Martedì, 17 Ottobre 2017
Mercoledì 23 Marzo 2011 16:02

"Habemus Papam": il nuovo film di Nanni Moretti

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Comincia a diradarsi la nebbia su Habemus Papam, il film di Nanni Moretti che racconta lo smarrimento tra l'«Io» e Dio, da parte del primo credente sulla Terra. Il Papa è ripreso di spalle, non a figura intera, la testa e le gambe risultano tagliate dall'inquadratura, le mani sono giunte dietro la schiena: sopra, il manto color porpora, sotto, un lembo di tonaca bianca.

Il manifesto del film che si può vedere sul sito www.habemuspapam.it, aperto ieri. Non c'è altro, finora. Ma verrà aggiornato a mano a mano da fotografie, notizie, curiosità, immagini. Tra due giorni, per esempio, dovrebbe apparire il nuovo trailer. Nuovo perché ne circola già uno, dallo scorso 22 febbraio, sui siti di cinema, da Cineblog a Cinetrailer.it, da Mymovies a Film.it.

Anche se dura meno di un minuto, restituisce tutta l'angoscia in cui si dibatte il Papa appena eletto, che ha il volto di Michel Piccoli. Assalito da dubbi e ansie, non è in grado di prendersi la responsabilità del soglio pontificio sulle sue spalle, il Vaticano chiama allora uno psicoanalista, impersonato da Nanni Moretti, perché lo assista e lo aiuti a superare i suoi dilemmi.

 

 

Le prime immagini si aprono sul protodiacono che si affaccia alla finestra del Papa a San Pietro, e dà l'annuncio della fumata nera alla folla multietnica in festa che agita le bandierine gialle e bianche. Prima in inglese, poi in latino. «Dear brothers and sisters, nuntio vobis, gaudium magnum: Habemus Papam». L'annuncio viene spezzato da un urlo improvviso, e poi ecco Nanni Moretti in giacca e cravatta che chiede sottovoce al «Pontefice» Michel Piccoli: «Senta (non santità, ndr) ha problemi con la fede?»; intanto il drappello di cardinali a pochi metri dai due si avvicina per ascoltare la risposta, sguardi preoccupati. La scena è accompagnata da Mercedes Sosa che canta Todo cambia, è la voce argentina morta nel 2009, simbolo della resistenza alla dittatura che anelava alla primavera di un popolo unito con la forza della poesia; quel volto indigeno da meticcia, che sembrava scolpito nel legno, ha incarnato lo spirito laico di una nazione chiamando a raccolta le madri dei desaparecidos coi loro fazzoletti bianchi di denuncia. Un'altra fede, un altro scisma interiore.

 

L'attesa, che veste i film di Nanni Moretti come un abito su misura, stavolta è maggiore per la «scomodità» del tema, un Papa e la fede in bilico. Nanni ha come sempre il controllo assoluto del film, che coproduce con la Sacher insieme con Fandango (distribuzione 01). Nulla trapelerà senza il suo assenso. Dal suo podio, darà il «la» per la gestione del sito. Il film uscirà il 15 aprile, il giorno prima il Festival di Cannes annuncerà il cartellone e dunque si saprà se la pellicola, dove recitano anche Jerzy Stuhr, Margherita Buy, Renato Scarpa e Franco Graziosi, andrà in concorso: Habemus Nanni? Sembra una pura formalità, essendoci due beniamini della rassegna come Piccoli e lo stesso Moretti, che nel 2001 vinse la Palma d'oro con La stanza del figlio.

articolo di Valerio Cappelli pubblicato su corriere.it
23 marzo 2011


Ultima modifica Martedì 25 Ottobre 2011 13:59
Salvo Celeste

Salvo Celeste

Dottore in Giurisprudenza

Rubrica L'Angolo del Diritto ecclesiastico;
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