Sabato, 19 Agosto 2017
Venerdì 18 Marzo 2016 18:46

Laudato sì - Scheda 4 Capitolo 2°

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"Il Vangelo della creazione"

parti: 

- IV. Il messaggio di ogni creatura nell'armonia di tutto il creato

- V. Una comunione universale

- VI. La destinazione comune dei beni

- VII. Lo sguardo di Gesù

INVOCAZIONE DELLO SPIRITO SANTO

Siamo qui dinanzi a te, o Spirito Santo; sentiamo il peso delle nostre debolezze, ma siamo tutti riuniti del tuo nome;

vieni a noi, assistici, vieni nei nostri cuori; insegnaci tu ciò che dobbiamo fare, mostraci tu il cammino da seguire, compi tu stesso quanto da noi richiesto.

Sii tu solo a suggerire e a guidare le nostre decisioni, perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso;

non permettere che sia lesa da noi la giustizia, tu che ami l'ordine e la pace; non ci faccia sviare l'ignoranza;

non ci renda parziali l'umana simpatia, non ci influenzino cariche e persone; tienici stretti a te e in nulla ci distogliamo dalla verità;

fa' che riuniti nel tuo santo nome, sappiamo contemperare bontà e fermezza insieme, così da fare tutto in armonia con te, nell'attesa che per il fedele compimento del dovere ci siano dati in futuro i premi eterni.

Amen.

 

1a PARTE: confronto con la Parola di Dio

A- Uno dei presenti leggerà senza fretta i brani che seguono.

Sap 11,26) 26Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,

Signore, amante della vita.

(Pr 22,2) 2Il ricco e il povero s'incontrano in questo:

il Signore ha creato l'uno e l'altro.

(Sap 6,7) 7Il Signore dell'universo non guarderà in faccia a nessuno,

non avrà riguardi per la grandezza,

perché egli ha creato il piccolo e il grande

e a tutti provvede in egual modo.

(Mt 5,45) 45affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

(mt 11,25) 25In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

(Lc 12,6) 6Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio.

(Mt6,26) 26Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro?

(Gv 3,35) 35Voi non dite forse: «Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura»? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura.

(Mt 13,31-32) 31Espose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. 32Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».

(Mt 8,27) 27Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

(Mt 11,19) 19È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: «Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori». Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

(Mc 6,3) 3Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.

(Col 1,15-16) Cristo 15Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, 16perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili:

Troni, Dominazioni, Principati e Potenze.

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

(Gv 1,1-18) 1 In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

2Egli era, in principio, presso Dio:

3tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

(Gv 1,14) 14E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

(Col 1,19-20) 19È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza 20e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli.

(1C0r 15,28) 28E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anch'egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

 

B- I partecipanti sono invitati a meditare in silenzio quanto ascoltato


2a PARTE:

A- spunti dall'Enciclica, che aiutano a ricordarla

IV. Il messaggio di ogni creatura nell'armonia di tutto il creato

84 - ... ogni creatura ha una funzione e nessuna è superflua. ... Suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio. ..

85 - ... i Vescovi del Canada: Dai più ampi panorami alle più esili forme di vita la natura è ... una rivelazione divina del divino.... ... Vescovi del Giappone ... "Percepire ogni creatura che canta l'inno della sua esistenza è vivere con gioia nell'amore di Dio e nella speranza".

86 - Catechismo ... "L'interdipendenza delle creature è voluta da Dio ... nessuna creatura basta a se stessa..."

87 - Quando ci si rende conto del riflesso di Dio in tutto ciò che esiste, il cuore sperimenta il desiderio di adorare il Signore in tutte le sue creature....

88 – I Vescovi del Brasile: ... tutta la natura manifesta Dio ed è luogo della sua presenza ...

V. Una comunione universale

89 - ... siamo uniti da legami invisibili ... una comunione sublime che ci spinge ad un rispetto sacro, amorevole e umile...

90 - ... non significa equiparare gli esseri umani e togliere all'uomo la responsabilità che ha. ... è intollerabile che alcuni si considerino più degni degli altri....

91 - .. non autentico un sentimento di intima unione con gli altri esseri,... e non compassione e preoccupazione per gli umani...

92 - ...quando il cuore è aperto ad una comunione universale ... "Pace, giustizia e salvaguardia del creato sono tre questioni del tutto connesse...Tutto è in relazione...

VI. La destinazione comune dei beni

93 - ... Il principio della subordinazione della proprietà privata alla destinazione universale dei beni, e perciò, il diritto universale al loro uso, è una regola d'oro del comportamento sociale e il primo principio di tutto l'ordinamento etico-sociale... "Dio ha dato la terra a tutto il genere umano, perché essa sostenti tutti i suoi membri,

94 - ...I Vescovi del Paraguay: "Ogni contadino ha diritto naturale a posedere un appezzamento ragionevole di terra, ....

95 – L'ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l'umanità e responsabilità di tutti.... I Vescovi della Nuova Zelanda: "non uccidere"???.. quando il 20% consuma rubando ai poveri e alle generazioni future....

VII. Lo sguardo di Gesù

96 - ... Gesù invita a riconoscere la relazione paterna che Dio hacon tutte lecreature ... e che ognuna è importante ai suoi occhi..

97 - ... Gesù si fermava a contemplare la bellezza del creato..

98 – .. Gesù ha lavorato modellando come artigiano senza suscitare ammirazione, stupore...

99 - ... il mistero di Cristo opera in modo nascosto nell'insieme della realtà naturale...

100 - ... Le creature di questo mondo non più realtà naturali ma orientate ad un destino di pienezza

 

B - spunti da "Curare madre terra" di Leonardo Boff, Alex Zanotelli, Gael Giraud, Chiara Giaccardi, Mauro Magatti, Giacomo Costa (ed. EMI)

(Gael Giraud , pag. 34)

..... Francesco non prende scorciatoie: sì, il mutamento climatico è gravissimo. Egli sottolinea in particolare il rivolgimento irreversibile che lo stile di vita e di produzione dei più ricchi impone alla biodiversità e a equilibri ecosistemici che sono infinitamente fragili e insieme preziosi (cfr. 32-42). Ad esempio, vorremmo che gli oceani fossero popolati solo da meduse? È un punto importante, perché la biodiversità, segnatamente per la nostra difficoltà a misurare e quantificare i servizi ecologici che ci rende, è spesso poco considerata nei dibattiti sul cambiamento climatico. Ma il papa sottolinea immediatamente che le prime vittime di questo stile di vita predatorio sono, attualmente, le popolazioni povere. In particolare in Africa. Il Nord, in questo senso, ha contratto un «debito ecologico» (51) verso il Sud, secondo il vescovo di Roma. In altre parole, l'ecologia non è separabile dalla giustizia sociale; ragion per cui Francesco fa appello a un'ecologia «integrale», nel senso della cura che dobbiamo dedicare alla nostra «casa comune». Sappiamo ormai che tale casa, che ci è stata donata da Dio, è fragile: averne cura fa parte della vocazione umana. Il che significa al tempo stesso lottare contro la povertà - la riduzione relativa, secondo le statistiche, della povertà estrema è, per una parte, un artificio statistico, e per il resto è essenzialmente dovuta alla Cina, e dunque non ha nulla a che vedere con il consenso di Washington - e lottare per la sopravvivenza delle api. .....

Secondo punto chiave: sì, questo mutamento è largamente dovuto all'attività umana. Francesco ricorda che questo punto non è più oggetto di discussione nella comunità scientifica. La Pontificia Accademia delle scienze ha d'altronde riconosciuto ufficialmente, alcuni mesi fa, la responsabilità antropica. In effetti, con l'eccezione della Cina, la stragrande maggioranza delle emissioni di gas che producono l'effetto serra proviene dai Paesi del Nord e, specificamente, dagli strati sociali più agiati. E' questa, d'altronde, la ragione principale delle difficoltà dei negoziati intergovernativi sul clima, che dopo Copenaghen (2009) sono rimasti a un punto morto: i Paesi del Sud rimproverano con giusta ragione al Nord di essere il primo inquinatore della storia e gli chiedono di assumersi, dal punto di vista finanziario, le sue storiche responsabilità, collaborando al sostegno economico della transizione energetica al Sud. E il Nord cerca degli alibi per sottrarsi a questa responsabilità. La Cop2I di Parigi, il prossimo dicembre, avrà successo solo se si arriverà a superare questi ostacoli di maggiore portata.

Da dove viene la «cultura dello scarto» che ha provocato l'attuale disastro? La diagnosi del papa è chiara: le tanto idolatrate tecnoscienze (cfr. 104ss), alleate alla finanziarizzazione e alla follia di un'economia fondata su produzione e consumi illimitati (cfr. 56): ecco i tre mali che stanno alla radice del problema. Va da sé che papa Francesco non da credito a una soluzione di geoingegneria. Ancor meno crede nel mercato.

Di fatto, gli apostoli della soluzione della tecnoscienza al problema climatico assomigliano all'apprendista stregone, in quanto sperano di domare l'incendio con gli stessi arnesi che l'hanno fatto scoppiare. E non è da escludere che le apologie che alcuni pronunciano in difesa di una soluzione tecnica- come ad esempio fabbricare un'alga in grado di assorbire la CO2 - siano nella migliore delle ipotesi dovute a dei manipolatori che mirano a conquistarsi uno spazio nel dibattito pubblico, e nella peggiore dovute a dei cinici che si sforzano di superare le ultime resistenze delle società al progresso della loro causa – ad esempio, le manipolazioni genetiche. ....

Dunque, i più ricchi dovranno passare necessariamente per un cambiamento radicale degli stili di vita, se vogliamo assumere la nostra condizione umana di abitanti di un pianeta limitato. I1 che suppone, dice Francesco, che acconsentiamo a subordinare la proprietà privata a ciò che la tradizione cattolica definisce «destinazione universale dei beni» (cfr. 93ss; cfr. anche Caudium et spes, 69, 1), ovvero, al fatto che tutti abbiano il diritto, tra gli altri, dì respirare un'aria pura, di bere un'acqua sana, dì godere di un lavoro decente. Ci sarà chi, nella società civile, si rallegrerà nel leggere, a firma del papa, che ciò implica la resistenza alla privatizzazione delle risorse naturali (cfr. 45). Troveranno allo stesso modo che la finanza «soffoca» l'economia reale (109). Proseguendo nella sua profetica denuncia del vitello d'oro finanziario, il papa non risparmia quello che ritiene il luogo della più grande resistenza al progresso verso un'umanità riconciliata con sé stessa e con il creato: la finanza dei mercati (cfr. 56, dove cita Evangelii gaudium, 56). ......

3a PARTE: dibattito

- I partecipanti, che lo desiderano, sono invitati a mettere in comune il frutto della loro meditazione in forma sintetica affinché tutti i presenti abbiano il tempo di dare il proprio contributo.

COMMIATO

Gloria e lode a te, o Dio

che sei per noi:

Padre-Madre, Fratello e

Voce, che grida e sussurra.

Gloria e lode a te, Dio

che sei Amore

La pace sia con noi!

Clicca qui per andare all'INDICE di questo TEMA: Laudato sì - Enciclica sulla cura della casa comune

 

 

Ultima modifica Domenica 27 Marzo 2016 19:04
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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