Venerdì, 18 Agosto 2017
Mercoledì 28 Luglio 2010 16:54

Salmo 101

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Lamentazione di un sofferente desolato.

Supplica comunitaria per la città santa.

Messianico, escatologico, penitenziale

 

I

2Signore, ascolta la mia preghiera,

a te giunga il mio grido di aiuto.

 3Non nascondermi il tuo volto

nel giorno in cui sono nell'angoscia.

Tendi verso di me l'orecchio,

quando t'invoco, presto, rispondimi!

 

4Svaniscono in fumo i miei giorni

e come brace ardono le mie ossa.

 

5Falciato come erba, inaridisce il mio cuore;

dimentico di mangiare il mio pane.

 

6A forza di gridare il mio lamento

mi si attacca la pelle alle ossa.

 

7Sono come la civetta del deserto,

sono come il gufo delle rovine.

 

8Resto a vegliare:

sono come un passero

solitario sopra il tetto.

 

9Tutto il giorno mi insultano i miei nemici,

furenti imprecano contro di me.

 

10Cenere mangio come fosse pane,

alla mia bevanda mescolo il pianto;

 

11per il tuo sdegno e la tua collera

mi hai sollevato e scagliato lontano.

 

12I miei giorni declinano come ombra

e io come erba inaridisco.

 

II

 

13Ma tu, Signore, rimani in eterno,

il tuo ricordo di generazione in generazione.

 

14Ti alzerai e avrai compassione di Sion:

è tempo di averne pietà, l'ora è venuta!

 

15Poiché ai tuoi servi sono care le sue pietre

e li muove a pietà la sua polvere.

 

16Le genti temeranno il nome del Signore

e tutti i re della terra la tua gloria,

 

17quando il Signore avrà ricostruito Sion

e sarà apparso in tutto il suo splendore.

 

18Egli si volge alla preghiera dei derelitti,

non disprezza la loro preghiera.

 

19Questo si scriva per la generazione futura

e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore:

 

20“Il Signore si è affacciato dall'alto del suo santuario,

dal cielo ha guardato la terra,

 

21per ascoltare il sospiro del prigioniero,

per liberare i condannati a morte,

 

22perché si proclami in Sion il nome del Signore

e la sua lode in Gerusalemme,

 

23quando si raduneranno insieme i popoli

e i regni per servire il Signore”.

 

III

 

24Lungo il cammino mi ha tolto le forze,

ha abbreviato i miei giorni.

 

25Io dico: mio Dio, non rapirmi a metà dei miei giorni;

i tuoi anni durano di generazione in generazione.

 

26In principio tu hai fondato la terra,

i cieli sono opera delle tue mani.

 

27Essi periranno, tu rimani;

si logorano tutti come un vestito,

come un abito tu li muterai ed essi svaniranno.

 

28Ma tu sei sempre lo stesso

e i tuoi anni non hanno fine.

 

29I figli dei tuoi servi avranno una dimora,

la loro stirpe vivrà sicura alla tua presenza.

  

 Le righe seguenti ti aiuteranno a comprendere meglio il salmo.

 

La sofferenza dell’individuo nel giorno dell’angoscia si fonde e si immedesima con quella della sua chiesa.

La fugacità dei giorni dà risalto alla immutabilità di Dio.

“Veglio e gemo … come erba inaridisco…”

“Ma tu Signore, rimani in eterno!”.

In questo salmo di lamentazione il salmista contempla con occhio profetico la risposta del Signore:

o come storia di salvezza e di amore già realizzata

o come certezza escatologica del regno messianico.

Il salmo si chiude con una attestazione di fede:

“tu hai parole di vita eterna”.

Tutto il salmo è dominato da una logica di fede e da una spinta di amore ecclesiale.

 

Rileggi ora con calma e attenzione il salmo, rileggi il tema, eventualmente fai riferimento alla pagina fissa che è all’inizio di questa rubrica.

 

Puoi ora fare riferimento a questa frase del N.T.

 

Sappiamo infatti che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un’abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani d’uomo, nei cieli… E’ Dio che ci ha fatti per questo, e ci ha dato la caparra dello Spirito 2 Cor 5, 1.5.

 

Se ora il salmo è divenuto per te preghiera interiore termina con la seguente colletta salmica:

Preghiamo

Signore Iddio, il senso della caducità che ci rattrista, ci renda attenti alle realtà future: ma tu, che siedi eterno nei cieli, abbi pietà della tua Chiesa che soffre nel tempo, e non tardare a usarle misericordia.

 

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Ultima modifica Venerdì 03 Gennaio 2014 17:44
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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