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LA CHIESA VALDESE BENEDICE UNA COPPIA GAY

Di tutto un pò...

LA CHIESA VALDESE BENEDICE UNA COPPIA GAY

Messaggiodi mebur » 27/06/2011, 13:08

A Milano la chiesa valdese benedice l’unione di vita di una coppia di fratelli gay
Il Sinodo del 2010 delle Chiese valdesi e metodiste italiane (massimo organo decisionale formato da 180 laici/che e pastori/e eletti dalla proprie chiese e riuniti annualmente a Torre Pellice - Torino - per una settimana, da tutta Italia) lo aveva già ratificato: nel caso in cui due credenti evangelici/che omosessuali richiedano alla propria chiesa locale la benedizione di una propria unione di vita, laddove la chiesa locale stessa abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni, essa si può e deve sentire libera di prendere le decisioni conseguenti, rimanendo in costruttivo contatto con gli appositi organismi.

L’ordinamento della Chiesa valdese non contempla la celebrazione di matrimoni di persone dello stesso sesso, né la chiesa ha mai assunto una posizione precisa su questo tema; del resto, lo stesso concetto di matrimonio, in ambito protestante, è molto diverso da quello cattolico: non si tratta infatti di un sacramento, ma di un atto eminentemente civile, sul quale si può e si deve (per chi lo desidera, ovviamente) invocare l’aiuto e la benedizione del Signore
Tutto era iniziato oltre un anno fa, quando Ciro e Guido, entrambi evangelici (Guido valdese, Ciro di un’altra chiesa sorella) avevano scritto una lettera profonda e toccante al Concistoro – il consiglio di chiesa, organo esecutivo locale – di Milano, chiedendo di poter condividere la gioia del loro amore davanti a fratelli e sorelle di chiesa, e ricevendo una benedizione pubblica, all’interno cioè di un culto domenicale, della propria unione di vita.

Si dicevano disposti ad aspettare che la loro comunità fosse pronta, senza precorrere o bruciare i tempi lunghi della “democrazia” e delle discipline valdesi o affrettare la necessaria approvazione Sinodale dell’atto.

“Nelle nostre Chiese, valdesi e metodiste, si era cominciato da molto tempo a dibattere della possibilità di testimoniare, anche a livello liturgico, l’accoglienza e il riconoscimento delle unioni di vita di persone dello stesso sesso, consci come siamo che ogni patto d'amore realizzato nella libertà, nella responsabilità e nella piena reciprocità per i credenti è prezioso agli occhi di Dio e si nutre della sua promessa” - commenta il pastore Giuseppe Platone - ma solo grazie a questa lettera di richiesta al nostro Concistoro da parte di Ciro e Guido e poi alla bella e a tratti animata discussione del successivo Sinodo dell’agosto 2010, si è arrivati a una decisione ufficiale e condivisa a larghissima maggioranza.”

"Saremo qui per celebrare la gioia di Ciro e Guido, invocare su di loro la benedizione di Dio - benedizione che non ci appartiene, ma che pronunciamo per conto Suo, in quanto chiesa cristiana - e pregare con convinzione e affetto per due persone che si amano e pertanto si impegnano a vivere insieme la loro vita, secondo l’insegnamento dell’Evangelo.

Adempiamo così il mandato evangelico a predicare la grazia salvifica dell’amore di Dio su tutti i suoi figli e le sue figlie. Ed è proprio questa grazia che verrà invocata anche nel corso della benedizione.” ha concluso la pastora Dorothee Mack, che pure ha partecipato alla stesura della liturgia.
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Re: LA CHIESA VALDESE BENEDICE UNA COPPIA GAY

Messaggiodi franco » 30/06/2011, 9:12

Grazie Mebur
è un avvenimento che ha fatto notizia
su un problema molto acuto che vede prese di posizione molto dure e chiuse
da un lato, e molto possibiliste dall'altro
Ho però l'impressione, forse sbaglio, che il problema di fondo sia posto in questa domanda: COSA DOBBIAMO O POSSIAMO PENSARE DELL'OMOSESSUALITA'
E' una vasta gamma di pensiero di fronte a noi
si va dal:
" Ma sì lapidiamoli come scrive Mose'
al:
" Che bello, come sono carini "
Spero che nasca una discussione rispettosa ed intelligente
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Re: LA CHIESA VALDESE BENEDICE UNA COPPIA GAY

Messaggiodi eugenio m. » 01/07/2011, 14:33

Ciao a tutti.
Volevo intervenire per dire solo che se faccio il resoconto della mia vita( non sono più giovane) da gay mi meraviglio di non avere ancora “ dato i numeri”. Non voglio fare la vittima. Descrivere la realtà.
Una vita piena di sofferenze. Sofferenze giornaliere, continue….
Una vita a portare maschere. Rispondere con un sorriso o facendo finta di non aver capito alle continue allusioni della gente. E intanto morire dentro.
E gli epiteti: finocchio,recchione,depravato,culattone,anormale,
Per tanti anni,troppo anni, combattere questa situazione,non accettarsi: fare di tutto sperando di risolverla…niente!!!
E poi tante domande senza risposta: perché è capitato proprio a me .Cosa ho fatto di male e che cosa sto facendo di male per meritarmi questo tormento? Perché io non posso voler bene a una persona? Che c’è di male?
Cosa posso fare per uscirne visto che non posso cercare aiuto da nessuno?
E poi ancora la gente ti dice ” perché non ti sposi che sei un bravo ragazzo”?
Ed allora altra Via Crucis: Fare finta di corteggiare ragazze… e per fortuna non sposarne neanche una.( conosco tante persone che per nascondere la propria omosessualità si sono sposate( ripeto sono tante) facendo doppiamente male a se stessi e facendo molto male alla moglie e figli).
E poi ancora come credente ho cercato aiuto nei preti:
Provate solo dare un occhio al sito supercattolico http://www.pontifex.roma.it
Tutti i giorni c’è un attacco ai gay ( o come li chiamano loro SODOMITI)
Chiedo scusa dello sfogo…..
eugenio m.
 
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Re: LA CHIESA VALDESE BENEDICE UNA COPPIA GAY

Messaggiodi m.galloni » 02/07/2011, 11:06

Ciao a tutti: l’argomento è in effetti delicato e complesso; ci vuol poco per ridurlo alla solita disputa tra i fautori della lapidazione e i sostenitori del “che carini!”, come dice Franco. Ho trovato una riflessione intelligente e teologicamente fondata in un’intervista di Silvia Lanzi a padre Alberto Maggi, pubblicata su “Progetto Gionata” il 5 aprile 2011. Ecco il link, per chi volesse approfondire: http://www.gionata.org/bibbia-e-omosess ... ggi-2.html. Padre Maggi sostiene che è sbagliato cercare nella Bibbia affermazioni su temi che in realtà non vengono affrontati. Tanto per cominciare il termine omosessualità, coniato solo nel 1869, non esiste nella Bibbia; si parla semmai di sodomia, e, per quanto ne so io, non c’è alcun riferimento a rapporti sessuali tra donne. Fondare la condanna dell’omosessualità sull’episodio della distruzione di Sodoma, dice padre Maggi, vuol dire stravolgere il senso del brano, che non è un trattato di morale: basta pensare al fatto che Lot offre, agli uomini che volevano abusare dei suoi ospiti, le sue due figlie vergini! Il brano non riguarda la sessualità ma la trasgressione del dovere sacro dell’ospitalità: per la civiltà dell’epoca l’ospite era talmente importante che si era tenuti a dare la propria vita per la sua salvezza. Anche i passi paolini nei quali l’apostolo condanna certe depravazioni vanno presi per quel che sono: condanna di depravazioni, per l’appunto. A quel tempo erano sconosciuti sia il termine eterosessuale che omosessuale: un uomo che aveva un rapporto sessuale con un altro uomo era semplicemente uno che deviava dalla propria natura per provare nuove emozioni. Paolo tuona contro quelli che hanno lasciato il “rapporto naturale con la donna” (Rm 1,27) perché in quell’epoca e in quella cultura questo è ciò che le conoscenze permettevano di dire; ci vorranno secoli per coniare il termine ed elaborare il concetto di omosessualità.
Purtroppo la posizione ufficiale della chiesa cattolica è alquanto diversa da quella di Alberto Maggi. Basta leggere il documento “Cura pastorale delle persone omosessuali”, emanato dalla congregazione per la dottrina della fede il 1° ottobre 1986: “Occorre invece precisare” – c’è scritto nel documento – “che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé un peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata”. A sostegno di tali posizioni si portano proprio quei brani che padre Maggi ritiene invece non fondanti: l’episodio di Sodoma, Levitico 18,22 e 20,23, 1 Corinzi 6,9, Romani 1,18 – 32, 1 Timoteo 1,10... Più cauta, decisamente meno tranchant è la chiesa valdese, stando all’intervento pubblicato da Mebur: evidentemente i valdesi, profondi conoscitori della Scrittura, sono arrivati alla conclusione che, nella Bibbia, una condanna così esplicita dell’omosessualità non c’è.
Concludo ricordando la posizione della scienza medica, di cui non possiamo non tener conto. Fino al 1974 l’omosessualità era considerata una malattia mentale; tale la riteneva lo stesso Freud. Poi, a seguito di quello che possiamo considerare una sorta di concilio ecumenico della psicoanalisi, è stata rimossa in fasi successive dal DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), l’elenco dei disturbi psichici. La cancellazione definitiva risale al 1990, quando l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definirà l’omosessualità semplicemente come “una variante naturale del comportamento sessuale umano”.

Marco

P.S.
Spero che questo mio intervento possa essere d'un qualche conforto a Eugenio.m e a quanti vivono la sua stessa condizione.
m.galloni
 
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Re: LA CHIESA VALDESE BENEDICE UNA COPPIA GAY

Messaggiodi franco » 02/07/2011, 17:42

Molto equilibrato l'intervento di Marco, grazie
Ma io vorrei piuttosto concentrare l'attenzione sul trasparente e...dolorante
intervento di Eugenio
Un intervento trasparente e molto bello
Grazie per aver condiviso con noi qualcosa di te
Ho avuto l'impressione che un punto base del tuo scritto sia la non accettazione di te stesso. Comunque sia la prima cosa da fare è accettarci come siamo.
Nel tua caso non sei un mostro nè un disegno riuscito male
Sei Eugenio un progetto dio Dio che si sente, non per sua scelta, attratto dagl uomini e tale progetto resti anche se il pensiero pubblico in proposito presenta delle riflessioni aberranti
Hai una tua dignità che nessuno ti può togliere
Dici che non puoi amare nessuno. Mah questo lo dici tu
Non possiamo ignorare i nostri sentimenti.....sono sacri
Alza la testa Eugenio e scopri con dignità i sentieri della tua vita
Auguri
Franco
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Re: LA CHIESA VALDESE BENEDICE UNA COPPIA GAY

Messaggiodi mebur » 09/07/2011, 15:54

MOLTO BELLO L'INTERVENTO DI EUGENIO.CONDIVIDO IL PENSIERO DI FRANCO.
UN INTERVENTO CHE FA PENSARE....NON GIUDICHIAMO NESSUNO!!!!!QUANTE SOFFERENZE NASCOSTE!!!
mebur
 
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Re: LA CHIESA VALDESE BENEDICE UNA COPPIA GAY

Messaggiodi franco » 10/07/2011, 11:29

E' verissimo Mebur
quante sofferenze nascoste in un mondo conosciuto soltanto molto poco !!
quante persone ho visto piangere dicendo: "Perchè propria me !"
e' vera la beatitudine: "Eeati i misericordiosi" come pure la frase: "Siate misericordiosi come Dio è....." :P :P
franco
 
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Re: LA CHIESA VALDESE BENEDICE UNA COPPIA GAY

Messaggiodi eugenio m. » 12/07/2011, 13:11

Grazie a tutti dei pensieri.
Andiamo avanti!!!!


A proposito del sito pontifex ultimamente ha pubblicato quanto segue:
Da www.pontifex.roma.it


Eminenza passiamo ad altro tema caldo. In che modo valuta sia la omosessualità che i trans?: " trans e omosessuali non entreranno mai nel Regno dei Cieli, e non lo dico io,ma San Paolo". Ma se una persona é nata omosessuale?: " non si nasce omosessuali, ma lo si diventa. Per varie cause, per motivi di educazione, per non aver sviluppato la propria identità nell'adolescenza, magari non sono colpevoli, ma agendo contro la dignità del corpo, certamente non entreranno nel Regno dei Cieli. Tutto quello che consiste nell'andare contro natura e contro la dignità del corpo offende Dio".

sia il Catechismo di San Pio V [6], che il Catechismo di San Pio X annoverano la pratica omosessuale, propagandata appunto dagli attivisti gay, nell'ambito dei 4 peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio e, a livello di gravità, collocano il vizio impuro contro natura al secondo posto, meno grave solamente dell'omicidio volontario;
eugenio m.
 
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Re: LA CHIESA VALDESE BENEDICE UNA COPPIA GAY

Messaggiodi franco » 13/07/2011, 9:27

Ma in ogni caso Pontifex è un sito di un certo taglio.......
Sbrigativo, dogmatico, condannatorio, non è forse vero che è così ?
Vale la pena prenderlo come un dito puntato ? come un incubo permanente ?
Direi proprio di no
Vorrei però aggiungere una osservazione, questa discussione, questo tema sono un ambito delicato in cui non è facile trovare atteggiamenti saggi, equilibrati, documentati
Non lasciare che Pontifex sia per te un incubo, relativizzalo :P :P
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Re: LA CHIESA VALDESE BENEDICE UNA COPPIA GAY

Messaggiodi eugenio m. » 24/03/2012, 21:19

Parla come uomo di chiesa e come persona ultraottantenne il cardinal Carlo Maria Martini a proposito delle coppie gay. Eppure ne parla con quella serenità e quell’apertura che sempre l’hanno caratterizzato e non si preoccupa di dire cose scomode, come, per esempio, prendersela con chi nella chiesa cattolica vede le unioni civili come il peggior male possibile. Per avere un assaggio del punto di vista del porporato L’Espresso in edicola riporta alcuni stralci del libro Credere e conoscere, in uscita per Einaudi. Si tratta di un dialogo tra il cardinal Martini e il senatore Ignazio Marino, dialogo che era iniziato nel 2006 proprio sulle pagine dell’Espresso.
Dicevamo che parla come uomo di chiesa e altrimenti non potrebbe essere. Dice Martini:
Personalmente ritengo che Dio ci ha creato uomo e donna e che perciò la dottrina morale tradizionale conserva delle buone ragioni su questo punto. Naturalmente sono pronto ad ammettere che in alcuni casi la buona fede, le esperienze vissute, le abitudini contratte, l’inconscio e probabilmente anche una certa inclinazione nativa possono spingere a scegliere per sé un tipo di vita con un partner dello stesso sesso. Nel mondo attuale tale comportamento non può venire perciò né demonizzato né ostracizzato. Sono pronto anche ad ammettere il valore di un’amicizia duratura fedele tra due persone dello stesso sesso […] Se viene intesa anche come donazione sessuale, non può allora, mi sembra, venire eretta a modello di vita come può esserlo una famiglia riuscita.
Ma parla anche con una certa apertura. Continua il cardinale, stimolato da Ignazio Marino:
Io ritengo che la famiglia vada difesa perché è veramente quella che sostiene la società in maniera stabile e permanente e per il ruolo che esercita nell’educazione dei figli. Però non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili. Io sostengo il matrimonio tradizionale con tutti i suoi valori e sono convinto che non vada messo in discussione. Se poi alcune persone, di sesso diverso oppure anche dello stesso sesso, ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia, perché vogliano assolutamente che non sia?
Non possiamo certo parlare di svolta epocale, ma di una apertura sì. Del resto il cardinale, con il suo modo di ragionare sempre lucido e chiaro, non teme di dire chiaramente come la pensa:
Io penso che la coppia omosessuale, in quanto tale, non potrà mai essere equiparata in tutto al matrimonio e d’altra parte non credo che la coppia eterosessuale e il matrimonio debbano essere difesi o puntellati con mezzi straordinari perché si basano su valori talmente forti che non mi pare si renda necessario un intervento a tutela. Anche per questo, se lo Stato concede qualche beneficio agli omosessuali, non me la prenderei troppo. La Chiesa cattolica, dal canto suo, promuove le unioni che sono favorevoli al proseguimento della specie umana e alla sua stabilità, e tuttavia non è giusto esprimere alcuna discriminazione per altri tipi di unioni.
eugenio m.
 
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