Mercoledì, 16 Agosto 2017
Giovedì 27 Luglio 2006 00:38

Lectio Att. 1,1-8

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SCELTI, CONSACRATI E INVIATI

 

 

1Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio 2fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo.

3Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. 4Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre "quella, disse, che voi avete udito da me: 5Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni".

6Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: "Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?". 7Ma egli rispose: "Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, 8ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino agli estremi confini della terra".

 

Leggi attentamente più volte il testo finché metta radici in te

 

Applica tutto/a te stesso/a alla Parola

 

MEDITATIO

 

  1. Gli Apostoli sono scelti nello Spirito Santo

Questo vuol dire che non si sono autocandidati, non hanno presentato né curriculum né credenziali né tanto meno si sono fatti raccomandare da qualche potente del tempo! Non si diventa apostoli per merito, né per carriera o per scatto di anzianità! E’ Dio che sceglie, con criteri che nulla sanno di umano o di comprensibile. Anzi forse un criterio ce lo suggerisce San Paolo in 1Cor 1,27-29:

 

27Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, 28Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, 29perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio.

 

E lo stesso Gesù in Lc 10,21 loda il Padre per questo:

 

21”Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì Padre, perché così a te è piaciuto”.

 

Che cosa magnifica! Questo vuol dire, per noi, che ciò che è vergogna e debolezza dinanzi agli uomini diventa motivo di vanto agli occhi di Dio! Ciò che la cultura moderna vorrebbe nascondere o cancellare, Dio lo esalta come la virtù più grande! Come non pensare alla malattia, alla disabilità, alla povertà, anche quella culturale! Mentre il mondo crede di risolvere il problema della sofferenza eliminando il sofferente, Dio mi chiede di edificare il Regno suo non anche se sono ammalato, ma proprio perché sono ammalato!

 

  1. Gli apostoli sono testimoni della resurrezione

Per 40 giorni, ci dicono gli Atti, Gesù risorto appare loro e li istruisce sul Regno di Dio. Per essere apostoli non basta vedere Gesù, aver sentito parlare di lui, né averlo incontrato per caso una volta. Questo basterà per restarne affascinati, ma poi bisogna scegliere di restare con lui. Non basterà partecipare a qualche bella celebrazione di quelle che poi ti fanno esclamare “ma che bella funzione”! Gli apostoli non sono semplici curiosi del fenomeno del momento! Così anche noi ameremo Gesù solo dopo aver deciso di stare con lui. Fare esperienza del Risorto vuol dire non lasciarci scoraggiare se le nostre attese e i nostri tempi non sempre coincidono con quelli di Gesù!

Essere testimoni del Risorto vuol dire anche, come per gli apostoli, lasciarci trascinare dal vortice di una vita radicalmente nuova perché Cristo risorto non ti fa più essere quello di prima! Significa ricevere una forza che non sarà più la nostra, ma quella del Risorto, ma capace di portarti al dono supremo della vita, cosa che mai avremmo immaginato di fare prima di aver fatto esperienza della Pasqua!

 

  1. Gli apostoli hanno mangiato con Gesù

L’Eucaristia è il luogo dell’appuntamento e della nostalgia. Nell’ultima cena Gesù dà appuntamento agli Apostoli e sì consegna loro come pane e vino. A Emmaus Gesù riaccende nei cuori dei due discepoli la nostalgia di lui. Ogni volta che mangiamo di quel pane e beviamo di quel vino rispondiamo all’invito di Gesù e, mentre gustiamo la sua presenza affabile, ne sentiamo già la nostalgia del distacco nell’attesa della sua venuta … Ma ogni volta che ci alziamo da quella mensa, portiamo nella vita la nostra vocazione: fate questo… Cioè come voi avete mangiato me, così anche gli altri abbiano a mangiare di voi, diventate pane spezzato e vino versato.

 

  1. Gli apostoli formano la chiesa

La Chiesa! E’ il nome della Madre, della Sposa di Cristo; è il nome della famiglia di Dio, del Tempio dello Spirito! La Chiesa è il nostro spazio, il nostro respiro, la possibilità del nostro apostolato. La Chiesa è la realtà che dà senso al nostro essere cristiani! Siamo chiamati a stare dietro una associazione che è anzitutto una comunità. Fatta di uomini, donne, adulti, giovani, bambini e anziani impegnati nei mille problemi della vita. Persone che con noi avranno sintonia di pensieri ma anche diversità di vedute, mille pregi, ma anche mille difetti: le amiamo queste persone? Le serviamo?

 

Ecco la nostra vocazione: come Gesù con i discepoli di Emmaus, siamo chiamati ad essere compagni di viaggio, discreti ed efficaci, che saziano di Dio chi ne sente la nostalgia e ne fanno sentire la mancanza a chi ritiene di non avere bisogno di lui!

 

Terminato di leggere questo commento ricorda che esso ti da soltanto degli stimoli.

 

Ricorda intanto che

 

Il cammino della fede spesso coincide con il cammino della vita. Raramente si crede standosene fermi e aspettando che accada qualcosa. Il più delle volte è sulla strada che si incontra Gesù. Incamminiamoci, dunque, accanto ai discepoli di Emmaus e accanto a coloro che, pur avendo avuto la gioia di condividere i giorni e le notti con Gesù, non hanno avuto abbastanza coraggio da seguirlo, amarlo, imitarlo: gli apostoli. Se il nostro particolare impegno si chiama apostolato, un motivo e un obiettivo ci deve essere. Cerchiamo allora di ricordare quali sono le origini dell’apostolato ripercorrendo le caratteristiche fondamentali dell’apostolo, così come voleva Gesù

 

Scelto, testimone, ecclesiale

 

Poi applica questa Parola a te, alla tua vita.

 

So apprezzare ed amare ciò che, per il pensiero dominante, non conta?

 

Quale è il mio rapporto profondo, vero, esistenziale, con il Risorto?

 

Sono veramente, nella Chiesa, un compagno di viaggio per gli altri?

 

Ed infine lascia che la Parola meditata diventi in te preghiera.

 

ORATIO

 

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Ultima modifica Mercoledì 26 Febbraio 2014 15:40
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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