Giovedì, 19 Ottobre 2017
Mercoledì 04 Febbraio 2009 22:18

Grazie Silvio

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Grazie Silvio

di François Vidal
da Les Echos

Come si dice “enfin” in italiano? Dopo più di due anni di un feuilleton caratterizzato da sviluppi inattesi, e da progetti velleitari poi falliti, di interventi politici intempestivi e colpi di scena dell’ultimo minuto, Air France-KLM è riuscita finalmente ad entrare nel capitale di Alitalia. La tenacia del suo presidente,Jean Cyrill Spinetta, ha ottenuto lo scopo. Anche se non si tratta di un matrimonio secondo le regole, la data di tale accordo dovrà essere segnata con una pietra bianca.

Ecco in che cosa consiste l’essenziale: con questa partecipazione del 25%, la compagnia franco-olandese pone al sicuro le sue posizioni in quello che è il quinto mercato aereo europeo, e inoltre uno dei più redditizi. Essa assicura un accesso prioritario ad un vasto bacino di più di 24 milioni di passeggeri di cui, quasi 11 milioni viaggiatori internazionali. Con Roma, ottiene poi un nuovo punto di approdo sul continente, complementare alle sue piatteforme (“hubs”) di Amsterdam e di Parigi. Si trova perciò avanti di una lunghezza nei confronti dei suoi rivali, nel processo in corso, per il consolidamento dello spazio aereo europeo. Con questo accordo Air France–KLM taglia l’erba sotto i piedi di Lufthansa, che avrebbe voluto costituire per sé la dorsale Berlino-Vienna-Milano. Nella corsa alla supremazia il gruppo accorpa anche British Airways, che fa fatica a concludere la sua alleanza con la compagnia spagnola Iberia. Tanto più che, a partire dal 2013 il gruppo franco-olandese potrà accrescere la sua partecipazione in Alitalia e costituire così un vero insieme paneuropeo integrato. Non male, per un’operazione il cui prezzo, limitato a 300 milioni di euro può essere considerato del tutto ragionevole. Col senno di poi, ci si può inoltre chiedere se Silvio Berlusconi non abbia reso un servizio insigne a Air France–KLM nell’aprile 2008 quando ha mandato a monte, in nome dell’”italianità” il progetto di riscatto di Alitalia per1,5 miliardi di euro.

Dopo tutto, la compagnia con la quale si è unita il gruppo franco-olandese ha fin d’ora operato una buona parte della sua ristrutturazione. Non è più il vettore malato che perdeva 1 milione di euro al giorno, ma un gruppo che si è liberato della zavorra dei suoi debiti e si è rinforzato dopo la sua fusione con il suo rivale transalpino Air One.

Rimangono da gestirei rapporti con i sindacati e i particolarismi regionali della Botte. Ma trasformando questa sua creazione in un vero e proprio successo, il gruppo franco–olandese ha dato la prova di saper dominare anche questo genere di imponderabilità.

Ultima modifica Domenica 08 Febbraio 2009 16:22

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