Giovedì, 25 Febbraio 2021
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Sabato 19 Giugno 2004 00:58

Ricostruzione storica

Atti 15:
il cosiddetto "Concilio di Gerusalemme"
di Don Filippo Morlacchi


Ricostruzione storica


Il primo viaggio apostolico di Paolo (At 13-14) fu una delle premesse del "concilio"; Paolo teme di "aver corso invano" (Gal 2,2) cioè teme che i suoi successi apostolici vengano stroncati da un atteggiamento intransigente da parte di chi richiede indistintamente a tutti l’osservanza previa della legge. Infatti intorno al 48 d.C. giungono ad Antiochia alcuni che mettono in discussione la missione ai gentili che vi si svolgeva da oltre dieci anni (Antiochia era una città "pilota" negli esperimenti pastorali; il suo stile evangelizzatore non era ancora patrimonio comune, se Paolo parla della libertà "che noi abbiamo in Cristo": Gal 2,4). La visita è un segno della "regressione reazionaria" da parte della comunità di Gerusalemme, che per sopravvivere cerca di fare molte concessioni al gruppo farisaico: il gruppo dei Dodici è in declino, Giacomo ha un influsso crescente. Antiochia risponde a questa "intrusione" inviando a Gerusalemme i suoi più raffinati teologi, cioè Barnaba e Paolo, nella speranza di convincere la chiesa madre della bontà del loro metodo (Paolo tace questo invio da parte della comunità perché in Gal gli preme di mostrare l’autorevolezza del suo vangelo, che viene da Dio e non da uomini). Come provocazione, i due prendono con sé Tito, cristiano non circonciso. Il confronto avviene – secondo At – con gli Apostoli [e Pietro] e gli anziani [tra cui spicca Giacomo]: l’opinione di Paolo e Barnaba prevale, Tito non viene circonciso, viene lasciata libertà di vivere il vangelo senza l’obbligo di aderire alla legge. Il concilio poi (secondo At) decide di inviare ad Antiochia un decreto che riportava le decisioni di Gerusalemme, tramite due messaggeri, Giuda Barsabba e Sila: in tal modo la controversia sarebbe stata definitivamente risolta.

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Sabato 19 Giugno 2004 00:58

Il decreto apostolico di Giacomo

Atti 15:
il cosiddetto "Concilio di Gerusalemme"
di Don Filippo Morlacchi


Il decreto apostolico di Giacomo



  • In realtà, è più credibile che il "decreto apostolico" sia stato redatto e consegnato solo dopo altri incidenti avvenuti ad Antiochia; solo successivamente Giacomo riuscì ad imporre l’osservanza dei precetti noachici. Infatti Paolo dice che, alla visita a Gerusalemme, "non gli fu imposto nulla" (Gal 2,6).


  • Il "decreto apostolico" aggiunto da Giacomo alle risoluzioni dell’assemblea probabilmente è stato inserito da Luca nel contesto della narrazione dell’assemblea per la sua tendenza a chiudere un argomento prima di aprirne un altro. È probabile però che sia stato di fatto composto ed inviato ad Antiochia a seguito di incidenti legati alla convivenza liturgica, forse quello descritto in Gal 2,11ss. Infatti non è pensabile che la semplice definizione della questione a seguito delle parole di Paolo a Gerusalemme abbia risolto del tutto la tensione tra i gruppi: i giudaizzanti avranno pensato che anche le "colonne" si erano fatte abbindolare dalla retorica rabbinica di Paolo, e che l’abbandono della legge non era una via percorribile. La stessa lettera ai Galati sarebbe una prova di tali tensioni persistenti.


  • Che Paolo non fosse al corrente del decreto lo si ricava indirettamente da At 21,25.
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Atti 15:
il cosiddetto "Concilio di Gerusalemme"
di Don Filippo Morlacchi


L’ "incidente di Antiochia" (Gal 2,11ss)



  • Causa dell’incidente di Antiochia sembrerebbe proprio la divisione in due campi pastorali separati, come prevista da Gal, che era probabilmente la soluzione a cui mirava Giacomo: in teoria perfetta, ma in pratica impossibile (come potevano vivere separati dei "fratelli in Cristo"?)


  • Frutto dell’incidente di Antiochia fu anche il distacco di Paolo da quella comunità e soprattutto da Barnaba. Per Luca l’occasione del dissidio fu la questione di Giovanni Marco, il cugino di Barnaba: da portare con sé o da rifiutare perché inaffidabile? Ma è probabile che i rapporti tra Paolo e Antiochia si fossero logorati anche a causa di tendenze nomistiche (legate alla legge, nomos) che si svilupparono in quella comunità.


  • Paolo allora cercherà di ritessere migliori rapporti con Gerusalemme, comunità che non aveva visitato per 14 anni: infatti sceglierà come compagno di viaggi Sila / Silvano, originario di Gerusalemme. Nelle sue lettere (scritte negli anni seguenti) si parla solo di Gerusalemme: Antiochia e Damasco spariscono.


  • Come mai ad Antiochia litigarono Paolo e Pietro, che era molto aperto verso i pagani? Forse perché i due erano entrati "in concorrenza".
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Sabato 19 Giugno 2004 00:59

Il cristianesimo in Europa

Il secondo viaggio missionario di Paolo
di Don Filippo Morlacchi


Il cristianesimo in Europa


Anche se probabilmente a Roma già erano giunti altri missionari, la narrazione del secondo viaggio di Paolo ci presenta l’arrivo "ufficiale" della fede cristiana nel continente europeo. Inoltre il viaggio mette in luce la necessità di confermare la fede delle giovani chiese, visitandole ancora o restando in collegamento con esse per mezzo di lettere. È così che Paolo da Corinto scriverà ai Tessalonicesi.

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Sabato 19 Giugno 2004 00:59

Sintesi del viaggio

Il secondo viaggio missionario di Paolo
di Don Filippo Morlacchi


Sintesi del viaggio


Paolo, reduce dal "Concilio di Gerusalemme" (49 d.C.), torna con Barnaba ad Antiochia; ormai il vangelo deve essere portato fino ai confini della terra. Accompagnato da Sila, Paolo parte da Antiochia e attraverso Tarso e le "Porte Cilicie" sale sull’altopiano dell’Asia Minore. Rivede le comunità fondate nel primo viaggio (Derbe e Listra); si associa il giovane Timoteo dopo averlo fatto circoncidere. Traversa tutta la Galazia fino alla Troade, e scende alla città omonima. (Si associa Luca? Vedi la questione delle "sezioni noi"). Di qui passa in Europa, prima in Macedonia percorrendo la "Via Egnatia" (passa per Neapolis, Filippi, Apollonia, Tessalonica, Berea), poi in Grecia (Atene, Corinto). A Corinto si ferma un anno e mezzo (51-52 d.C.), salpando poi per Efeso e infine per Cesarea. Dopo essere salito di nuovo a Gerusalemme torna ad Antiochia.

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