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L'ETICA DI GESU'

Di tutto un pò...

L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi mebur » 22/10/2010, 22:53

HO LETTO RECENTEMENTE QUANTO SEGUE. COSA NE PENSATE?
L’etica di Gesù
L’etica di Gesù è l’etica della vita, della felicità e del godimento della vita. Gesù non è stato un asceta del deserto. Né è stato un penitente che castigava il suo corpo, come faceva il Battista. Gesù, infatti, credeva nella vita. E voleva (e vuole) che tutti viviamo e godiamo della vita. Quello che succede è che tutti vogliono godere, ma ognuno vuole godere solo e soprattutto lui. E a molti poco importa che gli altri se la passino bene o male. L’etica di Gesù è l’etica della gioia di vivere per tutti, nessuno escluso. Ed è quel che più costa assumere e accettare come progetto di vita. Perché l’ascetica più dura non è quella della rinuncia, ma quella della donazione. I cristiani hanno vissuto, per venti secoli, l’ascetica della rinuncia. Sta spuntando il giorno luminoso della donazione.

In modo o nell’altro a tutti noi è arrivato il messaggio delle religioni che, dai tempi lontani, continuano a predicare l’etica del dovere e della rinuncia, la morale del sacrificio e della mortificazione, della vittoria su se stessi, della sopportazione e della pazienza, della privazione di tutto ciò ch’è buono e soprattutto della negazione del godimento che procura l’amore tra gli esseri umani. La nostra cultura e la nostra religione ci hanno educato in questa mentalità. E non ci hanno spiegato che la cosa veramente difficile è amare cercando sempre la felicità dell’altra persona, la sua riuscita, la sua gioia, la sua libertà, senza pretendere mai di dominarla, né renderla a nostra immagine e somiglianza……
Josè M. Castillo teologo..
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi mebur » 22/10/2010, 23:01

Letto anche questo:
Non c’è una mistica della sofferenza. La sofferenza è negativa. La
sofferenza va combattuta ed evitata. La sofferenza non rientra nei
piani del Signore. Gesù non si è sognato di dire:
«fate penitenza», mai Gesù si è sognato di dire: «mortificate la
vostra esistenza». Siamo già mortificati troppo, dobbiamo vivificarla.
La sofferenza è un elemento negativo che va evitato, combattuto e
quando non si può, è compito della comunità cristiana assumerla e
condividerla in maniera di alleviarla.
Questa mistica della sofferenza che ci avvicina al Signore, tutte
balle!!! C’è gente - si è vero - che con la sofferenza ha ritrovato la
fede, si è avvicinata al Signore. Ma per uno che è così, ce ne sono
migliaia che, quando gli è successo qualcosa, hanno perso la fede e si
sono allontanati completamente da Dio. Allora è compito della
comunità cristiana alleviare la sofferenza degli altri. Come?
Portandola insieme, condividendola e, dove è possibile, eliminarla.
Ecco perché Paolo, nelle sue Lettere, dà questa indicazione molto
preziosa, dice: “Piango, con chi piange
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi m.galloni » 26/10/2010, 18:32

Ciao Mebur: in linea di massima mi trovo d’accordo con quanto sostiene Castillo nel primo degli interventi da te pubblicati. Lo stesso Vangelo di Matteo ci dice che i giudei della generazione di Gesù consideravano il Nazareno “un mangione e un beone” (Mt 11,19). E tuttavia credo che un certo distacco dai beni e dai piaceri materiali sia indispensabile per arrivare a quella libertà interiore e a quella chiarezza di visione che sono condizioni necessarie, anche se non sufficienti, per amare. I quaranta giorni di Gesù nel deserto, con le tentazioni che ne conseguono, lo dimostrano in modo evidente (Mt 4,1 – 11). Dobbiamo imparare a prendere le distanze dai piaceri e dai beni materiali non perché siano in sé un male ma perché sono un male la concupiscenza e il modo disordinato con cui li desideriamo.
Quanto alla mistica della sofferenza, una concezione che ha arrecato e continua ad arrecare danni incalcolabili, rispondo con le parole di Thomas Merton: “Alcuni credono nella potenza e nel valore della sofferenza, ma questo loro credere è un’illusione. La sofferenza non ha in sé nessun valore e nessun potere, se non quello di indurire l’anima. Credere nella sofferenza è orgoglio: ma soffrire, credendo in Dio, è umiltà”.

Marco
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi Luca » 29/10/2010, 10:09

Scrive Marco che l'etica di Gesù non é l'etica della sofferenza ma quella della gioa di vivere. Eppure ... "beati i poveri"! Ed i poveri hanno il vizio di essere sporchi maleodoranti petulanti e antipatici (non sembra granché sul piano della felicità). Penso sia sbagliato cercare la sofferenza per la sofferenza, eppure in qualche caso potrebbe persino diventare un esercizio utile. Penso che la sofferenza (la scoperta dei nostri limiti) un pò come dice Thomas Merton possa aiutarci a riscoprirci bisognosi e figli (cioé poveri e ... beati). Ciao,
Luca
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi mebur » 29/10/2010, 20:48

Ciao Marco, Ciao Luca
Padre Pio scriveva: La vita è un Calvario; ma conviene salire allegramente .Le croci sono monili dello Sposo ed io ne sono geloso. Le mie sofferenze sono piacevoli. SOFFRO SOLO QUANDO NON SOFFRO. ( P.Pio CE 22)
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi mebur » 29/10/2010, 20:51

Luca ho letto a riguardo:
I POVERI E IL VANGELO OPPIO DEI POPOLI

Uno degli equivoci più grandi e tragici del messaggio di
Gesù, che ha portato, giustamente, l’accusa che la religione è l’oppio
dei popoli cioè una sostanza che li addormenta, è stata quella di aver
pensato che Gesù avesse detto che i poveri sono beati perché poi
vanno in Paradiso.
Nei vangeli, ci sono riferimenti sia ai poveri che alla povertà, ma mai
per beatificare questa condizione, mai per sublimarla ed esaltarla, ma
sempre per eliminarla. Gesù è venuto a eliminare le cause della
povertà. Mai Gesù dice beati i poveri. I poveri sono disgraziati che è
compito della comunità cristiana togliere dalla loro condizione di
povertà. Gesù dice: beati i poveri per lo spirito, cioè quelli che
volontariamente, per quella forza interiore che hanno dentro,
scelgono di entrare nella condizione della povertà per permettere, a
quelli che sono nella condizione della povertà, di uscirne. Tradotto in
una maniera più comprensibile, Gesù dice: diminuisci un po’ il tuo livello di vita per permettere a quelli che l’hanno troppo basso, di
alzarlo un po’. Tutto l’insegnamento di Gesù è volto alla eliminazione delle cause
della povertà. Non l’elemosina - l’elemosina presuppone sempre una
persona che ha e una persona che non ha e quindi una differenza – ma
Gesù, quello che ci propone, è la condivisione di quello che io ho con
chi non ha. L’azione di Gesù non è spirituale, non riguarda solamente
un ipotetico Regno dei cieli, un Paradiso, ma riguarda la società che
Gesù è venuto a cambiare profondamente. Ma questo, ripeto, è stato
difficile da accettare e si è spiritualizzato Gesù.
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi mebur » 29/10/2010, 20:58

Degli errori di traduzione e di interpretazione della parola di Gesù,
hanno portato delle conseguenze devastanti.
Pensate soltanto l’invito di Gesù: convertitevi.
In greco, convertire si dice in due maniere:
1. uno che significa “ritornare a Dio” (™pistršfw),
2. l’altro “cambiare verso gli altri” (metanošw).
Gli evangelisti mai adoperano il termine religioso, ‘ritorno a Dio’, ma
sempre, ‘cambia atteggiamento nei confronti degli altri’.
Gesù dice: “se non vi convertite, non avete nulla a che fare con me,
non entrate nel regno di Dio”.
Pensate quando questo verbo, convertire, venne tradotto e poi
interpretato come il fare penitenza: “se non fate penitenza, non
entrate nel regno di Dio”. Le persone che volevano avere i primi posti
nel regno di Dio, erano quelle che facevano più penitenza. Basta
leggere la vita di un santo fino un secolo fa e vedete che si
avvelenavano l’esistenza, dando la stura a quei profondi pozzi
tenebrosi del masochismo che ognuno di noi si dà. Più una persona
soffriva e più pensava che era accetta a Dio. E guardate che questa è
una spiritualità che è dura da perdere il suo appiglio presso le genti.
Sintonizzatevi su Radio Maria e questa la trovate tale e quale: più
soffrite e più avete dei meriti nei confronti del Padreterno.
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi franco » 29/10/2010, 22:08

Ciao Marco, Luca, Mebur
Buona sera
Mi sembra di poter accennare appena ad alcune cose. E' tardi e sono di partenza, perciò scusatemi
Beati i poveri in spirito perchè....mi sembra che possa essere tradotto anche:
Beati coloro che hanno un'anima di povero perchè di essi è il Regno dei Cieli, ora nella tradizione ebraica i poveri erano coloro che gradualmente emersero in un periodo molto difficile della storia ebraica, in una situazione drammatica avevano messo da parte la fiducia nel re, nell'esercito, nel regno (quello terreno)
ed avevano scelto l'opzione di riporre la fiducia totale in Dio solo.
Di costoro, i poveri di Jahvè, fa la presentazione il profeta Sofonia e così poi questa tendenza spirituale continua, cresce e le pagine del V T ne sono costellate, il Cantico di Anna, madre di Samuele è appunto un cantico degli anawim=poveri, Un cantico di protesta contro regno,re, potere ecc
Ed è significativo che Luca lo metta praticamente in bocca a Maria, la "povera" vergine. Totalmente fiduciosa verso Dio
I poveri del VT e delle Beatitudini sono gli umili, i poveri, anche materialmente, totalmente fiduciosi in Dio
Un atteggiamento interiore spirituale prima che materiale
Questo non significa allora che Gesù proclami che la povertà materiale, il calpestamento da parte dell'ingiustizia siano di per sè beatificanti,
Un particolare ma, i miracoli di Gesù sono un segno certamente messianico, un segno che "significa" che il Messia è venuto a fare una nuova creazione.
Bene, sono certamente incompleto, ma debbo partire.
Riprenderò da parte mia il discorso, se è ancora aperto, dopo il 2 novembre
A voi felici giorni di festa
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi Luca » 30/10/2010, 9:45

Penso che Franco sia riuscito ad esprimere molto bene quel che intendevo per povertà. Sono del tutto daccordo con Mebur nel dire che l'etica di Gesù sia un'etica della vita e della felicità, sono daccordo nel dire che un'autocompiaciuta "eroica" ricerca della sofferenza niente abbia a che fare. Eppure paradossalmente la vittoria e la felicità del cristiano passa per la scelta della croce ("fate questo in memoria di me") e non credo che i due aspetti possano essere disgiunti. Forse come dice la Gaudium et spes l'unica sintesi possibile é nella comunione: "Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che sofforno, sono le gioie e le speranze, le tristezze e le angoscie dei discepoli di Cristo ...". Ciao e grazie a tutti,
Luca
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi m.galloni » 01/11/2010, 11:01

Terribili le parole di Padre Pio riportate da Mebur. Ricordano una battuta attribuita, mi pare, a Concetto Marchesi: “L’uomo è nato per soffrire. Se non soffre, soffre”. Ma quella di Marchesi aveva il pregio di essere, per l'appunto, una battuta.
Concordo con quanto dice Franco sulla povertà. Di recente ho sentito una cosa che credo possa aiutare in questo contesto: il termine “mammona” avrebbe la stessa radice di “amen”. Se questo è vero, allora essere seguaci di mammona non significa semplicemente possedere ricchezze ma dare pieno assenso, dare il proprio amen ai beni materiali, riporre totalmente in essi quella fiducia che spetterebbe a Dio.
Condivido anche quello che dice Luca, in particolare nel suo ultimo intervento. Vorrei tuttavia mettere in guardia dagli equivoci che l’espressione “scelta della croce” potrebbe generare. In realtà il cristiano non sceglie la croce: sceglie di non fuggire davanti alla croce, che è diverso. La croce non è volontà di Dio, non è essenziale per la salvezza, benché l’interpretazione letterale della preghiera di Gesù nel Getsemani abbia fatto per secoli ritenere il contrario, gettando una luce sinistra sul cristianesimo. Ciò emerge chiaramente dalla parabola dei vignaioli omicidi (Mt 21,33 – 46; Mc 12,1 – 12; Lc 20,9 – 19), dal discorso di Pietro alla folla (At 2,22 – 36) e da 1 Corinzi 2,7 – 8. La croce è solo la reazione rabbiosa dei servi delle potenze del mondo, che si sentono smascherati e messi in pericolo dalla predicazione del Vangelo.

Un saluto a tutti

Marco
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