Sabato, 21 Ottobre 2017
Martedì 23 Gennaio 2007 11:27

UN DIALOGO DA NON SPEZZARE

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UN DIALOGO DA NON SPEZZARE

Di fatto, è già incominciato il dopo Bush nel Medio Oriente, martoriato dalla guerra. Dai massacri di Baghdad agli attentati selettivi di Beirut, fino alle inutili rappresaglie israeliane e ai sequestri di persona nella striscia di Gaza. Tutti i potenti della regione, ormai, sanno di non poter contare - nel bene o nel male - su un punto di riferimento saldo a Washington. Il loro riposizionamento è un’incognita pericolosa e la stessa forza d’interposizione Onu in Libano rischia di venir travolta dalle circostanze, se la tregua non verrà al più presto riempita di iniziative politiche, diplomatiche e umanitarie.

E’ in tale contesto turbolento che attendo, come un’iniziativa preziosa, il viaggio di Benedetto XVI in Turchia. Sto scrivendo una settimana prima del suo svolgimento; voi mi leggerete a cose fatte. Ma in anticipo, proprio perché si tratta di un viaggio a rischio, voglio dichiarare il mio apprezzamento per la scelta vaticana di confermarlo, nonostante tutto quello che è successo dalle proteste per il discorso di Ratisbona in poi.

Papa Ratzinger mostra una volontà di dialogo e d’incontro amichevole con il mondo musulmano, che smentisce qualsiasi grossolano tentativo di un suo reclutamento fra i teorici del conflitto di civiltà. In tutta questa vicenda ha mostrato anche un approccio umile, disponibile a chiedere scusa e a spogliarsi di ogni malintesa sovranità regale. Né lo hanno frenato l’indisponibilità a riceverlo del premier turco Erdogan, o le tensioni crescenti intorno alla difficile candidatura di Ankara come membro dell’Unione europea.

Personalmente sono un convinto fautore di un’Europa più mediterranea, della quale possa fare parte a pieno titolo anche la grande repubblica a maggioranza musulmana, che rappresenta storicamente il nostro ponte gettato verso l’Asia. So che Papa Ratzinger, da cardinale, ha espresso opinioni diverse, e del resto ciò è coerente con la sua visione di un’Europa cristiana, anzi, luogo fondativo della cristianità nell’incontro fra messaggio biblico e pensiero greco. Ma quel che conta, al di là delle diverse visioni, è l’intenzione sincera di non interrompere il dialogo. Soprattutto in un momento così pericoloso per la pace nel Mediterraneo.

C’è, poi, un secondo motivo di speranza nel viaggio turco di Benedetto XVI. La sua visita sul Bosforo a quel minuscolo centro universale della Chiesa ortodossa che reca il nome di Fanar, l’antico Patriarcato di Costantinopoli, può alimentare una spinta ecumenica tale da oltrepassare resistenze e rivalità delle singole chiese nazionali ortodosse nei confronti di Roma. Non dimentichiamo che la frattura originata dal primo scisma pesa ancora nella contrapposizione fra un’Europa latina e un’Europa slava. Ne sanno qualcosa i popoli balcanici. Ogni passo verso la pacificazione è il benvenuto.

di Gad Lerner

Nigrizia/Dicembre 2006

Ultima modifica Giovedì 29 Marzo 2007 00:36
Fabrizio Foti

Fabrizio Foti

Architetto
Area Mondo Oggi - Rubrica Ecclesiale

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