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L’ESSERE E IL CAOS

Di tutto un pò...

L’ESSERE E IL CAOS

Messaggiodi m.galloni » 17/10/2015, 19:40

Un articolo di Giorgio Montefoschi pubblicato sul “Corriere della Sera” del 12 ottobre 2015 mostra quanto possa essere sottile il confine tra l’ateismo e la fede. L’articolo è una riflessione sul libro di Eugenio Scalfari “L’allegria, il pianto, la vita”, appena pubblicato da Einaudi. Scalfari, come si sa, è convintamente ateo. E tuttavia scrive cose di questo tenore: «Dio non esiste perché siamo noi ad averlo inventato. Ma dove nasce il pensiero? Qualcuno o qualcosa hanno creato il cogito (di Cartesio)?». Per poi aggiungere: «Io credo nell’Essere che contiene tutte le cose, tutte le creature, tutte le energie, tutti gli elementi. L’Essere è il Caos, creatore di tutte le forme. Ho già più volte manifestato questa mia credenza, ma mentre la ripeto mi accorgo che anche il Caos creatore ripropone la domanda: chi ha creato il Caos?».
Sorvolando sull’indebito passaggio dall’Essere al Caos, la cosa che più sorprende nel ragionamento dell’ex direttore de “la Repubblica” è la somiglianza con l’argomento metafisico che Tommaso d’Aquino usa per dimostrare l’esistenza di Dio. Resosi conto che le cinque vie non riescono, partendo dalla contingenza e dall’oggettività del mondo, ad arrivare veramente a Dio («dimostrazioni per accidens», così le definisce il Cajetano), Tommaso elabora la dimostrazione decisiva a partire dall’Essere universale e giunge alla conclusione che Dio è l’Ipsum Esse Subsistens, l’Essere in sé sussistente, l’Assoluto, l’Essere senza causa né origine che dona (o impone, secondo i punti di vista) l’essere a tutto ciò che esiste. L’Essere in cui crede Eugenio Scalfari, dunque, è molto vicino al Dio di cui san Tommaso, nel “De Potentia”, dimostra l’esistenza attraverso l’argomento metafisico. Scalfari si trova quindi, almeno dal punto di vista intellettuale, a un passo soltanto da Dio. Il problema è che non è possibile arrivare a Dio rimanendo sul piano dell’intelletto e della ragione. Occorre fare un salto, lanciarsi, osare il «credo ut intelligam» di Anselmo d’Aosta, perché la fede non è semplicemente l’assenso a un’idea o a un concetto metafisico. La fede è relazione con Dio. E instaurare questa relazione, dal momento che Dio la vuole sempre, dipende soltanto dalla scelta dell’uomo.

Marco
m.galloni
 
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