Lunedì, 11 Dicembre 2017
Mercoledì 08 Ottobre 2014 16:57

Semplicemente uomini

Valuta questo articolo
(0 voti)

di Cesare Falletti

"Lectio divina monastica sulla Genesi"

In occasione di un piacevole fine settimana trascorso presso la comunità cistercense di Pra'd Mill (Bagnolo Piemonte, CN), [http://www.dominustecum.it/spiritualita/indice/t=2],

come ... souvenir, ci siamo "regalati" due libri:

"Come voce di sottile silenzio" e "Semplicemente uomini".

Di quest'ultimo, con Voi, vogliamo qui condividere il 1° capitolo.

----------------

1° Capitolo

In principio Dio creò

Genesi 1,1

«In principio Dio creò il cielo e la terra.

La terra era informe e deserta

e le tenebre ricoprivano l'abisso e

lo spirito di Dio aleggiava sulle acque»

 

Figli della luce

Queste sono le prime parole che, nella sua bontà e nella sua volontà d'amore e di salvezza, Dio rivolge a noi uomini per dirci che all'inizio sta la sua volontà della nostra esistenza e che, anche quando il caos sembra dominare, non siamo mai abbandonati da lui, perché il suo Spirito, la sua tenerezza paterna, è sempre attenta e pronta a trarre il bene dal male. Può esserci il caos, la più terribile confusione, il più orribile peccato, ma tutto rimane nelle mani paterne di Dio, di quel Signore del ciclo e della terra che conduce tutto verso il bene. Infatti il versetto seguente dice: «Dio disse: "Sia la luce". E la luce fu». Dio parla per metterci nella luce e, al termine della sua Parola, ci dirà che siamo «figli della Luce»; questa è la nostra natura redenta, restaurata dal sangue del Figlio. E la prima luce in cui ci vuole mettere è la conoscenza di lui, perché senza questa conoscenza brancoliamo nelle tenebre e ci facciamo illuminare da luci che, se anche rischiarano un poco e ci tolgono per breve tempo dall'angoscia, ci danno sempre una visione deformata di lui e insieme di noi.

Se la nostra possibilità di conoscerlo è, nel suo progetto, ciò che precede tutto il resto, la vita dell'uomo, e in particolare del credente, ha come principale obiettivo di volgere lo sguardo e l'attenzione verso di lui e ascoltare la sua Parola; questo è pregare, in qualunque modo sia fatto e qualunque forma prenda. Anche se la preghiera non occupa la maggior parte del nostro tempo, la vita dell'uomo è tutta orientata a essa e non c'è nulla di più corrispondente al suo essere profondo, al suo desiderio, della preghiera, anche quando la volontà o i condizionamenti del mondo in cui vive l'uomo la soffocano e la impediscono.

Conoscere l'Inconosciuto

La Scrittura, che il cristiano dovrebbe leggere quotidianamente con amore e attenzione, parla dall'inizio alla fine di quell'Essere cui coscientemente o senza avvedersene aspira, e tuttavia, «nessuno ha mai visto Dio» (Gv 1,18) ed egli rimane sempre per noi l'Inconosciuto (che non vuoi dire sconosciuto), l'Inafferrabile, il Dio nascosto, il Dio che non si può vedere senza morire (cf Es 33,20). Un velo lo nasconde, anche se Gesù, in qualche maniera, lo fa contemplare a viso scoperto, lo rivela. «E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore» (2Cor 3,18), dice san Paolo.

Gesù ci indica il Padre, ci da suo Padre e ci conduce a lui. Non c'è dono più grande e più necessario all'uomo, il quale non lo capisce immediatamente, perché in lui sono presenti molte false immagini del Padre. Ogni titolo o nome che si può attribuire a Dio risveglia nell'uomo immagini troppo umane, che non possono parlare in maniera appropriata di Dio; non abbiamo, ad esempio, l'esperienza della paternità divina e le paternità umane che conosciamo, come figli o anche come padri, almeno spiritualmente, perfino le migliori, non possono essere rivelatrici del cuore, dello sguardo e dell'opera paterna del Padre. Dio è Padre in modo diverso, in modo altro, e la via per conoscerlo non è quella di guardare ai nostri padri di quaggiù, ma al contrario, di guardarlo essere Padre affinché le paternità umane possano assomigliare almeno un poco alla sua. Il solo rivelatore del Padre invisibile è il suo unico Figlio, sua immagine perfetta, e nella sua relazione con il Padre scopriamo il volto di Dio. Egli è la Parola che ci parla del Padre, che ancor prima d'incarnarsi ci ha preparati a cercarlo, a esseri pronti a riconoscerlo. Attraverso la sua Incarnazione ci permette di cogliere meglio il mistero di cui ha parlato fin dall'inizio della Rivelazione.

Il Libro che ci conduce alla Vita e alla conoscenza comincia con queste parole: «In principio Dio creò» (Gen 1,1). Tutto ciò che esiste, tutto quello che ci circonda, tutto ciò che noi siamo... «Dio creò». L'ha voluto con volontà d'amore; non per necessità, né per bisogno, né per essere o avere di più. Nella sua beata eternità Dio non cambia, non è obbligato da nulla, non manca di nulla. Solo l'amore, la volontà profonda di donare la sua beatitudine, di donarsi, lo spinge a creare altro da sé, perché «Dio è amore» (Gv 4,8). «Dio creò» è una delle prime parole; «Dio è amore» una delle ultime della Scrittura, l'ultima illumina e da senso alla prima.

Questo Dio-amore sono tre Persone in un'unica volontà, in un'unica operazione. Tre persone che si amano infinitamente, al punto da essere un Dio unico. In questo sguardo d'amore reciproco esse creano affinché la bellezza risplenda, la volontà di amore sia diffusa. In principio l'Amore genera l'Amore. In principio era il Verbo generato dal Padre. In principio era lo Spirito amore del Padre che genera il Figlio, amore del Figlio che risponde al Padre. In principio Dio Trinità creò il cielo e la terra, perché l'amore è fecondo, l'amore vuole che l'altro sia e che sia altro da sé, anche se in comunione. Se questa volontà che l'altro sia altro in quanto altro viene a mancare, non c'è amore. Se non c'è il desiderio di unità delle volontà (non fusione, ma incontro, ascolto, dono di sé, accoglienza, comunione) non c'è amore, non c'è Dio. L'amore è creatore, è fantasia, è novità. Anche fra persone umane, se non fa essere, se non dà pienezza d'esistenza, se non inventa il bene dell'altro, non è amore vero.

Quando Dio crea, lo fa a profusione, senza calcolo. Dio dice: sia la luce, e la luce fu; sia un firmamento, e così fu; la terra verdeggi di vegetazione, e così fu; e il sole, la luna e le stelle, e i pesci e gli uccelli, il bestiame e le bestiole, e così fu. E Dio vide che era bello. Si ha l'impressione di una danza un po' folle, di uno stregone felice, di una fata benefica che con la sua parola fa nascere un giardino meraviglioso. Perché, per chi? Dio creò per noi. Supremo atto di amore che sarà superato solo dalla ri-creazione dell'uomo. Nell'orazione della messa del giorno di Natale la Chiesa dice: «Padre, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti», e con questa frase esprime la grandezza e coerenza del progetto di Dio: tutto è ammirabile e ciò che viene dopo sorpassa in splendore la meraviglia iniziale.

Nel Credo diciamo: «Credo in Dio Padre Onnipotente, creatore del ciclo e della terra»: con questa professione di fede la Chiesa non solo proclama la sua fede, ma prega, dice a Dio che è meravigliata e contenta di ciò che Egli ha fatto. Spesso i salmi e la liturgia ci fanno celebrare la creazione: «Lodate il Signore dall'alto dei cieli [...] lodatelo da tutta la terra» (Sal 148). Quando pensiamo al Padre, il nostro cuore loda, si apre alla speranza, allo stupore; anche se, vedendo la sua perfezione e la sua purezza, percepiamo il peso, le tenebre del nostro peccato. La Chiesa, con grande atto di fede, prega così: «O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua grazia, perché camminiamo verso i beni da te promessi, e diventiamo partecipi della felicità eterna» (Orazione della XXVI domenica del Tempo ordinario). Con il peccato noi ci avvolgiamo di morte e Dio con la sua misericordia ci crea e ci ricrea, ci fa risuscitare e ci rende figli del Dio della Vita, ci avvolge di Vita.

Un mondo di bellezza

Contemplando la creazione di Dio, fermiamoci a contemplare la bellezza di cui la natura è pallido riflesso, perfino nella grandezza dei suoi paesaggi. Macrocosmi e microcosmi sono meraviglie che superano ogni sapere dell'uomo. Dio è bellezza, creatore di bellezza e ha creato per la bellezza. Una bellezza che va dalle armonie esteriori fino a quella vera del cuore dell'uomo e ritorna alla sorgente di ogni bellezza, che è l'amore di Dio. Questo amore s'incarna per mostrare il suo volto e condurci verso il regno della bellezza: «Io sono il bel pastore» (Gv 10,11), dice Gesù. La bellezza di Dio in Gesù Cristo si specchia nel volto dell'uomo. La sua bellezza ci salva, perché la nostra è sfigurata, offuscata, avvizzita, ma non distrutta. Dio la restaura chinandosi su di noi come per far sì che lo specchio restituisca intatta l'immagine, rendendola ancor più bella; è proprio del perdono di Dio oltrepassare la misura. Dio rinnova la nostra bellezza mostrandoci il suo volto o il suo sorriso, e lo fa splendere sul nostro che perde la sua oscurità e riceve la luce divina per rifletterla nel mondo. La misericordia di cui il Creatore ci riveste e la trasfigurazione che opera in noi fanno sì che, accettando il dono gratuito del perdono, noi cresciamo in bellezza, in gloria, in luce. Quello che per noi è umiliazione e umiltà, davanti a Dio diventa bellezza luminosa. Più accettiamo il nostro stato di peccato, di limite, di piccolezza invocando la misericordia e lasciandoci trascinare verso la santità con il perdono e l'esigenza di Dio, più saremo inondati dalla sua bellezza.

«La bellezza salverà il mondo» afferma il principe Miskin nell'Idiota, la famosa opera di Dostoevskij, ma quale bellezza? Non certo la bellezza estetica, del look cui tanto si tiene, ma quella della più bella delle opere di Dio, quella del cuore umano tornato a Lui e bagnato nella luce trasfigurante del suo perdono e della sua tenerezza, rientrato in se stesso e ritornato verso il Padre, che diventa per il mondo intero comunicazione di bellezza.

Dio pose il firmamento e i luminari affinché la nostra vita fosse bella. Nell'ambito della grazia i luminari sono Cristo e la Chiesa, uno è la sorgente della luce e l'altra ne è il riflesso; ma anche lo Spirito che abita il cuore del fedele e il credente che segue «la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9) sono luci. Lo Spirito suscita il carisma e illumina la via, dona la possibilità di una vita spirituale, appunto «nello Spirito», e la vita cristiana è il cammino illuminato perché l'uomo, il cercatore di Dio, lo percorra nella notte. L'uomo che accoglie lo Spirito diventa luce: «Voi siete la luce del mondo» dice Gesù. Questi quattro luminari sono la bellezza della nostra vita.

Bellezza è Dio e tutto ciò che riflette la sua bellezza; tutto ciò che è armonia, amore, pace, ma anche umiltà, quell'umiltà con cui Dio manifesta la sua gloria. Bellezza è tutto ciò che non glorifica noi ma gli altri, come lo sguardo del Padre sul Figlio e del Figlio verso il Padre. Gesù infatti dice: «Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te» (Gv 17,1), mentre guardarsi nello specchio e dire: «Io!», come Lucifero, è spegnere la luce e immergersi nell'oscuro della deformità, della bruttezza, perché bellezza è Dio, ossia carità. Entrare nel mondo della bellezza è uscire da sé, innamorarsi e dunque dimenticare se stessi.

 

 

A questo primo Capitolo seguono:

2. Maschio e femmina li creò                 « 11

    Genesi 1,27..........................              » 19

3. L'Eden

   Genesi 2,15..........................                » 27

4. La tentazione

   Genesi 3,1...........................                  » 35

5. Il peccato

   Genesi 3,6...........................                   » 43

6. Abramo e Tanti-Babele

   Genesi 11,4..........................                   » 53

7. Radicati nell'umanità

   Genesi 11,26.........................                   » 61

8. Abramo: fede e obbedienza

   Genesi 12-20.........................                   » 69

9. Isacco: il sorriso e la risposta di Dio

   Genesi 21,27.........................                    » 81

10. Giacobbe e la fecondità dell'amore ...... » 89

11. I figli di Giacobbe: l'umanità così com' è

   Genesi 34-35 .........................                  » 101

12. Giuseppe: il Cristo innocente

   Genesi 17 ............................                     » 111

13. Le donne della Genesi:

   Maria e lo Spirito Santo ...............             » 121

Questo libro è stato edito da: "ÀNCORA" nel 2012,

nella collana:

"LE ÀNCORE"

"Semplicemente uomini"

Lectio divina monastica sulla Genesi

di Cesare Falletti

 

Clicca qui per andare all'INDICE di "Lectio Divina"



Ultima modifica Sabato 25 Ottobre 2014 16:07
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

Iscriviti alla Newsletter per ricevere i nostri "Percorsi Tematici" e restare aggiornato sui migliori contenuti del nostro sito

news