Martedì, 07 Aprile 2020
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Se c'è vero dialogo, nessuna delle due parti coinvolte rimane come prima. Quando osservo come Dio ha arricchito la mia vita e reso più profonda la mia fede per essere stato in dialogo con gli altri, mi sento incoraggiato e animato nella speranza.

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Martedì 13 Luglio 2004 20:58

Relazioni tra cristianesimo e islam

di Fouad Twal, Vescovo di Tunisi

I vescovi cattolici le cui diocesi si trovano all'interno di nazioni islamiche, sono spesso interrogati sul senso della loro presenza e della loro missione. La società musulmana ha, infatti, le proprie radicate convinzioni, che non sempre vanno d'accordo con il "Credo" cattolico; d'altra parte, compito di un vescovo non è certo quello di cambiare tutta la società musulmana. L'esperienza della Tunisia nelle parole del vescovo di Tunisi.

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Martedì 13 Luglio 2004 20:53

Religioni in dialogo per un ethos comune

di Adel Jabbar (*)

Fare un bilancio dei rapporti fra il cattolicesimo guidato da Giovanni Paolo II e l'islam è certamente impegnativo ed è difficile da fare in poche battute. Mi limiterò a parlare della mia esperienza personale di rapporto con il cattolicesimo in una realtà specifica quale quella della città di Trento e del Trentino Alto Adige nella quale vivo.

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"Pace e/o guerra: cristiani e musulmani a confronto" è stato il titolo dell'VIII incontro cristiano-musulmano promosso dalle Acli di Modena e svoltosi nella città emiliana il 16 e 17 novembre 2002. Un titolo reso obbligatorio da quanto accaduto nell'anno a livello mondiale, dopo gli attentati dell'11 settembre e dopo la dichiarata guerra internazionale contro il terrorismo, sempre a rischio di trasformarsi in "guerra di civiltà", o, peggio, in "guerra di religione".

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Martedì 13 Luglio 2004 20:39

Una "catena" di pace

La proposta di una Giornata del dialogo cristiano islamico
intervista a Brunetto Salvarani
a cura di Giuseppe Caffulli

«Vogliono fare del 29 novembre prossimo una giornata di lutto e distruzione. Sarebbe la data., secondo quanto ci racconta la stampa, internazionale, del previsto attacco all'Iraq. Una data non casuale: si tratta infatti dell'ultimo venerdì del Ramadan, il mese sacro per i musulmani, il mese del digiuno e della preghiera. Si vuole colpire un popolo, ma anche un simbolo religioso, fomentando l'odio contro l'islam e promuovendo l'idea dello "scontro tra civiltà". Noi non vogliamo piegarci a questa logica. Per questo proponiamo che il 29 novembre diventi un giorno di pace, di preghiera e di fraternità: una vera e propria "catena" del dialogo che testimoni l'insensatezza della guerra».

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