Lunedì, 03 Agosto 2020
Visualizza articoli per tag: Mondo Oggi

DISCRIMINAZIONI RAZZIALI, NON CHIUDIAMO GLI OCCHI

di Oliviero Forti - Italia Caritas

(abstract)

L’autista dell’autobus che non apre le porte quando vede alle fermate persone di colore; il gestore del locale che fa pagare il biglietto d’ingresso solo agli stranieri; il condominio che impedisce ai bambini di una coppia sudamericana di giocare nelle parti comuni dello stabile; il caposquadra che insulta ogni mattina il proprio operaio di origine africana; la ragazza che non può fare la commessa in un supermercato perché è “nera”. Sono alcune delle discriminazioni a danno dei cittadini stranieri monitorate dall’Unar, l’Ufficio antidiscriminazione razziale istituito dal ministero delle pari opportunità. Purtroppo ogni ambito della quotidianità è macchiato da atteggiamenti odiosi e meschini, che colpiscono le fasce più deboli della popolazione. Fra esse gli immigrati, in particolare quelli che si trovano in posizione irregolare, come conferma il rapporto dell’European Network Against Racism (Rete europea contro il razzismo) del 2004. Lavoro, casa, scuola e fede sono aspetti con i quali le vittime di discriminazione devono confrontarsi ogni giorno. Anche prendere un caffè, alcune volte, può diventare motivo di incertezza e di paura, così come è accaduto lo scorso anno, quando un esercente è stato condannato per essersi rifiutato di servire consumazioni a cittadini nordafricani. La terza sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la sentenza, stabilendo che è razzista chi, in un bar, si rifiuta di servire il caffè a clienti stranieri.  I giudici hanno chiarito che la discriminazione razziale è ravvisabile in atti, individuali o collettivi, di incitamento all'offesa della dignità di diversa razza, etnia o religione, ovvero in comportamenti di effettiva offesa di tali persone. E tra gli atti di discriminazione deve essere inserito anche il comportamento di chi imponga condizioni più svantaggiose o si rifiuti di fornire a uno straniero beni o servizi offerti al pubblico. 

Preclusione ideologica 

Non basta certo una sentenza della Cassazione per far cessare un comportamento le cui motivazioni sono molto profonde. È sicuramente utile portare agli occhi dell’opinione pubblica un fenomeno così odioso anche a suon di carte bollate, ma ciò di cui abbiamo più bisogno è un serio piano di sensibilizzazione che raggiunga trasversalmente tutta la società, non ultimi i decisori politici. È significativo il caso dell’ultima legge finanziaria, che esclude i figli degli immigrati dal godimento dei mille euro previsti per tutti i nuovi nati nel 2005, o della legge della regione Lombardia che non ha incluso i cittadini stranieri residenti nella regione tra gli aventi diritto alla circolazione gratuita sui servizi di trasporto pubblico di linea riconosciuto agli invalidi per cause civili. Per fortuna anche in questo caso è intervenuta la Corte Costituzionale, che con la sentenza 432 del 2005 ha dichiarato l’illegittimità della norma, in quanto dalla stessa non si evince “altra ratio che non sia quella di introdurre una preclusione destinata a discriminare gli stranieri in quanto tali”. Ciò che più preoccupa, però, è il reiterato atteggiamento discriminatorio degli amministratori a danno degli immigrati, che appare dettato più da una preclusione ideologica che non da legittime scelte di buon governo. Anche le iniziative salutate da tutti con favore, come la creazione dello stesso Unar, si sono sviluppate in un contesto di “obbligo istituzionale”, piuttosto che come conseguenza di precise scelte politiche. La necessità di dare attuazione a una direttiva europea è alla base dell’istituzione di un ufficio di cui il nostro paese aveva bisogno da anni, dal momento che il problema della discriminazione razziale nasce con l’intensificarsi dei flussi di immigrazione. Fortunatamente il terzo settore, insieme al mondo accademico e ai sindacati, ha mostrato una particolare sensibilità in materia, promuovendo numerose iniziative di sensibilizzazione e informazione dell’opinione pubblica, attraverso progetti di ricerca i cui risultati costituiscono la base per pianificare interventi efficaci. Così, per esempio, il rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro sulla “Discriminazione dei lavoratori immigrati nel mercato del lavoro in Italia” segnalava nel 2004 che la discriminazione esiste, in modo specifico nel funzionamento del mercato del lavoro. L’Italia ha ratificato la Convenzione dell’Oil sui lavoratori migranti e il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie; inoltre già oggi l’Italia è tenuta ad applicare una direttiva europea sull’argomento. Ma le misure repressive e di monitoraggio del fenomeno non bastano; occorre pensare a politiche indirizzate a indebolirlo alle radici, e questo sarà possibile solo attraverso un intervento che incida sulle deboli basi culturali di una larga fascia della popolazione italiana.

Pubblicato in Mondo Oggi - Geopolitico
Mercoledì 21 Giugno 2006 22:53

America Latina: petrolio e banche private

Venezuela-Caraibi petrolio e diplomazia
Dopo la nascita in giugno di Petrocaribe, una sorta di succursale regionale di Pdvsa, l’industria petrolifera pubblica venezuelana, il 7 settembre in Giamaica è stato firmato un accordo per la fornitura di greggio a prezzi ridotti a 13 Paesi della zona caraibica (tra gli altri, Belize, Cuba, Guyana, Suriname, Repubblica Dominicana).
Il Venezuela, quinto produttore mondiale di greggio e unico membro latinoamericano dell’Opec, concede ai Paesi firmatari di acquistare petrolio pagando in denaro solo il 60% (qualora la quotazione superi, come avviene ora, i 50 dollari al barile); la parte restante potrà essere rimborsata con beni agricoli e industriali oppure con un debito a scadenza di 25 anni, con l’1% annuo di interesse. Al di là della sua scarsa rilevanza economica, viste le dimensioni e il “peso” dei Paesi coinvolti, l’accordo è significativo per le implicazioni politico-diplomatiche: potendo contare su un avanzo record nelle casse pubbliche grazie al boom dei prezzi petroliferi, il Venezuela di Chavez intende proporsi nella regione come un punto di riferimento alternativo al nemico di sempre, gli Usa, promuovendo il proprio modello di sviluppo “bolivariano” e anti-liberista.

Sempre più banche private in America Latina
Secondo statistiche citate dall’agenzia Noticias Aliada, il settore bancario latinoamericano sta conoscendo – come nel primo mondo - un intenso processo di concentrazione. Inoltre il numero e il peso relativo delle banche pubbliche si riducono, mentre si affermano i grandi gruppi privati transnazionali. Ai primi dieci posti della graduatoria si trovano due banche pubbliche e otto private, quattro di queste sono di proprietà dei gruppi nazionali, quattro invece sono di gruppi stranieri. In testa alla classifica si trova una delle due banche pubbliche: il Banco do Brasil, con attività per 73, 2 miliardi di dollari nel 2004. Segue una banca privata brasiliana, il Bradesco. Al terzo posto l’altra banca pubblica presente nei primi dieci posti: la brasiliana Cef (Caixa Econômica Federal). Seguono, come detto, sette gruppi privati: Bancomer/Bbva (Messico/Spagna), Itaù (Brasile), Banamex/Citibank (Messico/Usa), Unibanco (brasile), Santander/Banespa (Brasile/Spagna), Abn_Amro/Banorte (Olanda/Messico).

Popoli 11/2005

Pubblicato in Mondo Oggi - Economico

Lettera aperta al presidente Napolitano: "La grazia anche per i bambini abbandonati"


di AiBi


Illustrissimo Presidente Napolitano,

l'atto di clemenza nei confronti di Ovidio Bompressi è un provvedimento di perdono importante che lascerà sicuramente il segno nella storia del suo settennato.

Tuttavia come presidente e fondatore di Amici dei Bambini, associazione che da vent'anni lotta per garantire il diritto dei bambini alla famiglia, Le chiedo di concedere la grazia anche a tutti i bambini sospesi nel limbo dell'abbandono.

In Italia la legge 149 del 2001 prevede la chiusura degli istituti entro il 31 dicembre 2006, affermando con forza il diritto del minore a crescere ed essere educato all'interno di una famiglia, unico luogo di accoglienza e condivisione in cui il bambino è pienamente accolto per quello che è. Tuttavia non è questa la realtà di oggi: non hanno una famiglia 34 mila minori, e si tratta solo di una stima.

Infatti, a soli 6 mesi dalla chiusura degli istituti, sono ancora bloccati in un'incredibile impasse e i punti più importanti della legge 149 rimangono disattesi: non è ancora stata istituita la Banca dati dei minori adottabili così come non esiste ancora la figura dell'Avvocato per i minori.

Drammatiche le conseguenze: migliaia, un numero imprecisato di minori vive negli orfanotrofi, imprigionati in luoghi che prevedono una logica meramente assistenzialistica di bambini e adolescenti, rendendoli così schiavi dell'abbandono.

Le chiediamo così di realizzare quello che nemmeno le leggi sono riuscite a garantire: “renda figlio” le migliaia di bambini assistiti negli istituti, doni la grazia a questi bambini!



Con deferenza e stima,

Marco Griffini

Presidente Amici dei Bambini

Pubblicato in Mondo Oggi - Geopolitico
AiBi: "Abracadabra" la giornata dei bambini abbandonati domenica 21 maggio


di AiBi ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
da www.vita.it




Amici dei Bambini nel 2006 ha compiuto 20 anni: la quarta edizione di "Abracadabra!", patrocinata dal Segretariato Sociale della Rai, sarà per questo motivo particolarmente celebrativa.

In Italia l'evento si svolgerà in 22 piazze, incluse Milano e Roma; nel mondo la festa sarà organizzata in tutti i Paesi dove Amici dei Bambini opera con i propri volontari, spesso proprio all'interno degli orfanotrofi, dove la manifestazione sarà particolarmente emozionante.

Nello stesso giorno, un'unica formula di successo: i bambini giocheranno per i bambini dimenticati negli istituti mentre le famiglie saranno informate e sensibilizzate dai volontari dell'associazione sull'emergenza abbandono e sui progetti in Italia e all'estero finalizzati appunto all'accoglienza dei minori abbandonati.

Venti anni a fianco dei bambini abbandonati diventati figli, con le loro famiglie adottive, e insieme a quei bambini che ancora vivono negli istituti del mondo in attesa di una mamma e un papà. Oltre 1600 bambini stranieri ad oggi hanno trovato una famiglia in Italia, ma sono ancora migliaia quelli che la cercano ogni giorno. A loro, prima di tutto, è dedicata questa giornata.

I simboli della giornata: la bacchetta magica Abracadabra e la bandana di Amici dei Bambini. In Italia e nel mondo in un solo momento si svilupperà la 'magia' di Abracadabra, così che non vi siano più bambini abbandonati: alle ore 16 di domenica 21 maggio tutti i bambini, ovunque si troveranno, con un colpo di bacchetta magica colorata - distribuita in tutte le piazze italiane - grideranno insieme “Abracadabra”. E in quel momento i bambini abbandonati non saranno più dimenticati.

E per ricordare tutto l'anno la magia di Abracadabra sarà disponibile anche la bandana, un fazzoletto arancione con il logo della manifestazione.

A Milano (Giardini di Porta Venezia) e Roma (Parco di San Sebastiano) i momenti più significativi di Abracadabra. Le altre città italiane proporranno programmi diversi che potranno essere consultati sul sito www.aibi.it.

I Giochi 2006

- Camper Painting ovvero “Disegno in movimento”: i bambini daranno sfogo alla loro creatività dipingendo un camper che poi girerà per la città invitando altri bambini a giocare ad Abracadabra

- Il gioco della cicogna, ovvero “In viaggio verso la famiglia” : una variante del gioco dell'oca per spiegare, attraverso il gioco, l'importanza della famiglia

- Il lenzuolo Abracadabra: in ogni città i bambini dipingeranno su un lenzuolo che poi sarà annodato con altri in arrivo dalle città italiane e straniere. Un unico grande lenzuolo sarà ricordo e simbolo della giornata

- Lotteria Rik&Rok: tanti premi messi in palio da Auchan e Sma per tutti i bambini che parteciperanno ai giochi

- Cantastorie, clown e giocolieri

- In tante città una nota dolce: i volontari proporranno vasetti di miele biologico il cui ricavato sarà utilizzato per raccogliere fondi a sostegno dei progetti dell'associazione.

Milano: Abracadabra è anche cinema – Nella settimana che precede la manifestazione - dal 15 al 18 maggio - sono in programma al cinema Anteo di Milano tre proiezioni gratuite di film che parlano di adozione e accoglienza. Si tratta di: “La guerra di Mario” (di Antonio Capuano), “Vai e vivrai” (di Radu Mihaileanu) e “All the invisibile children” (di sette registi tra cui Spike Lee, Emir Kusturica, Stefano Veneruso e Jordan e Ridley Scott).

Le città Abracadabra in Italia - Hanno già dato l'adesione per realizzare la quarta edizione dell'evento: Milano, Roma, Verres, Ponte San Pietro (BG), Varese, Bolzano, Torino, Mestre, Bologna, Pistoia, Firenze, Ladispoli, Pescara, L'Aquila, Francavilla al mare (PE), Sirolo (AN), Napoli, Calvi Risorta (CE), Salerno, Bari, Reggio Calabria, Caltanissetta, Messina. L'evento sarà realizzato nelle piazze dove Amici dei Bambini ha sede e dove operano i volontari. Aggiornamenti su www.aibi.it

Le città Abracadabra all'estero - Chisinau (Moldavia), Leova (Moldova) Bucarest (Romania), Rabat (Marocco), Kiev (Ucraina), Sarajevo (Bosnia Erzegovina), Pleven (Bulgaria), Pristina (Kosovo), Valona (Albania), Novosibirsk (Russia) Potosì (Bolivia), Bonfim (Brasile), Belem (Brasile), Bororè (Brasile), Salvador de Bahia (Brasile).

Chi è Amici dei Bambini – L'associazione Amici dei Bambini è un movimento di famiglie adottive e affidatarie che dal 1986 opera in Italia e nel mondo per l'accoglienza dei bambini abbandonati negli istituti. L'associazione è riconosciuta e opera in Italia, America Latina (Brasile, Bolivia, Perù, Colombia), in Europa dell'Est (Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Kosovo, Moldova, Romania, Ucraina, Russia), in Africa mediterranea (Marocco).

L'elenco completo delle piazze e i programmi delle singole manifestazioni italiane saranno aggiornati sul sito www.aibi.it. (Informazioni 02-988221)

Un sincero grazie a:

- Auchan e Sma, le due aziende della grande distribuzione che offriranno in alcune piazze italiane i prodotti della propria linea per bambini “Rik&Rok”. Bici, giochi educativi e altri premi verranno messi in palio attraverso la “lotteria Rik&Rok”; merendine, succhi di frutta e pennarelli sono alcuni prodotti “Rik&Rok” che durante la giornata saranno offerti al momento della merenda e nei laboratori creativi allestiti dai volontari di Amici dei Bambini.

- Danone per il sostegno alla realizzazione di Abracadabra

- BNL per la rassegna cinematografica di Milano



Informazioni alla stampa

Francesca Mineo - Laura Salerno

Ufficio stampa Amici dei Bambini

Tel. 02/98822.311 - www.aibi.it
Pubblicato in Mondo Oggi - Geopolitico
 

ITALIANI A RISCHIO ALFABETICO, MOLTI ADULTI A BASSA SCOLARITÀ

Nel nostro Paese vivono circa due milioni di persone “analfabete funzionali” E la media dei soggetti che rischiano l’analfabetismo è superiore a quella dei paesi avanzati. Anche i giovani non sono esenti dal fenomeno.

di Walter Nanni ufficio studi e ricerche Caritas Italiana
da Italia Caritas/marzo 2006

L’analfabetismo e il rischio alfabetico non sono fenomeni del passato. Ancora oggi, nei paesi occidentali e industrializzati, la popolazione ad alto rischio alfabetico (primo livello di rischio) è compresa fra un ottavo e un quarto del totale; se aggiungiamo anche un “medio” rischio alfabetico (secondo livello), si raggiunge e si supera il 50% della popolazione adulta. L’Italia rientra tra i paesi industrializzati in cui la presenza di persone nel primo e secondo livello di rischio alfabetico è molto superiore alla media, assieme a Cile, Slovenia, Polonia e Portogallo. In Germania, Danimarca, Olanda, Norvegia e Svezia la quota di adulti nel primo livello di rischio alfabetico non supera invece il 18%, con punte molto basse in Svezia (11%).

Dal rapporto Isfol 2005 e dall’indagine Ials-Sials 2000, risulta che vi sono in Italia circa due milioni di persone analfabete funzionali. L’analfabetismo funzionale, o illetteratismo di base, riguarda persone che, pur avendo avuto una formazione scolastica di base, non sono in grado di leggere e scrivere compiutamente, in quanto tali attività sono del tutto assenti nella pratica della vita quotidiana. Oppure perché, per il tipo di lavoro svolto, tali persone non hanno mai avuto bisogno di leggere o scrivere.

Formazione compromessa

Gli analfabeti funzionali italiani hanno un’età media tra i 16 e i 65 anni e corrispondono al 5,4% della popolazione di tale classe di età: sono oltre 2 milioni di persone. Enormi ritardi nell’istruzione primaria sono presenti soprattutto nelle generazioni vissute prima del 1964: se infatti fra gli italiani di età compresa tra i 16 e i 45 anni il tasso di analfabetismo funzionale rientra nella media europea, per la fascia 46-65 il disagio giunge a coinvolgere 1.400.000 persone.

Il quadro dell’analfabetismo in Italia rimane problematico, come mostrano i dati relativi al possesso dei titoli: la maggioranza assoluta della popolazione in piena età adulta (30-59 anni) versa in condizioni di bassa scolarità. A livello nazionale, il 34,6% della popolazione in età superiore a quella dell’obbligo scolastico (più di 15 anni), si trova in una situazione di analfabetismo o di scarsa competenza alfabetica. Tra i giovanissimi (15-19 anni) si rileva un 4% di esclusi, che non hanno neppure raggiunto il titolo dell’obbligo; tra i giovani adulti (20-29 anni) oltre un terzo non va oltre il titolo di licenza media; tra gli adulti veri e propri (30-59 anni) si constata la presenza di quasi il 20% di soggetti con, al più, la licenza elementare.

Il livello più basso di competenza alfabetica (incapacità o gravi difficoltà nel leggere testi in prosa: articoli di giornale, annunci, lettere, racconti, ecc.) coinvolge il 15,4% dei 16-25enni; il 21,9% dei 26-35enni; il 32,2% dei 36-45enni; il 46,9% dei 46-55enni; il 63,5% dei 56-65anni.

L’esistenza di quasi un terzo di popolazione in piena età adulta (26-45 anni) a rischio alfabetico e di un’area pari al 50% di giovani con un livello di competenze alfabetiche elementari (appena sufficienti ad escludere l’analfabetismo) indica l’urgenza di iniziative di recupero della capacità linguistica e suscita dubbi sulla capacità del sistema scolastico italiano di garantire standard qualitativi accettabili. La possibilità di successo delle iniziative di formazione ed educazione per gli adulti è compromessa dallo scarso livello informativo sulle stesse iniziative: dalle ricerche Isfol si apprende che il 56% degli italiani non sa indicare organizzazioni pubbliche o private che forniscono informazioni o orientano a percorsi formativi per adulti.

Pubblicato in Mondo Oggi - Geopolitico
Pagina 115 di 120

Iscriviti alla Newsletter per ricevere i nostri "Percorsi Tematici" e restare aggiornato sui migliori contenuti del nostro sito

news

per contattarci: 

info@dimensionesperanza.it