunità a collaborare in accordo – magari, se erano coordinatrici di due chiese domestiche, a non procedere ciascuna per conto suo – perché il loro esempio può risultare decisivo per la comunità stessa: impegnarsi nella stessa direzione e contribuire con la propria vita a ottenere nella comunità di Filippi l'unità dei cuori, l'"essere" concordi" in Cristo.

 

 

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"DONNE IN PRIMA FILA NELLE PRIME COMUNITA' DI CRISTIANI"

 

 

 

Ultima modifica Sabato 28 Novembre 2020 12:48
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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