Domenica, 22 Ottobre 2017
Mercoledì 09 Aprile 2008 17:57

Salmo 82

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Lamentazione pubblica

Supplica nazionale contro i nemici del popolo

Salmo imprecatorio

 

Il salmo è stato stralciato dalla Liturgia delle ore.

Il suo contenuto globale è:

2 Dio non darti riposo,

non restare muto e inerte, o Dio.

3 Vedi: i tuoi avversari fremono

e i tuoi nemici alzano la testa.

4 Contro il tuo popolo ordiscono trame

e congiurano contro i tuoi protetti.

5 Hanno detto: “Venite, cancelliamoli come popolo

e più non si ricordi il nome di Israele.

6 Hanno tramato insieme concordi,

contro di te hanno concluso un'alleanza:

7 le tende di Edom e gli ismaeliti,

Moab e gli Agareni,

8 Gebal, Ammon e Amalek

la Palestina con gli abitanti di Tiro.

9 Anche Assur è loro alleato

e ai figli di Lot presta man forte.

10 Trattali come Madian e Sisara,

come Iabin al torrente di Kison;

11 essi furono distrutti a Endor,

diventarono concime per la terra.

12 Rendi i loro principi come Oreb e Zeb,

e come Zebee e Salmana tutti i loro capi;

13 essi dicevano:

“I pascoli di Dio conquistiamoli per noi”.

14 Mio Dio, rendili come turbine,

come la pula dispersa dal vento.

15 Come il fuoco che brucia il bosco

e come la fiamma che divora i monti,

16 così tu inseguili con la tua bufera

e sconvolgili con il tuo uragano.

17 Copri di vergogna i loro volti

perché cerchino il tuo nome, Signore.

18 Restino confusi e turbati per sempre,

siano umiliati, periscano;

19 sappiano che tu hai nome “Signore”,

tu solo sei l'Altissimo su tutta la terra.

 

Ora leggi queste righe per meglio comprendere il salmo.

In una accorata invettiva, che probabilmente assomma momenti diversi nella storia delle persecuzioni a Israele, il Salmo invoca protezione e difesa da Dio. Difesa che, in parole povere, significa annientamento dei nemici: “rendili come pula dispersa al vento… sconvolgili con il tuo uragano…”. Siamo nel campo, comprensibile, di realtà terrene e di umane reazioni di un popolo perseguitato, che si appella al suo Dio perché lo aiuti a sopravvivere. Ma vi sono due colpi d’ala, nel finale, che rivelano, sotto la scorza bellicista e vendicativa, il permanere di un sentimento religioso profondo, che risolleva lo spirito verso i valori dell’Assoluto, e che differenzia da qualsiasi altra la storia e la preghiera del popolo di Dio: umiliali, o Signore, “perché cerchino il tuo nome … sappiano che tu hai un nome “Signore”, tu solo dei l’Altissimo su tutta la terra”.

 

La frase di riferimento del N.T.:

Noi ti rendiamo grazie, o Signore …perché hai messo mano alla tua grande potenza, ed hai instaurato il tuo regno. Le genti fremettero, ma è giunta l’ora della tua ira e il tempo di giudicare i morti, di dare la ricompensa ai tuoi servi… e di annientare coloro che distruggono la terra. Ap. 11, 17,18.

 

L’orazione conclusiva:

PREGHIAMO:

Confondi, Signore, quelli che ti perseguitano nella tua Chiesa, disperdili e sconvolgi i loro piani, perché dall’umiliazione della sconfitta risalgano fino a te, e riconoscano che tu solo sei il Signore.

  

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Ultima modifica Venerdì 03 Gennaio 2014 16:35
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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