Mercoledì, 13 Dicembre 2017
Domenica 19 Giugno 2005 20:36

Salmo 37

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  Lamentazione di un infelice

Salmo penitenziale, didattico sul pentimento.

 

       2 Signore, non castigarmi nel tuo sdegno,

       non punirmi nella tua ira.

 

       3 Le tue frecce mi hanno trafitto,

       su di me è scesa la tua mano.

 

       4 Per il tuo sdegno non c’è in me nulla di sano,

       nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati.

       5 Le mie iniquità hanno superato il mio capo,

       come carico pesante mi hanno oppresso.

 

       6 Putride e fetide sono le mie piaghe

       a causa della mia stoltezza.

       7 Sono curvo e accasciato,

       triste mi aggiro tutto il giorno.

 

       8 Sono torturati i miei fianchi,

       in me non c’è nulla di sano.

       9 Afflitto e sfinito all’estremo,

       ruggisco per il fremito del mio cuore.

       10 Signore, davanti a te ogni mio desiderio

       e il mio gemito a te non è nascosto.

       11 Palpita il mio cuore,

       la forza mi abbandona,

       si spegne la luce dei miei occhi.

 

       12 Amici e compagni si scostano dalle mie piaghe,

       i miei vicini stanno a distanza.

       13 Tende lacci chi attenta alla mia vita,

       trama insidie chi cerca la mia rovina.

       e tutto il giorno medita inganni.

 

       14 Io, come un sordo, non ascolto

       e come un muto non apro la bocca;

       15 sono come un uomo che non sente e non risponde.

 

       16 In te spero, Signore;

       tu mi risponderai, Signore Dio mio.

       17 Ho detto: “Di me non godano,

       contro di me non si vantino

       quando il mio piede vacilla”.

 

       18 Poiché io sto per cadere

       e ho sempre dinanzi la mia pena.

       19 Ecco, confesso la mia colpa,

       sono in ansia per il mio peccato.

       20 I miei nemici sono vivi e forti,

       troppi mi odiano senza motivo,

       21 mi pagano il bene col male,

       mi accusano perché cerco il bene.

 

       22 Non abbandonarmi, Signore,

       Dio mio, da me non stare lontano;

       23 accorri in mio aiuto,

       Signore, mia salvezza.

 

Le righe seguenti ti aiuteranno a comprendere e pregare meglio il salmo.

TEMA

Fiaccato e umiliato da una infermità ripugnante che lo ha reso insopportabile a sé e agli altri, il povero del Signore vi riconosce la mano di Dio, e confessa umilmente che ciò è dovuto al carico pesante delle iniquità che hanno superato il sul capo. Ma egli non perde la fiducia in Dio sua salvezza a lui, dall’abisso della sua desolazione, innalza una preghiera ricca di speranza e di certezza, in un atteggiamento di pieno abbandono.

Solo sulle labbra del Cristo paziente il salmo realizza la sua pienezza. Preghiera del Capo innocente, rivestitosi del peccato delle membra per poterlo espiare, diviene nella realtà storica della Chiesa la preghiera penitente del Corpo mistico.

 

Se hai compreso bene il tema rileggi attentamente il salmo secondo le indicazioni della pagina fissa.

 

La frase del Nuovo Testamento cui puoi fare riferimento è:

 

Cristo patì per voi… Egli non commise peccato… portò i nostri peccati sul suo corpo sul legno della croce, perché non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia: dalle sue piaghe siete stati guariti. 1 Pt  2, 21.22.24.25

 

Quando avrai bene interiorizzato il salmo puoi concludere con questa colletta salmica:

 

Ecco, confesso la mia colpa, Signore, io sto per cadere, in me non c’è nulla di sano: ma il mio gemito non ti è nascosto, e ogni mio desiderio è davanti a te: in te spero, Signore, salvami per il tuo amore.

 

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Ultima modifica Giovedì 02 Gennaio 2014 18:47

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