Sabato, 16 Dicembre 2017
Sabato 12 Novembre 2005 19:10

Salmo 40

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Lamentazione di un infermo abbandonato e tradito.

Salmo di fiducia e ringraziamento.

Forma responsoriale.

 

Testo:

2 Beato l’uomo che ha cura del debole,

nel giorno della sventura il Signore lo libera.

3 Veglierà su di lui il Signore,

lo farà vivere beato sulla terra,

non lo abbandonerà alle brame dei nemici.

4 Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;

gli darai sollievo nella sua malattia.

 

5 Io ho detto: “Pietà di me, Signore;

risanami, contro di te ho peccato”.

6 I nemici mi augurano il male:

“Quando morirà e perirà il suo nome? ”.

7 Chi viene a visitarmi dice il falso,

il suo cuore accumula malizia

e uscito fuori sparla.

 

8 Contro di me sussurrano insieme i miei nemici,

contro di me pensano il male:

9 “Un morbo maligno su di lui si è abbattuto,

da dove si è steso non potrà rialzarsi”.

10 Anche l’amico in cui confidavo,

anche lui, che mangiava il mio pane,

alza contro di me il suo calcagno.

 

11 Ma tu, Signore, abbi pietà e sollevami,

che io li possa ripagare.

12 Da questo saprò che tu mi ami

se non trionfa su di me il mio nemico;

13 per la mia integrità tu mi sostieni,

mi fai stare alla tua presenza per sempre.

14 Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele,

da sempre e per sempre. Amen, amen.

 

Le righe seguenti ti aiuteranno a comprendere ed a pregare meglio il salmo.

Il povero del Signore è tormentato da una malattia, dall’abbandono degli amici, dallo scherno dei malevoli.

Gesù stesso durante l’ultima cena diede l’indicazione messianica di questo salmo che si conclude con la visione profetica della resurrezione e della presenza perenne del Cristo nella sua Chiesa.

 

Ora, verifica di avere ben compreso il tema, rileggi con calma ed attenzione il salmo secondo le indicazioni della pagina fissa.

 

Il brano del Nuovo Testamento, cui puoi fare riferimento, è:

 

Si deve adempiere la Scrittura: “ Colui che mangia il pane con me, ha levato contro di me il suo calcagno”. Gv 13, 18

 

Ora che il salmo è divenuto, per te, anche preghiera interiore puoi concludere con la seguente colletta salmica:

 

“Signore che ti sei fatto debole e povero fino a subire l’abbandono ed il tradimento dei tuoi più intimi, insegnaci a riconoscerti e ad amarti nella nostra stessa debolezza ed in quella dei nostri fratelli”.

 

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Ultima modifica Giovedì 02 Gennaio 2014 18:40
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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