Domenica, 17 Dicembre 2017
Mercoledì 29 Novembre 2017 14:54

Isaia II e III In evidenza

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P. Franco Gioannetti

Poiché gli eventi storici citati nella II parte di Isaia non corrispondono al periodo in cui il profeta ha vissuto, si pensa che un altro grande profeta od un discepolo di Isaia abbia completato l'opera del maestro, ed è il motivo per cui questa parte di scritti (Cap.40-55) viene chiamata"Deutero-Isaia" o "Il secondo Isaia.".

Questo poema è spesso chiamato "Il Vangelo dell'Antico Testamento". Infatti penetriamo qui nel mistero della Redenzione.

L’ultima parte viene ancora chiamata “Mito-Isaia” ed è attribuita ad un altro o altri profeti a noi, sconosciuti '(Capp. 56-66).

L’annuncio o la predicazione avviene durante la prigionia babilonese, tra le prime vittorie di Ciro nel 550 a.c., esse lasciavano presagire la rovina dell'impero Babilonese, e l'editto liberatore del 598 che permise i primi ritorni in patria.

Ispirandosi alle prime parole del capitolo 40 “Consolate, consolate il mio popolo”, questo libro viene detto della consolazione di Israele. Ed il motivo di tale consolazione altro non è che "la venuta di Dio”. Dio viene "di persona" a liberare i1 suo popolo dal giogo dell'oppressore. Come al

tempo della schiavitù d'Egitto, è qualcosa di ben più grande di una liberazione, è la resurrezione dai morti.

Le condanna è revocata.

Il popolo può tornare ad udire la Parola del Signore, poiché la schiavitù è terminata e si prepara un nuovo esodo sotto la guida del Signore.

"Nel deserto preparate la via al Signore

appianate nella steppa la strada per il nostro Dio”

ed è l’indicazione di Jahvè che condurrà il suo popolo attraverso il deserto,verso la patria.

Is 40/11 - “Come un pastore egli fa pascere il gregge e con il suo braccio lo conduce”.

Il gregge è il tema del buon pastore, annunciato da Geremia, sviluppato da Ezechiele e ripreso da Gesù. Tutti noi come pecore smarrite ci eravamo sviati ed ognuno aveva seguito il proprio cammino, ma il Signore ci ha inviato il “Suo Servo” ed ha fatto cadere su di Lui la iniquità di tutti noi.

“Servitore” è, in primo luogo Ciro, strumento della liberazione materiale d’Israele. (Is 41/2-3;45).

Poi, è Israele, la"stirpe amata”.

Tu sei mio servitore.

Ti ho scelto e non ti respingo. (Is.41/9)

Ma ecco che questo simbolo collettivo si riduce ad una sola persona.

Non più Ciro, non più Israele.

I suoi attributi sono la misericordia e la giustizia.

“Non spezza la canna incrinata,

non spegne lo stoppino dall'esile fiamma." (Is.42/3)

"Apre gli occhi ai ciechi e libera dal carcere i detenuti, è l'Alleanza dei popoli, la Luce delle Nazioni". (Isaia 42/6)

Nel capitolo 42 (1-9), il primo "canto del Servo del Signore", Isaia evoca in tutta la sua grandezza la figura del" Servitore di Dio, di colui che con la misericordia e la giustizia compirà un’opera di liberazione e di salvezza.

“Io, il Signore ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano, ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, “

Capitolo 49. "II canto del Servo del Signore".

Questo secondo canto riprende e ribatte il tema del primo chiarendo alcuni aspetti della missione del Servo e cioè una missione estesa a tutti i popoli, che dovranno essere raggiunti da una nuova predicazione apportatrice di luce e di salvezza, coronata da un trionfo finale.

"Ma io lo renderò luce delle Nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra”.

Questo servitore è chiamato il "reietto delle nazioni".

E' esposto alle percosse, agli sputi, alla ignominia (Is.50/6). Nessuno comprende il carattere espiatorio della sua sofferenza, finché Dio non lo esalta al sommo della sua gloria.

Israele vigna rimasta a lungo sterile, ha prodotto un virgulto derelitto che sarà la sua salvezza.

Cap.53 IV canto del Servo del Signore.

Anche se alla venuta di Cristo mancano ancora più di cinque secoli non si può non accostare la Passione del Signore a queste pagine di Bibbia: (Isaia 53,1-6)

"Maltrattato si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca, ... gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza nè vi fosse inganno nella sua bocca."

Leggendo ci si può porre questa domanda: chi è questo martire?

Geremia che ha sopportato tutto il peso dei peccati del suo popolo ed è stato perseguitato?

Oppure il popolo eletto punito ed umiliato per la salvezza delle nazioni?

Ma l'unica risposta che si può avere è: Gesù Cristo il Figlio di Dio", poiché solo Lui "ha preso su di sé i peccati del suo popolo ed ha sofferto, uomo giusto, per uomini ingiusti ed a giustificazione di molti.

Cinque secoli prima della venuta di Gesù Cristo; il mistero della nostra redenzione è svelato dal profeta nell'oscurità dell'esilio.

Non importa se costui non conosce l'epoca e il momento.

Egli non distingue la venuta del Santo di Dio nell'umiltà della sua incoronazione, dalla sua venuta nella gloria. Sono due aspetti della stessa realtà.

Gerusalemme, la città derelitta, sarà centro di attrazione, sarà illuminata dall'aurora di Dio. (60/18-19).

Cap .56 Promessa agli stranieri "Mito Isaia".

E' un capitolo che continua il Deutero-Isaia, in esso l'autore annuncia che verranno abolite molte restrizioni, gli stranieri saranno ammessi nella Comunità del Signore perché dimostrino a Lui fedeltà ed obbedienza, è un invito alla speranza ed a combattere contro l'ingiustizia.

Nell'ultima parte è un invito alla speranza, un invito alle genti di ogni parte della terra ed infatti dice:

" essi annunziano la mia gloria alle nazioni"

e prosegue;

“Si come i nuovi cieli e la nuova terra che io farò dureranno per sempre davanti a me".

Abbiamo letto queste pagine.

Ora leggiamo con cura questi riferimenti biblici:

Isaia 40 (Consolazione)

Isaia 41 /8-14

Isaia 42/1-9 “I canto del Servo" "

Isaia 42/15-17

Isaia 49/1-6 “II canto del Servo"

Isaia 50/4-10 “III canto del Servo"

Isaia 53/ “IV canto del Servo, “

E ora leggiamo:

Isaia 43/16-21 (La liberazione)

Isaia 44/21-23 (la fedeltà)

Isaia 48/20-22 (fine dell’Esilio

Isaia 49/8-15 (Il ritorno)

Isaia 52/7-12 (la Salvezza)

Isaia 55/1-13 (la gioia del ritorno)

2.380 anni fa Dio accende una luce!

Ma ancora molti uomini attendono un Messia.

Alcuni lo trovano a destra ….. altri a sinistra

alcuni nella scienza e nella tecnica

altri nel denaro, nel progresso e così via.

Ma il vero Messia è quello che cambia il cuore dell'uomo.

Applica tutto a te stesso e prova a dirne qualcosa.

Ad esempio:

  • il tuo cuore si rende amabile a Dio?

  • Quale Messia attendi?

  • Cosa provi di fronte, alla grandiosità del Progetto di Dio?

 

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Ultima modifica Mercoledì 29 Novembre 2017 15:25
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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