Domenica, 17 Novembre 2019
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

URL Sito:

Abbiamo, a questa Enciclica, dedicato un doveroso spazio e ci permettiamo pertanto di segnalarvi una iniziativa per un' approfondimento e una riflessione che a

Roma in San Giovanni in Laterano

inizierà

lunedì 11 novembre alle ore 19.

dà il via al ciclo “Insieme per la nostra casa comune"

Il dialogo sull’ambiente nella politica internazionale”

Per maggiori dettagli vi invitiamo ad andare sul sito :

https://it.zenit.org

Clicca qui per andare all'indice del Tema: "Laudato sì"



Anno C

Omelia di Don Paolo Scquizzato,

Prima lettura: 2mac 7,1-2.9-14

1 Ci fu anche il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite. 2Uno di loro, facendosi interprete di tutti, disse: «Che cosa cerchi o vuoi sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri».

9Giunto all'ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re dell'universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna».
10Dopo costui fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani, 11dicendo dignitosamente: «Dal Cielo ho queste membra e per le sue leggi le disprezzo, perché da lui spero di riaverle di nuovo». 12Lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza di questo giovane, che non teneva in nessun conto le torture.
13Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. 14Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te non ci sarà davvero risurrezione per la vita».

Salmo: 16

Rit.: Dal tuo volto venga per me il giudizio.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.


Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l'orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c'è inganno.
Rit.

5 Tieni saldi i miei passi sulle tue vie

e i miei piedi non vacilleranno.

6 Io t'invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole, Rit.

8 Custodiscimi come pupilla degli occhi,

all'ombra delle tue ali nascondimi,

io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine. Rit.

Seconda lettura: 2Ts 2,16-17.3,1-5

16E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, 17conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.

1 Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore corra e sia glorificata, come lo è anche tra voi, 2e veniamo liberati dagli uomini corrotti e malvagi. La fede infatti non è di tutti. 3Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal Maligno.
4Riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore: che quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo. 5Il Signore guidi i vostri cuori all'amore di Dio e alla pazienza di Cristo.

Canto del Vangelo: Ap 1,5a.6b

Alleluia, alleluia!

Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti ,

a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

Alleluia!

Vangelo: Lc 20,27-38

Gli si avvicinarono alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e gli posero questa domanda: 28«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 29C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. 30Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. 32Da ultimo morì anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». 34Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: 36infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. 37Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 38Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

OMELIA

 

Stando al testo appena letto, pare che l’idea di risurrezione di questa setta religiosa del tempo di Gesù, i sadducei – e di molti cristiani oggi – fosse quella di una semplice rianimazione di cadavere, poter vivere, dopo la morte, una seconda chance. La grande novità apportata da Gesù, è l’invito a pensare invece la risurrezione non come qualcosa che riguarderà l’aldilà della vita, ma l’aldiquà della morte.
Gesù di Nazareth, ha narrato che il suo Dio è quello del roveto ardente del Sinai, che non volendo rivelare a Mosè il suo nome (cfr. Es 3, 14), lo invita piuttosto ad andare a liberare i propri fratelli dall’oppressione egiziana. In quell’atto farà esperienza dell’essenza di Dio. L’autentico nome di Dio infatti è quello di ‘liberatore’. Gesù ribadisce in questo modo che Dio non è il Dio che si preoccupa dei morti, ma dei vivi e soprattutto dei disgraziati, dei prigionieri, dei poveri, degli ultimi. Il nostro Dio è solo il Dio della vita e dei viventi, tra i quali Abramo, Isacco e Giacobbe, che sicuramente son morti ma che Gesù considera viventi, e quindi già risorti!
«Quelli che sono giudicati degni della vita futura… non possono più morire» (vv. 35s.). Interessante, Gesù sta prospettando una possibilità, una modalità di vita che permetterà di non morire più. E qual è concretamente? Vivere già ora da risorti, e dal Vangelo sappiamo che vive da risorto chi fa coincidere la propria vita (il proprio nome) con l’azione di liberazione (risurrezione) dei fratelli oppressi da una vita diminuita. Chi vive ‘risuscitando a vita piena’ i fratelli, è già risorto!
«Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni» (Mt 10, 8): è questo il grande invito missionario di Gesù ai suoi, che se vissuto fa sperimentare una vita che non conoscerà la morte. «Noi sappiamo che siamo passati – già ora, adesso, in questa vita – dalla morte alla vita [quindi risorti], perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte» (1Gv 3, 14).
Dunque ai sadducei di ieri e di oggi, i quali immaginano la risurrezione come un qualcosa che verrà dopo la morte, egli ripete «voi siete in grave errore» (Mc 12, 27).
I cristiani delle prime comunità, non si ponevano affatto il problema se e come sarebbero risorti, ma come poter vivere da viventi in questa vita, qui ed ora. Chi vive adesso da amante della fecondità dell’altro, da liberatore, la morte biologica non lo toccherà se non nel corpo che si dissolverà in polvere, ma per il resto la sua persona, la via, continuerà per sempre.
«Gesù disse: “Sapete perché quel viaggiatore porta con sé un agnello? Tra l’altro non lo può cavalcare e ad ogni dogana deve pagare il dazio. Lo porta, perché, quando sarà affamato, lo ucciderà e se lo mangerà”. Gesù sorrise e aggiunse: “Certo non potrà mangiarlo quando è vivo. Prima lo ucciderà e poi lo mangerà. Anche voi potete essere come quell’agnello, che può essere mangiato soltanto quando è già cadavere. Vincete la paura per non diventare cadaveri. Finché sarete vivi, la morte non vi potrà toccare. Nessuno potrà mangiarvi. Se la morte vi trova vivi, non vi toccherà”» (Vangelo di Tommaso).

 

CAMMINO DELLA SETTIMANA

  • Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri

  • "quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, .... sono figli di Dio."

Buon cammino!!

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Giovedì 07 Novembre 2019 15:48

''FAMIGLIE" DI TESTO - "Errori"

Il progresso della ricerca su questi antichi "testimoni" ha messo in luce dei fenomeni molto particolari che segnano la storia del testo per NT.

Mercoledì 30 Ottobre 2019 10:05

Bibbia: "I TESTIMONI" PIÙ ANTICHI


PAPIRI

I reperti scritti più antichi del NT gggi noti sono frammenti di papiri, a volte anche molto piccoli, contenenti poche lettere spesso danneggiate. Sono stati ritrovati tutti in Palestina o in Egitto, luoghi caratterizzati da un clima molto secco, ideale per la conservazione dei papiri anche dopo duemila anni. Inoltre sono tutti scritti in greco, la lingua "ufficiale" del Nuovo Testamento.

da "Andare alle genti" delle Missionarie della Consolata

Sin da bambino in casa circolava la rivista "Andare alle genti" delle Missionarie della Consolata. Ancora oggi mi piace leggere questa rivista perché è piena di umanità, di attenzione agli ultimi e ha grande rispetto degli stessi. Chi non la conosce troverà in essa una grande attenzione per chi ha una tradizione o una cultura diversa, perché da ogni individuo abbiamo qualcosa da imparare con umiltà e rispetto. Nel numero di "luglio e agosto 2019" è apparso un articolo dal titolo "Il VALORE dell'ANZIANITA'", esso è composto da una prima parte "Anzianità, tappa tra il già e non ancora" di Carlo Miglietta, la seconda è "La chiesa e gli anziani" da parte della Redazione.

Qui di seguito vi propongo la terza e quarta parte: "Essere anziani in Mozambico" e "Gli anziani paez, memoria viva e sapiente".

Come detto, le prime due parti potete trovarle in "Andare alle genti" delle Missionarie della Consolata del mese di "Luglio e agosto 2019".

 

"Gli anziani paez, memoria viva e sapiente".

"Lo Stato, la società e la famiglia si adoperino per la protezione e l'assistenza delle persone della terza età e promuovano la loro integrazione nella vita attiva e comunitaria" (art. 46 della Costituzione della Colombia}.

L o Stato della Colombia ha avviato politiche specifiche riguardo alle persone anziane residenti nel Paese, in modo speciale a coloro che hanno più di 60 anni di età, tenendo conto in maniera particolare di quelle situazioni nelle quali si evidenziano condizioni di disuguaglianze sociali,

economiche, culturali e di genere. Questo piano che lo Stato si è prefisso di attuare nel decennio 2014-2024, ha come obiettivo quello di mettere al centro dell'attenzione politica il fenomeno dell'invecchiamento e le concrete condizioni degli anziani, uomini e donne.

Queste proposte politiche dimostrano che gli anziani sono un settore della popolazione altamente vulnerabile, soggetto ad esclusione ed emarginazione, riguardo al quale si sono creati tutti i tipi di pregiudizi e stereotipi che definiscono l'anzianità solo come una condizione di inferiorità, in una società tutta orientata verso la produzione, l'autonomia e la bellezza esteriore dell'essere umano.

Nonostante i cambiamenti culturali avvenuti in Colombia rispetto alla popolazione anziana - che nel passato era considerata la memoria viva e sapiente della società - non si può negare che in alcuni ambienti, in particolare tra la popolazione indigena, gli anziani giochino un ruolo molto importante nella trasmissione delle tradizioni culturali. Nelle comunità indigene dei Paez, che sono presenti in varie zone del Dipartimento di Cauca (ctrl), la posizione dell'anziano è molto importante ed essi sono considerati come una fonte di trasmissione orale delle tradizioni e delle credenze. Nell'ambito familiare, al tempo dei pasti, quando ci si raduna intorno alla tu/po (un fuoco protetto da tre pietre poste nel centro della cucina), vi è uno spazio dove "gli anziani parlano e nella loro voce cammina la sapienza e la conoscenza degli antenati" (cfr. Banda-Canencio, L'anziano nelle comunità indigene Paez e Zenì, 1996).

Gli anziani dei Paez che hanno più esperienza e saggezza vengono chiamati nel Cabildo (Autorità collegiale locale) "taita wala" ossia "padri che vegliano perché regnino la pace e il benessere tra tutti".

Inoltre sono consultati dai giovani perché li considerano una fonte di grande esperienza politica.

Il ruolo degli anziani come educatori, in questa società indigena, è legato alla conoscenza che essi hanno della storia in quanto si assicurano che ci sia una fedele trasmissione ai giovani del patrimonio culturale della comunità. Questo patrimonio comprende le tradizioni musicali, le tecniche di artigianato e quelle agricole, con particolare attenzione ai tempi della semina e del raccolto, legati alle fasi lunari.

Nell'ambito della sanità sono gli anziani che esercitano la medicina tradizionale, curando sofferenze e infermità, accompagnando e offrendo le loro conoscenze affinché l'equilibrio uomo/natura e individuo/comunità venga ristabilito. La malattia infatti è considerata come una rottura di questi equilibri vitali ed ecologici.

È veramente tanto quello che si può apprendere riguardo alla relazione tra gli anziani e la comunità in quelle società dove non si vive lo stress e l'agitazione delle società moderne, perché "il tempo passa in modo tale che quasi non ci si accorge e marcia al ritmo della vita" (Banda-Canencio). 


Clicca qui per andare al II° articolo: "Essere anziani in Mozambico"


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