Lunedì, 11 Dicembre 2017
Giovedì 10 Ottobre 2013 08:45

La Genesi

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Il peccato delle origini

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INTRODUZIONE

Nel racconto del peccato delle origini il redattore (contemporaneo di Mosè (1200 A.C.) ha creato un intreccio adatto alla mentalità del pubblico a cui si rivolgeva, ha voluto spiegare l'origine (o la Genesi) di un certo stato di cose e, assistito dallo Spirito Santo, ha scelto tra le tradizioni e, nel contesto culturale in cui viveva, la scena e i personaggi allo scopo di fare rilevare la colpa che voleva denunciare.

II fatto viene narrato da tre tradizioni:

  • Elohista              Genesi I-2/4A

  • Jahvistica               "        2(l,4A), 2/4B

  • Sacerdotale           "         3/24

sono narrazioni molto diverse, unite in forma di ripetizione, dovute all'incrocio delle tradizioni narrative susseguenti tramandate nella narrazione orale tipica dell'oriente e, conseguentemente, degli ebrei.

Sono narrazioni di epoche molto diverse. Esse costituivano il patrimonio vivente del popolo e gli davano il senso dell'unità e sostenevano la sua fede, ma ad esse sarebbe stato assurdo chiedere il rigore che userebbe uno storico moderno. (Vedi il primo incontro "Che cos'è la Bibbia" cap. Parola di Dio e storia)

Dio ha amato e per questo ha creato. In effetti il tutto non si conclude con una catastrofe ma con un messaggio di salvezza, quello che la tradizione cristiana chiama "Proto-Evangelo" (Vedi Genesi 3,8-15; note 5-15/3-16).

 

IL FATTO

Vediamo la scena e i personaggi: un albero, Adamo ed Eva, il frutto e il serpente.

L'albero : sotto questa immagine bisogna vedere una scienza segreta e magica, una scienza completa e perfetta sulla costituzione intima del mondo, la quale permetterebbe di avere ogni potere su di esso e di far cose che solo Dio può fare.

Le più antiche tradizioni dei popoli remoti parlavano di un albero di vita, di pianta della giovinezza che assicurava una giovinezza perpetua, di albero sacro della conoscenza (il fruscio del vento attraverso le sue foglie istruiva gli uomini ed era interpretato dagli indovini).

Il frutto: il prenderlo e mangiarlo significa farsi "dei", essere signori di se stessi, non dipendere più da Dio, organizzare la propria vita e il mondo secondo la propria fantasia, decretare ciò che è bene e male in base al proprio capriccio e a ciò che piace o dispiace.

EQUIVALE A VOLER VIVERE E COSTRUIRE IL MONDO SENZA PREOCCUPARSI DEL PIANO DI "DIO".

II serpente: era l'emblema dei maghi dell'epoca che pretendevano di possedere i segreti della natura e quindi anche di controllare il mondo, ma è anche tipica, dell'epoca che serviva, in quella tradizione culturale, come simbolo divino di fecondità ed immagine per altre tradizioni culturali di una divinità ostile a Dio e agli uomini.

Adamo ed Eva: la traduzione di questi due vocaboli può significare anche "i viventi" e pertanto, si può anche ipotizzare trattarsi di più di una coppia. In ogni caso Adamo significa uomo ed Eva la vivente.

 

DESCRIZIONE

"I NOSTRI CATECHISTI, PER SEMPLIFICARE E RENDERE ELEMENTARE IL PROBLEMA, CI HANNO SEMPRE DETTO CHE IL PECCATO DI ADAMO ED EVA ERA CONSISTITO NEL FATTO CHE ESSI VOLLERO ESSERE UGUALI A DIO."

La colpa, la caduta originale è volersi servire di Dio invece di servirlo. La tentazione non è di tendere troppo in alto, ma, di non tendere abbastanza in alto. L'uomo vuole piccoli poteri per essere un piccolo Dio senza osare credere che è chiamato a partecipare alla vita stessa di Dio. L'uomo vuole dominare invece di amare, questa è la tentazione e il peccato fin dall'origine.

"ADAMO ED EVA HANNO CEDUTO ALLA TENTAZIONE DI ESSERE, NON SIMILI A DIO, MA DEGLI "DEI", CIOE' AD EVERE POTERI MAGICI O AD ESSERE SIMILI A DELLE DIVINITA' DI GRADO MINORE"

Ciò che l'Autore sacro ha voluto mettere in evidenza è stato, tra le tradizioni e nel contesto del suo tempo, di scegliere una scena e di personaggi in vista di far rilevare la colpa che voleva denunciare. Al tempo del redattore il grande peccato degli uomini era FORNICARE CON GLI DEI STRANIERI, ERA ABBANDONARSI AL CULTO IDOLATRICO, ALLA DIVINAZIONE, ALLA MAGIA, pratiche che i profeti denunciavano come delitto di adulterio. Solo sotto questa luce possiamo cogliere appieno le conseguenze del peccato originale, premettendo un punto base riguardante la dottrina della Chiesa. "LA CHIESA ESIGE CHE SI CREDA CHE VI E' STATO UN PECCATO ORIGINALE, MA NON ESIGE CHE SI CREDA COME HA AVUTO LUOGO."

Esse sono:

- rottura di solidarietà con Dio

- rottura di solidarietà della coppia (si rinfacciano la responsabilità)

- rottura dell'uomo con il proprio corpo(vergogna della propria nudità)

- rottura dell'uomo con la natura (lavoro penoso, animali ostili, ecc.)

poi:  - fratello contro fratello (Caino ed Abele)

       - figli contro padri (Noè)

       - uomini contro uomini (Babele)

       - e sempre gli uomini quando fanno tentativi per affermarsi, per emanciparsi da Dio, per dimostrare di saper fare da soli cercando di liberarsi dall'influenza propositiva di Dio.

Gustare il frutto proibito equivale a voler vivere e costruire il mondo senza preoccuparsi del piano di Dio sia a livello individuale che collettivo.

Per farci capire il modo insinuante con cui agisce il demonio, l'autore di questa pagina biblica, lo presenta sotto la maschera del serpente, la bestia strisciante che sopraggiunge all'improvviso e getta lo scompiglio.

Si tratta della prova che gli uomini hanno dovuto affrontare poiché dio vuole dei collaboratori capaci di capire ed amare la sua opera. Dio infatti non può essere amato per costrizione, Egli però prevedeva già la possibilità della rivolta.

"MA SENZA LIBERTA', NON C'E' PIU' ESSERE UMANO"

per la sua famiglia Dio vuole figli liberi e non schiavi. Il genere umano ha fatto la sua prima scelta e ha perso l'amicizia con Dio e la familiarità con Lui, ossia il Paradiso, e si ritrova composto di semplici esseri umani, intelligenti e con li possibilità di essere liberi certo, ma nulla più a meno che loro oggi sappiano affidarsi a Cristo con fiducia calma e profonda.

Il peccato originale è dunque stato commesso non sul piano della natura, in cui Adamo godeva di un perfetto equilibrio, ma sul piano della grazia, quando gli fu proposto personalmente di essere fedele nella fede.

Il peccato originale non è soltanto quello di Adamo ed Eva, ma è diventato il peccato nostro della razza umana; non è però un peccato strettamente personale, né di solidarietà poiché la nostra volontà non è intervenuta per nulla e a dimostrazione di ciò basti ricordare che vi è la Comunione dei Santi e non quella dei peccati. Si tratta invece di una eredità che è stata diminuita di un bene, ossia nasciamo senza la Grazia che non ha potuto essere trasmessa nel momento che è stata perduta, quindi non nasciamo in peccato in senso stretto , ma in difetto di qualcosa. L'uomo nasce non in atteggiamento di rifiuto, ma in "stato di rifiuto''; come dice S. Paolo nella lettera ai Romani 5, 12 "noi non abbiamo peccato in Adamo, ma la Scrittura va interpretata così: a causa di Adamo (eph'o), tutti abbiamo acquistato la tendenza al peccato.

"IL PECCATO ORIGINALE E' DUNQUE UN'ASSENZA:

LA MANCANZA DELLA VITA DI SOLIDARIETA' CON GLI ALTRI IN DIO;

OSSIA MANCANZA DI AMORE E DI CARITA'"

Siamo tutti pieni di buona volontà, ma privi del senso della solidarietà.

Ci lasciamo prendere dai pregiudizi, dalle divisioni, dagli interessi di classe, piuttosto che dai valori della nostra religione.

"Noi siamo Adamo" ma Dio non ci ha abbandonato nella fedeltà al patto di Alleanza e "coerente'* con il suo Amore ci rimette "in campo'' con il Battesimo (quello Biblico! di matura e coerente adesione a Cristo) ci ridona la grazia (Ez 16) anche se ciò rappresenta soltanto una partenza, un'apertura, il preludio di una invasione a cui non dobbiamo cessare di essere disponibili.

Può essere utile riflettere sugli eventi della storia e delle tragiche conseguenze (morti, sopraffazioni, ecc.) sopravvenute tutte le volte che qualche uomo "grande" o sconosciuto, ha "mangiato il frutto".

Si capisce bene la tentazione di Adamo soltanto quando si è capito il significato delle tentazioni di Cristo nel deserto. Tali tentazioni sono state tentazioni di stregoneria, di tecnica, di abilità (cambiare le pietre in pane) tentazioni di efficienza senza fede, senza amore. In effetti le tentazioni di Cristo nel deserto testimoniano il grosso combattimento da Lui avuto dovendo farsi luce e ricercare il giusto fra le varie aspettative dei suoi contemporanei e ciò che presentiva in se stesso, cominciando a comprendere dei progetti del Padre.

Ma la più grande tentazione di Cristo doveva ancora venire, la vera tentazione di Cristo ha luogo nell'orto degli ulivi, fino a quando non sale sull'albero della croce in cui accetta di essere

"SOLO AMORE senza ALCUN POTERE"

"Chi vuole salvare la propria vita la perde" ecco ciò che è successo ad Adamo, "ma chi perde la propria vita la salva"; ecco ciò che succede a Cristo ed a tutti coloro che sono suoi. La prima è uno stato di cose che Dio ci invita a cambiare! Da cui Dio ci ha invitati ad uscire fin dall'origine per entrare nella seconda.

La redenzione è originale tanto quanto il peccato, Dio ha messo in castigo Adamo, ma gli ha promesso che sarebbe stato perdonato. E Adamo ha creduto e ha sperato. Il mistero della Redenzione per mezzo dell'Incarnazione diventa luminoso: non sappiamo più amare, ma Dio stesso è amore. Lui solo può aiutarci a ricominciare, a essere in comunione con gli altri: è stato necessario che Lui diventasse "il primogenito di un gran numero di fratelli" che venisse Lui stesso ad insegnarci ad amare senza cercare di dominare.

Dio solo poteva renderci Dio.

La solidarietà con Cristo è infinitamente più profonda, più intima, più reale della solidarietà con Adamo. Per causa di Adamo abbiamo acquisito la tendenza al peccato: la storia di Adamo è la nostra storia, ma per mezzo del Battesimo l'Adamo a cui noi somigliamo è diventato membro di Cristo, trasformato, trasfigurato "Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me" (Gal.2,20).

 

RIFERIMENTI BIBLICI DA LEGGERE

Genesi 1(27-31); 2(7-25); 3(1-24)

DOMANDE

  • Che rapporto vedi tra il peccato delle origini e le sciagure dell'umanità?

  • Hai desiderio di indipendenza di autonomia, di tranquillità?

  • Hai desiderio di fiducia, di povertà, di attesa filiale, di abbandono gioioso ?

  • Le classi sociali, i privilegi, l'individualismo sono realtà in cui ti senti perfettamente a posto? o ti impediscono di dormire in pace?

  • Dio che cosa ci e ti chiede di cambiare o da cui uscire ?

 

Clicca qui per andare all'INDICE di questo TEMA:  "Cammino di fede"




Ultima modifica Domenica 12 Gennaio 2014 11:40
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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