Giovedì, 23 Novembre 2017
Sabato 01 Aprile 2017 16:17

I Profeti * 1a Parte

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p. Franco Gioannetti

Il Profetismo: origine del nome

1) Nell'antichità, ovunque in Oriente, esistevano uomini addetti alla divinazione e giudicati adatti a ricevere un messaggio dalle divinità.

2) In Israele il Profetismo acquisterà un valore particolare. Il nome originario era Nabì "Chiamato"; altri nomi dati loro sono: veggente, visionario, "uomo di Dio".

La parola profetismo, originaria dal greco, significa "uomo che parla in nome di ....".

Allora per noi, nella tradizione ebraica e cristiana, i Profeti sono uomini che parlano a nome di Dio e che sanno di farlo.

 

Condizioni socio-religiose

Dopo la morte di Salmone, come sappiamo, si formarono il regno di Giuda e di Samaria. A questo punto seguì un lungo periodo di lotte fino a che, con la decadenza del Regno Arameo e Assiro, Samaria e Giudea raggiungono un periodo di prosperità economica.

La prosperità produce: lusso, oppressione dei poveri, ingiustizia e idolatria, malgrado tutto si porta culto a Jahvè. Purtroppo questo culto, preso in se e per sé, diventa una giustificazione per fare tacere la coscienza e per opprimere i poveri.

SORGONO:

- AMOS E OSEA in SAMARIA e

- MICHEA E ISAIA in GIUDEA

 

In un secondo momento Israele ha fatto un'alleanza con l'Assiria ed è costretta ad accettare un culto idolatrico. Sarà Ezechia che cercherà di attuare una riforma, ma soprattutto Giosia la poterà avanti in un momento di debolezza assira.

Ezechia avrà accanto Isaia, in atteggiamento talvolta critico, Giosia avrà accanto Sofonia e Geremia, anche loro talvolta in atteggiamento critico.

Sconfitta Gerusalemme da Nabucodonosor Ezechiele sarà il profeta dell'esilio.

 

I PROFETI SONO FIGURE ESSENZIALMENTE RELIGIOSE: "BOCCA DI JAHVE'"

PER IL POPOLO E DIFENSORI DEGLI UOMINI DAVANTI AGLI UOMINI, SOPRATTUTTO SARANNO A FAVORE DI QUELLI CHE NESSUNO DIFENDE

 

 

Come nasce la vocazione di un Profeta

La vocazione di un profeta sboccia da un confronto tra la situazione ideale e reale. Il Profeta è allora uno che ascolta la chiamata di Dio dentro la sua situazione personale però del tutto integrata in quella del popolo.

Consideriamo un esempio.

Il profeta Amos era un uomo semplice, un uomo del popolo, contadino e pastore (Am 7,14). Viveva in un'epoca di progresso economico promosso dal re Geroboamo (783-743), ma di fatto era il risultato dell'egoismo collettivo di un gruppo. Ne derivava un'ingiusta divisione di classi che opprimeva gran parte del popolo (Am 5,7;2,6-7;3,10). Quel popolo che Dio aveva liberato era diventato schiavo e questa volta dei suoi propri fratelli. Amos viveva profondamente integrato nella vita del popolo e per questo la sua fede e il suo buon senso gli dicevano che un simile stato di cose era contrario alla volontà di Dio. Era un paradosso e per lui diventò un problema assillante che non gli permetteva di pensare all'altro. Tutto gli parlava dell'ingiustizia installatasi nella sua terra e gli faceva prevedere imminente il castigo di Dio: un muratore che lisciava l'intonaco gli ricorda che Dio livellerà il suo popolo; un cesto di frutta matura gli fa pensare che è maturo il tempo del castigo; il fuoco della steppa gli dice che Dio incenerisce l'ingiustizia. (Am 7,7-9;8,1-3;7,4-6). I fatti cominciano a parlare. Tutto diventa appello. In Amos a poco a poco cresce la coscienza. Finché si decide: Dio vuole che io parli! "IL leone rugge: chi non ha paura? Dio ordina: chi non parlerà in suo nome?" (Am 3,8). Lascia tutto e si dirige diretto verso il suo fine (Am 7,10-17).

La percezione chiara dell'esigenza di Dio portava il profeta anche a percepire come avrebbe dovuto essere la vita del popolo. Uomo di Dio e uomo del popolo allo stesso tempo. Vive l'impegno con Dio e con il popolo e sente che non dove più tacere. Parla con le autorità perché parla in nome di Dio della coscienza e della tradizione secolare del popolo.

 

 

Missione del profeta

La missione e la prassi del profeta sono sempre condizionate dalla situazione concreta del popolo al quale dirige il suo messaggio. Per ciò che riguarda Iddio, egli è strumento nella sua mano, è inviato al popolo per spingerlo a camminare verso la meta per la quale si è impegnato con Dio nell'alleanza. Il profeta è per così dire l'uomo che esige dal popolo l'adempimento dell'impegno liberamente assunto con Dio. Per compiere quindi la missione e la prassi del profeta è indispensabile descrivere quella parte della vita del popolo che condizionava la sua attività e provocava la sua reazione in nome di Dio.

I comportamenti e strutture della vita erano una creazione dell'uomo, che attraverso di loro esprimeva la sua fede. Ma il male dell'uomo fu sempre il suo desiderio giusto e inveterato di sicurezza, sia individuale che nazionale. Appena trovò, dopo averla tanto cercata, una forma di vita che esprimesse la sua convinzione, vi si aggrappò come ad una conquista che gli dava sicurezza. Poco dopo si verificò un fenomeno: questi modi di vivere l'amicizia con Dio, invece di continuare ad essere espressione di una ricerca costante che dinamizzasse e spingesse a camminare sempre verso il futuro, diventavano espressione di una ricerca ci sicurezza umana, perdevano cioè il contatto con la fonte (la coscienza di essere popolo di Dio) e non erano più tramite di vita. Diminuiva l'esperienza interiore e continuavano inalterabili la struttura e il comportamento esterno, dando l'impressione che niente fosse cambiato. In realtà però tutta l'impalcatura esteriore della fede, le strutture e i comportamenti erano già tutti minati alla base perché mancava la vita reale.

E' l'ora dei profeti: la loro missione e la loro prassi nascono quasi sempre dal corto circuito tra la vita e il comportamento. Denunciano la falsa sicurezza dietro cui si nasconde il popolo per lo più incosciente. Scuotono il popolo e lo spingono a cercare nuove forme di comportamento che possano di nuovo esprimere e stimolare la vita e la fede.

Il profeta agisce sempre in nome di Dio. Mette in evidenza che l'idea di Dio espressa in certe forme di vita e da certi atteggiamenti del popolo non è quella del vero Dio che si rivelò nel deserto ai padri quando li liberò dall'Egitto.

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Ultima modifica Sabato 01 Aprile 2017 16:44
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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