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QUELLA FEDE CHE SPAZZA VIA OGNI CREDENZA

Di tutto un pò...

QUELLA FEDE CHE SPAZZA VIA OGNI CREDENZA

Messaggiodi m.galloni » 18/04/2013, 10:14

Su «la Repubblica» di lunedì 15 aprile 2013 è apparso un bellissimo articolo di Marco Vannini intitolato “Preghiere laiche” (http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... ref=search). L’articolo assesta un duro colpo a chi ancora pensa alla fede, spesso confondendola con la religione, in termini di «verità indiscutibili», «valori non negoziabili», «difesa dell’identità nazionale» e cose del genere. Scrive Vannini: «In realtà la fede non è affatto credenza, ma il contrario: è distacco, ovvero il movimento del pensiero che, rivolto all’assoluto, spazza via ogni credenza, riconoscendone la finitezza. Come insegna san Giovanni della Croce, la fede non produce credenza o scienza alcuna, ma conduce nella “notte”, nel “nulla” – ovvero fa il vuoto di ogni presunto sapere, rendendo l’intelligenza finalmente libera da ciò che la teneva legata. Questa è propriamente la verità della fede, non delle cosiddette “verità di fede”, intese come credenze sostitutive della scienza o integrative della medesima, come se la fede completasse la scienza con chissà quale strumento».
Vannini è considerato il massimo studioso italiano di mistica speculativa, e il suo articolo non può non richiamare alla mente le parole profetiche di Karl Rahner: «I cristiani del domani o saranno dei mistici o non saranno». La mia impressione è che i cristiani di oggi (il «domani» di cui parlava Rahner) mistici lo siano molto poco. Espressioni come quelle sopra riportate («verità indiscutibili», «valori non negoziabili», ecc.), lungi dal testimoniare una fede autentica, sono piuttosto il sintomo di una mancanza di fede. Cosa pensano al riguardo i visitatori di Dimensione Speranza? E soprattutto: in che modo vivono la propria fede, in senso mistico o come semplice adesione a slogan e frasi a effetto?

Marco
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Re: QUELLA FEDE CHE SPAZZA VIA OGNI CREDENZA

Messaggiodi g.destefanis » 30/06/2013, 14:30

Devo premettere che vengo da una conversione adulta, prima della quale le “verità indiscutibili di fede” mi avevano sempre messo in difficoltà.
Poi un giorno in occasione della formazione, per organizzare gli “incontri in preparazione al matrimonio”, è emersa questa domanda:
Se ci chiedono cosa è la fede, cosa rispondiamo di preciso? Panico …, P. Franco, con tutta semplicità, ci disse: è semplicemente avere fiducia in Dio, nel suo volerci bene, e non necessariamente nei dogmi, nella gerarchia, nei teologi, nei benpensanti, ecc..
Questo pensiero è diventato uno dei cardini del mio cammino di credente, ma anche nelle coppie di futuri sposi ho colto sollievo e un maggior desiderio di partecipazione attiva al dibattito.
Giorgione
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Re: QUELLA FEDE CHE SPAZZA VIA OGNI CREDENZA

Messaggiodi m.galloni » 02/07/2013, 15:09

Grazie per il bell’intervento, Giorgio. Padre Franco aveva il dono di una fede immediata, semplice (ma mai banale), spontanea, un dono che sinceramente gli invidiavo. Purtroppo, però, per la maggior parte delle persone non è così: quando proviamo ad affidarci alla Provvidenza la nostra mente, che sembra fatta apposta per complicare le cose, si mette in mezzo e rovina tutto con strane idee su Dio. Di qui le derive di cui nell’intervento di apertura, le «verità indiscutibili», i «valori non negoziabili» e via dicendo. In questi ultimi due decenni abbiamo visto di tutto, soprattutto nel campo della politica: cristiani rinati (G. Bush) muovere guerra in nome di menzogne mefistofeliche, atei devoti difendere accanitamente le gerarchie della Chiesa... La fede vera, quella di cui parla Vannini, esige invece un’autentica «metànoia», termine che sono portato a interpretare non semplicemente come cambiamento o conversione, ma – in senso etimologico – come salto oltre il pensiero, oltre la mente. È là che ci aspetta Dio. E padre Franco, questo, lo aveva capito molto bene.

Un saluto

Marco
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Re: QUELLA FEDE CHE SPAZZA VIA OGNI CREDENZA

Messaggiodi Luca » 26/07/2013, 12:28

La frase di Karl Rahner («I cristiani del domani o saranno dei mistici o non saranno») é bellissima. Tuttavia il discorso nasconde a me pare non pochi problemi. Perché la fede contempla tra le altre cose anche l'assurda pretesa di cambiare il mondo. Allora bisogna riconoscere che da un paio di secoli il mondo cambia molto velocemente sotto la spinta laica (talora violentemente atea) della scienza, della cultura e della politica. Perciò purtroppo la fede finisce spesso per snaturare o svendere sé stessa trasformandosi in militanza (culturale, politica, persino scientifica) mentre il mistico viene comunemente percepito come una persona che si sottrae alla dinamica dei cambiamenti. La domanda allora diventa: può la mistica cambiare il mondo ? E' possibile cambiare in qualche modo la percezione che la società (con lei molti mbienti ecclesiali) ha della mistica ?
Luca
 
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Re: QUELLA FEDE CHE SPAZZA VIA OGNI CREDENZA

Messaggiodi m.galloni » 03/08/2013, 10:48

Ciao Luca, e grazie per l’intervento. Alla tua domanda rispondo in modo affermativo: senz’altro sì, la mistica può cambiare il mondo, a patto ovviamente che ci sia chi è disposto a farsi mistico. Gli esempi di mistici che hanno inciso profondamente sul mondo non mancano, basti pensare a Teresa d’Avila, a Giovanni della Croce, a Sri Aurobindo, a Gandhi, a Teilhard de Chardin, per fare solo qualche nome. Diventare mistici non significa nascondersi in qualche caverna o stanza angusta per fuggire dal mondo e dall’azione ma, al contrario, attraverso il silenzio, la preghiera e la meditazione profonda arrivare al cuore dell’azione, purificarla, renderla più efficace, libera e liberante. Il mistico per eccellenza è Dio, che crea tutte le cose con la sua Parola. Ma la Parola di Dio è del tutto speciale: è «qol demamah daqqah» (1 Re 19,12), espressione che tradotta alla lettera suona come «una parola di sottile silenzio». Porsi in ascolto di questa parola di sottile silenzio, cioè risolversi a diventare mistici, è magnifico ma anche terribilmente difficile, impegnativo, rischioso. La maggior parte delle persone preferisce stordirsi con i rumori del mondo.

Marco
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