Lunedì, 21 Agosto 2017
Mercoledì 27 Gennaio 2010 16:04

Liturgia delle Ore

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PRESENTAZIONE

 di Mons. Mariano Magrassi

Trattiamo del grande “mistero” della preghiera.

L’articolo che segue è tratto da un lavoro del monaco benedettino Mons. Mariano Magrassi, arcivescovo emerito di Bari.

Questo lavoro era stato pubblicato dall’editrice benedettina “La Scala” di Noci.

Don Guido Bianchi, abate di S. Maria della Scala, ci ha autorizzati a pubblicarlo.

 

Trattiamo del grande “mistero” della preghiera. Dico “mistero” perché la preghiera, pur essendo una realtà che sgorga dal nostro cuore, siccome tocca Dio, assume dimensioni divine. Quello della preghiera è veramente un “mistero”. Noi siamo capaci di pregare, ma forse non siamo capaci di cogliere tutte le dimensioni di quest’atto che compiamo e che ci trascende.

La preghiera è colta nelle tre relazioni a tre livelli diversi:

  1. La preghiera può snodarsi nella libertà dell’amore, in totale spontaneità, si può parlare a Dio come un amico parla all’amico.

È quello che faceva Mosè quando entrava nella tenda dell’incontro, e questa è la preghiera tout-court, è il fondamento direi d’ogni attività orante. Questo sarà l’oggetto dell’ultima relazione.

  1. Nella preghiera si può partire dall’ascolto della parola di Dio, star a sentire prima quello che ci dice lui attraverso la parola scritta, e allora abbiamo la “lectio divina”. È una forma classica di preghiera, preghiera ecclesiale, perché è nata nell’epoca patristica, quando il monachesimo era ancora allo stato informe, e poi è stata perfezionata attraverso tutta la letteratura medievale, ed è stata oggetto di riscoperta proprio negli ultimi decenni.

  1. E finalmente la preghiera può assumere le forme della Divina Liturgia. Vi accorgerete che procediamo in qualche modo non “a minore ad maius”, ma “a maiore ad minus” nell’ordine: cominceremo proprio dalla Liturgia, passeremo poi alla lectio divina e poi vedremo la preghiera. Partiamo dalla vetta per arrivare alla base.

La divina Liturgia! È così che la chiamano i Padri greci. Assume le formule ispirate e trova dritta la strada per arrivare al cuore di Dio.

Mi pare che sia San Gregorio Magno a sviluppare questo pensiero: quando si prega con la liturgia, si è sulla strada che arriva dritta al cuore di Dio. È di questo che oggi debbo parlare: di quella preghiera della Chiesa, chiamata oggi Liturgia delle Ore.

Cominciamo allora ad analizzare i termini che sono stati posti nel programma: il sacrificio di lode nella giornata.

 

PROGRAMMA:

  1. Cristo prega per noi

  2. Le ore e la preghiera continua

  3. Cristo prega con noi, in noi, per noi

  4. I 2 cardini dell’ufficio: lodi e vespri

  5. I Salmi, preghiera cristiana

  6. Per sperimentare concretamente

 

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Ultima modifica Venerdì 30 Marzo 2012 12:53
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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