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L'ETICA DI GESU'

Di tutto un pò...

Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi franco » 11/11/2010, 21:40

buona notte a tutti anche da parte mia
franco
 
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi Luca » 12/11/2010, 15:19

Ho trovato un passo molto bello in Theillard de Chardin (da "il significato ed il valore della sofferenza", 1933) dove la sofferenza viene collocata al di fuori dalle dinamiche moralistiche di colpa - lotta per divenire una semplice necessità da accettare o meno (al limite da accogliere come nostro contributo al bene comune). Cosa ne pensate ? Ciao e grazie a tutti,
Luca

<< In un mazzo di fiori ci si stupirebbe di scoprire fiori imperfetti, “a disagio”, dal momento che gli elementi sono stati raccolti uno a uno e artificialmente messi insieme. Al contrario, su di un albero che ha dovuto lottare contro gli incidenti connessi al suo sviluppo e quelli esperiori delle intemperie, i rami spezzati, le foglie lacerate, i fiori secchi, fragili o avvizziti si trovano “al loro posto”, esprimendo le condizioni più o meno difficili di crescita del tronco che li sostiene.
Allo stesso modo, in un Universo dove ogni creatura formasse un piccolo universo tutto chiuso, voluto per se stesso e teoricamente trasponibile a volntà, avremmo qualche difficoltà a giustificare, nel nostro modo di vedere, la presenza di individui dolorosamente bloccati nella loro possibilità di sviluppo. Perché questa gratuita ineguaglianza e queste gratuite restrizioni ? In compenso, se il Mondo rappresenta veramente un’opera di conquista attualmente in corso; se veramente, con la nascita veniamo lanciati nel pieno della battaglia, non possiamo fare a meno di intravedere che, per il successo dello sforzo universale di cui siamo insieme i collaboratori e la posta, sia inevitabile la sofferenza. Il Mondo, visto sperimentalmente al nostro livello, è un’immensa ricerca, un immenso attacco: i suoi progressi sono possibili solo a costo di molti insuccessi e di molte ferite. I sofferenti, a qualunque specie appartengano, sono l’espressione di questa condizione, austera ma nobile. Non rappresentano elementi inutili o sminuiti, ma si limitano a pagare per la marcia in avanti e il trionfo di tutti. Fanno parte dei caduti sul campo.>>
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi franco » 13/11/2010, 18:54

Ciao Luca
ciò che hai appena postato è molto interessante, fondamentalmente sono d'accordo
Aggiungo una mia breve riflessione
Il Signore, si potrebbe dire ? Ha immesso nel mondo un qualcosa capace di dinamismo evolutivo
Quindi il mondo è imperfetto e sta evolvendosi, azione di Dio e nostro impegno collaborativo. Ci sono perciò malattie, malasseri, condizionamenti economici ed altri molto rilevanti che gli umani con il loro impegno, nei vari campi, debbono combattere.
Impegno scientifico, sociale, politico perchè il creato e gl umani evolvano.
In sintesi il mondo ed il Corpo di Cristo sono in crescita. In questo cammino ci sono, ovvie, delle sofferenze. Ma....
Ricordiamo il Canto di Lamech: per una ferita sette ferite per una ammaccatura 70 ammaccature, e poi il Levitico: occhio per occhio, dente per dente, ed infine il Vangelo: perdonare settanta volte sette e porgere l'altra guancia.
Un cammino di evoluzione. Ed ancora riflettiamo sul lungo cammino del Popolo eletto per giungere alla percezione del Dio unico, ricordiamo: Nekustan nel tempio ed ancora il carro del sole sempre nel tempio, e la scritta Yahwè e la sua Ashera, i culti cananei ecc.....il culto di Molok fino agiungere alla più alta percezione del Dio unico. Così come era al tempo di Gesù
Così mi sambra che sia per tante sofferenze e questa lotta per crescere è in corso
Ma i miracoli di Gesù non sono forse anche il segno che Egli è venuto per fare
una Nuova Creazione alla quale gli uomini buoni stanno cooperando ?
Non so, cosa ne pensate ?
:)
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi m.galloni » 14/11/2010, 18:17

Ciao Luca e Franco. Penso che a Teilhard de Chardin vada senz’altro riconosciuto il merito di aver tentato una sintesi tra evoluzionismo e pensiero cristiano. Un’impresa non facile, che gli fece guadagnare consensi entusiastici ma anche critiche durissime. Premesso che a me il pensiero del “gesuita proibito” piace molto, bisogna ammettere che la sua idea della materia come realtà primordiale e dinamica contenente già in sé una coscienza che pian piano si sviluppa attraverso le tappe dell’evoluzione è difficilmente conciliabile con la dottrina ufficiale della chiesa. Del resto egli non pretese di fare affermazioni metafisiche sull’uomo e si limitò a descrivere il fenomeno umano così come è apparso sul palcoscenico della vita. Mi sembra però che una concezione del genere porti necessariamente a una sorta di condono universale analogo, fatti i dovuti distinguo, a quello operato da Hegel con la sua idea dello spirito assoluto che si attua nella storia: allora la sofferenza, il male, persino le guerre e le atrocità commesse dall’uomo non sarebbero che momenti inevitabili e necessari di un processo di crescita che porta fino a quel punto di arrivo che Teilhard de Chardin chiamava il “Cristo cosmico”. Per me va benissimo, ripeto, però dovremmo smetterla di parlare di un Dio perfettamente buono e innocente al quale nulla di negativo può essere ascritto. Bisognerebbe cominciare a pensare, con Jung e Pareyson, al male e alla sofferenza come a dimensioni proprie di Dio. Il che fa a cazzotti con il Vangelo: i miracoli di Gesù, come dice giustamente Franco, sono segni messianici, “signa prognostica”, assaggi del regno di Dio. Il punto, secondo me, è il seguente: quella che i Vangeli prefigurano è una nuova creazione, nel senso di creazione totalmente altra, oppure una nuova tappa della medesima creazione?

Marco
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi mebur » 14/11/2010, 20:52

Maggi scrive:
Conosciamo tutti i primi capitoli del libro del Genesi: c’è un Paradiso,
una meraviglia, l’uomo e la donna un’armonia straordinaria, un peccato
e una disgrazia che si prolunga fino ai nostri giorni. Per uno sgarbo, per
un peccato grave quanto volete, miliardi e
miliardi di persone, per tutti i secoli, ne devono patire le
conseguenze!! Ma non c’è proporzione tra la condanna del peccato e
l’eventuale perdono. Se Dio può perdonare, non poteva perdonare a
quei due? Perché le conseguenze della condanna, sono state molto più
gravi dell’errore che possono aver fatto. Quando si chiedeva spiegazione: è un mistero,
devi aver fede, bisogna aver fede. Credevamo in una fede fatta di
misteri. “Il Padre mio opera e anch’io opero”.
Cosa significa questo?
Secondo la teologia del libro del Genesi, così come veniva
interpretata, Dio aveva creato per sei giorni l’universo e il settimo
giorno si era riposato. Dio aveva fatto un prodotto bello,
confezionato e si era riposato. Poi, per colpa di quegli scellerati dei
primi uomini, il prodotto si era rovinato. Gesù non è d’accordo. Il
racconto della creazione del Genesi non è il rimpianto di un Paradiso
perduto, ma la profezia di un Paradiso da costruire.
Quel racconto non ci vuol dire che c’è stata un’epoca straordinaria di
piena armonia tra l’uomo e la donna, e tra gli uomini e il creato, che
poi si è rovinata. Non è questo. La tecnica letteraria dell’autore non
voleva dire questo. Ma l’autore dice: questo è il progetto di Dio sull’umanità, la realtà invece è questa qua, rimbocchiamoci le maniche per realizzarla.
Non c’è da rimpiangere il Paradiso irrimediabilmente perduto, ma c’è
da lavorare per costruirlo. Sono tecniche letterarie queste,
adoperate in quel mondo, che se non sono comprese fa si che noi
interpretiamo i dati della Bibbia in maniera errata.
Questo ci fa comprendere il problema del male. Per Gesù la creazione
non è terminata, il Padre è ancora all’opera e Gesù per questo
continua a lavorare. Fintanto che ogni uomo non avrà avuto la
possibilità di conoscere cos’è la libertà, cos’è la dignità, la creazione
non è terminata. Soltanto quando una persona è libera e conosce la
dignità, gli si può proporre il progetto di Dio. Ma quando le persone
hanno ancora il problema di come arrivare alla sera, quando ancora
sono vittime della violenza e della fame, ma figuratevi cosa significa
per loro essere figli di Dio!
Il male, le malattie, le sofferenze, tutto ciò che rattrista l’esistenza
degli uomini non fanno parte del progetto di Dio, non fanno parte
della volontà di Dio, ma è compito di Gesù, con la collaborazione di
ognuno di noi, aiutare per eliminarle o diminuirle nella nostra
esistenza .
Non esistono malattie incurabili, esistono interessi di società
farmaceutiche. Non esiste niente nel mondo che non possa essere
sconfitto. Se tutto quello che si impiega per distruggere si
impiegasse per costruire e per dare vita, ecco che quel Paradiso che
consideriamo irrimediabilmente perduto, si potrebbe realizzare. Le
parole di Gesù sono: “Il Padre mio opera e anch’io opero”.
mebur
 
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi franco » 15/11/2010, 16:34

Ciao Marco, a mio avviso....sono un segno di ciò che deve avvenire nel mondo ma allo stesso tempo un nuova tappa verso una nuova creazione

Ciao Mebur, d'accordo certamente come dice Maggi a costruire una nuova creazione, in cui sia chiaro che la alvezza che Dio manda è una salvezza integrale, dell'uomo e di tutto l'uomo, del creato e delle varie strutture portanti
Grazie per il tuo intervento
franco
 
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi Luca » 15/11/2010, 20:11

Ciao a tutti,
Trovo molto bello ragionare con voi in libertà, grazie ! Leggendo il messaggio di Franco mi viene in mente che quest’idea della cooperazione dell’uomo alla creazione mi è stata proposta la prima volta a commento di Gen 2, 19:
Il Signore, fece tutti gli animali della campagna e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo per vedere come li avrebbe chiamati. Ognuno di questi animali avrebbe avuto il nome datogli dall'uomo.
Per la filosofia antica nomen omen, nomina sunt consequentia rerum ! Perciò abbiamo addirittura il compito di individuare noi la funzione, il senso per la natura ! Ripensarla così mi pare avrebbe molte conseguenze sul nostro modo di considerarci creature ma forse richiede anche di cambiare un poco la nostra immagine di Dio.
Secondo me forse tante nostre difficoltà discendono dall’idea di un Dio statico, onnipotente ed onnisciente rispetto al quale l’uomo nulla può se non adeguarsi. Eppure se così fosse mal si comprenderebbe un Dio che addirittura si lascia convertire da Abramo prima della distruzione di Sodoma, o un Dio che si lascia vincere in lotta da Giacobbe, mal si comprendono il libero arbitrio e l'evoluzionismo. Non sarebbe più semplice e lineare pensare Dio e la sua opera in modo dinamico anziché statico ? Un Dio che crea non un destino da accettare a scatola chiusa ma una possibilità, il bene della libertà ed il bene di un futuro aperto. La bontà di Dio sarebbe allora rivelata dal libero arbitrio così come dalle leggi del caso che governano l’evoluzione della natura. L'immagine della genesi di un Dio la cui parola è creatrice ma il cui risultato non è scontato e predeterminato, ha bisogno anzi di essere osservato e giudicato come farebbe un buon artigiano, non corrisponde proprio a questo ? (… e vide che era una cosa buona …).
Cosa ne pensate ?
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi Luca » 15/11/2010, 20:20

Dimenticavo il male, vero oggetto della nostra discussione. Hanno ragione Marco e Mebur a considerare il male come monito alla nostra libertà e appello alla nostra responsabilità.
Eppure il male non può essere tutto relegato a semplice frutto di un nostro peccato di omissione a meno di non volerci elevare all’onnipotenza divina.
Credo allora sia utile pensarlo anche come la conseguenza necessaria della scelta del creatore per un futuro aperto anziché predestinato (una scelta pur buona in sé). Il male resta male ma ha un vantaggio "buono": porta con se oltre al monito sulle nostre responsabilità la coscienza dei nostri limiti di creature (il concetto che cercavo di esprimere parlando di “peccato originale”).
Luca
 
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi franco » 15/11/2010, 20:44

ciao Luca, quanto scrivi è molto importante e merita una riflessione molto accurata perchè le cose che scrivi sono veramente invitanti e stimolanti
ma......oggi ho avuto un pomeriggio di fuoco, non l'ho mai avuto neanche quando, più giovane, lavoravo in banca
Riprenderò il discorso domani pomeriggio
A proposito, Luca, sei di Roma ? Perche' se lo sei ti proporrei di venire sabato 20 alla Tavola Rotonda di cui si parla nell'home page del Sito
Ed ora, finalmente, buona notte
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Re: L'ETICA DI GESU'

Messaggiodi franco » 16/11/2010, 13:28

Salve, scusatemi per ieri sera
Ho riletto i due interventi di Luca
Ma credo, certamente, che Dio non crea a scatola chiusa.
Mi sembra che Egli voglia che ci sia una crescita del mondo e dell'uomo
Ad un'attenta lettura della Bibbia, a mio parere, diviene evidente che c'è una graduale percezione del Dio unico, come c'è un graduale sviluppo della legge morale.
Ad una attenta lettura della storia notiamo che, pur tra battute d'arresto e regressioni barbariche la sensibilità dell'uomo è in crescita, tanti bei segni odierni nei confronti di Fede-Bibbia-Preghiera, Giustizia e Pace, salvaguardia del Creato, ecc , pur tra brutture, ai miei tempi non c'erano.
Tornando alla Bibbia c'è inoltre un rifiuto dell'immobilismo, pensate soltanto alla narrazione della Torre di Babele, questa di per sè è buona. Il suo nome è bello,
è Bab El = porta di Dio, poi per un'assonanza con babal = confusione è venuta
la confusione delle lingue
Ma nella narrazione se badiamo bene essi vengono condannati perchè dicono:
"Facciamoci una torre affinchè non veniamo dispersi" non vogliono mettersi in gioco, vogliono stare fermi, tranquilli, non disturbati
Allora in questo cammino è normale che ci sia dolore, perchè il passaggio da uno stato all'altro è sempre uno strappo
Ma ancora riguardo al male, pensate a quando nel medioevo i paesani del paese X compravano un condannato a morte dal paese y per rallegrare la festa del paese, pensate ancora a quando, ancora 80 anni addietro i giovani di due diversi quartieri di un paese dopo la S Messa nelle rispettive Chiese si incontravano per continuare a festeggiare, sostenuti dagli antagonismi ( direi tribali) facendo a sassate.
E così l'umanità va avanti pian piano in crescita fino alla pienezza; il Suo Ritorno
Ci diciamo cosa ne pensate ?
Buon pomeriggio
franco
 
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