Mercoledì, 13 Dicembre 2017
Martedì 25 Ottobre 2005 16:10

LA GLOBALIZZAZIONE DELLA SCHIAVITU'

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LA GLOBALIZZAZIONE DELLA SCHIAVITU'
di Sandro Calvani, Serena Buccini, Adriana Ruiz Restrepo 

 

La schiavitù, piaga e malattia mentale dell'umanità, ha accompagnato il genere umano per secoli. Oggi nell'immaginario collettivo la schiavitù è qualcosa di esotico e comunque appartenente al passato.Le cronache moderne dicono invece che ben poco è cambiato.

La storia di un neonato venduto agli inizi di luglio 2005 a Napoli per 300 euro, dimostra che non sono cambiati neanche i prezzi di mercato e che fanno poca differenza anche le distanze geografiche e le diversità culturali. Infatti 300 euro è anche il prezzo di una bambina di dieci anni da avviare al giro della prostituzione in Myanmar e in Thailandia.

La data ufficia!e di abolizione della schiavitù, quella che si celebra tradizionalmente, è il 1848.

In realtà, la tratta di persone, intesa come possesso e commercializzazione di esseri umani, è cambiata molto lungo i secoli, ma in pratica non è mai finita.



[…]



I nuovi schiavi


Oggi è possibile identificare due modelli di tratta di persone. Il primo, il traffico a scopo di lucro, consiste nel contrabbando di migranti clandestini; ovvero nel facilitare l'ingresso illegale, a volte anche il soggiorno, di soggetti che decidono di emigrare, spesso accettando di pagare somme ingenti in cambio di un servizio di trasporto in condizioni quasi sempre disumane e degradanti.

L'altro tipo di traffico di persone, propriamente detto, riguarda lavoratori spesso ignari, soprattutto donne e minori, a fini di sfruttamento sessuale o di altra indole. Questa forma di traffico implica generalmente la presenza di un'organizzazione capillare che attraverso l'uso di mezzi illeciti (come la violenza, la truffa, la minaccia), riduce le sue vittime in condizioni analoghe alla schiavitù e trae grossi profitti dal loro sfruttamento. La struttura criminale serve essenzialmente a organizzare il trasferimento delle vittime dal loro paese d'origine ad un altro, prevedendo dunque una fase di reclutamento, una di trasporto, e una finale di collocamento e di controllo delle attività delle persone ridotte in condizioni di schiavitù.

Le nuove schiavitù assumono forme distinte, adatte alle nuove domande del mercato. In pratica i nuovi schiavi sono impiegati nella mendicità organizzata, nel sesso a pagamento, nel matrimonio servile, nel lavoro forzato, nella servitù domestica, nell'adozione illegale e nel traffico di organi.



[…]



La distruzione della dignità


Gli esperti che hanno studiato le centinaia di espressioni locali del traffico di persone hanno identificato alcune forme di impatto diretto molto dannoso per lo sviluppo umano.

La violazione dei diritti umani fondamentali distrugge la dignità della persona e dimostra a chi vive in quell'ambiente che in realtà anche la persona umana può essere trattata come una merce.

Il traffico di persone distrugge il tessuto sociale di una comunità. Le vittime perdono la protezione delle reti sociali tradizionali, della famiglia e non sanno a chi rivolgersi per riprendere in mano il proprio futuro. li trauma che ne deriva può essere irreversibile e a vita.

La tratta priva i paesi in via di sviluppo di risorse umane qualificate, producendo effetti negativi sul mercato del lavoro. La produttività futura del paese subisce l'effetto negativo della tratta che lascia gli anziani senza assistenza e i bambini senza genitori che si occupino della loro crescita ed educazione. Insomma, quando una percentuale importante dei lavoratori sono vittime della tratta, lo sviluppo del loro paese subisce gravi ritardi.

Ci sono anche costi pesanti nel campo della salute pubblica. Oltre alle malattie sessualmente trasmissibili, soprattutto l'Aids, si sono osservate insonnia, depressione, ansietà, sindromi da stress post-traumatico, tossico dipendenze, etc... Le condizioni di vita in ambienti insalubri e sovraffollati favoriscono l'insorgere di malattie dovute a scarsa igiene, come scabbia, tubercolosi e malattie infettive.

I conflitti armati interni, le guerre, i disastri naturali possono offrire condizioni favorevoli per un'epidemia di traffici di persone. Ma possono anche essere l'effetto indiretto della perdita di governabilità in paesi dove la tratta di persone è cresciuta a livelli preoccupanti. Stati falliti e traffici di persone sono spesso alleati nel causare una pessima condizione di sicurezza umana.



[…]



Come fermare la schiavitù globale?


Dal 1948 al 2000, nonostante gli sforzi compiuti, il fenomeno, non solo non è diminuito, ma anzi è cresciuto, a causa del sempre maggiore coinvolgimento delle organizzazioni criminali, attratte dalla prospettiva di ingenti guadagni. li carattere internazionale, oggi davvero globale, del traffico di persone contribuisce ad ostacolare un'efficace repressione di questi reati.

Insoddisfatta dell'inefficacia dei trattati pre-esistenti, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite decise nel 1998 di incaricare un Comitato ad hoc che elaborasse una convenzione contro il crimine organizzato transnazionale e degli strumenti addizionali più efficaci e stringenti relativi al traffico di donne e bambini ed a quello di migranti.

Grazie ad una forte volontà politica internazionale la nuova Convenzione globale contro il crimine organizzato internazionale ha trovato un rapido consenso. Chiamata anche Convenzione di Palermo - dove è entrata in vigore il 25 dicembre 2003 - ha ottenuto 117 stati firmatari, di cui 85 l'hanno già ratificata. La ratifica italiana si trova attualmente in discussione presso il parlamento.

Il Protocollo contro il traffico di persone della Convenzione di Palermo (vedi box) afferma la necessità di un approccio ampio e internazionale nei paesi di origine, transito e destinazione che includa misure di prevenzione, di sanzione e soprattutto di protezione delle vittime con particolare attenzione ai diritti umani riconosciuti loro internazionalmente.

Il protocollo chiarisce cosa si intende per "tratta di persone" nel nuovo secolo: il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l'ospitare o l'accogliere individui, ricorrendo alla minaccia o all'uso della forza o ad altre forme di costrizione, al sequestro, alla frode, all'inganno, all'abuso di potere o di una situazione di vulnerabilità o all'offerta di denaro per ottenere il consenso di una persona che abbia autorità su un'altra, con fini di sfruttamento.

Nello specifico, si proibiscono lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di speculazione sempre in campo sessuale, i lavori o servizi forzati, la schiavitù o le pratiche analoghe, l'asservimento e l'espianto di organi. Si specifica enfaticamente che il consenso prestato da una delle vittime per una delle attività menzionate non verrà considerato rilevante quando sia stato carpito con uno dei mezzi sopra indicati.

I minori di 18 anni coinvolti nel traffico saranno sempre considerati come vittime.

Nello specificare le forme essenziali di protezione delle vittime il protocollo dispone che siano loro offerte informazioni sui procedimenti legali pertinenti, assistenza mirata a consentire che le loro opinioni e preoccupazioni siano esaminate durante le varie tappe giudiziali.

Sono previste anche misure per il recupero fisico, psicologico e sociale, tra cui un alloggio adeguato, la consulenza legale sui propri diritti, l'assistenza medica, psicologica e materiale, opportunità d'impiego, educative e di formazione e la possibilità di ricevere un indennizzo per i danni subiti. Nella valutazione concernente le misure applicabili nel caso concreto, si deve tener conto dell’età, del sesso e delle necessità speciali delle vittime, con particolare attenzione ai minori.

Ultima modifica Sabato 18 Febbraio 2006 18:10

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