Venerdì, 15 Dicembre 2017
Mercoledì 31 Ottobre 2007 20:36

Tutta l'esistenza di Maria sotto l'azione vivificante dello Spirito (Francesco Pio Tamburrino)

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Maria nostra guida perché possiamo incontrare Dio Uno e Trino.

Il Santo Padre Giovanni Paolo Il, nella Lettera Apostolica “Tertio Millennio Adveniente”, delineò l’itinerario di preparazione al Grande Giubileo del 2000: definendola una presa di coscienza individuale ed ecclesiale del Battesimo, conferito nella potenza e nel Nome della Trinità Santa. Mediante il Battesimo noi siamo stati immersi nelle singole persone divine (cfr. Tertulliano, De Baptismo).

Nella stessa Lettera Apostolica il Papa indicò Maria come la guida per incontrare la Trinità. Il tema propostoci può però facilmente indurre alla retorica e alle costruzioni fantasiose, che, in definitiva, nuocciono alla figura di Maria. Seguiamo la via della sobrietà, la via delineata dalla Sacra Scrittura, norma della nostra fede e della nostra pietà.

I. TRE FASCI DI LUCE DIVINA SU MARIA

Le tre letture bibliche, proclamate nella celebrazione dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, proiettano tre fasci intensi di luce sulla persona di Maria e sulla sua missione nella storia della salvezza.

a) Il libro della Genesi (3,9-15.20) registra il gesto di disobbedienza dei progenitori verso Dio creatore. 

La malizia del peccato di Adamo ed Eva sta nell’ autonomia da Dio, nella volontà di emulare Dio nella conoscenza mettendosi al suo livello. Gesto che provoca la catastrofe su tutta la stirpe umana, resa corresponsabile insieme ai progenitori.

La condanna, tuttavia, è comminata da un Dio che è Padre, amante delle sue creature, misericordioso. Ecco, allora profilarsi la salvezza e la redenzione, il rimedio nel nuovo Adamo Cristo e nella nuova Eva Maria. Giustamente questa pagina della Bibbia è chiamata il proto-evangelo, il primo annunzio della buona notizia per l’umanità. Maria è già nel piano di Dio!

b) La lettera agli Efesini (1, 3-6.11-12) ci ha messo sulle labbra la grande benedizione di Paolo per il piano divino di salvezza, che Dio Padre ha realizzato negli ultimi tempi in Cristo. Al vecchio Adamo, causa di maledizione, si contrappone Cristo, fonte di ogni benedizione spirituale nei cieli.

La prima benedizione che Paolo rivolge a Dio Padre ha come oggetto l’elezione alla vita beata: in Cristo egli ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e i immacolati nella carità. Il modo stabilito per realizzare questa nostra santificazione è quello di renderci figli adottivi per opera di Gesù Cristo.

Maria, per la sua specialissima unione con Cristo nel realizzarsi del piano divino della salvezza, è la capofila di coloro che il Padre ha scelto e predestinato fin dall’eternità.

Per il legame unico che avrebbe avuto con Cristo Salvatore, Maria è stata resa santa e immacolata al suo cospetto, “umile e alta più che creatura, termine fisso d’eterno consiglio”.

c) Il Vangelo (Lc 1,26-38) nell’evento dell’Annuncio, al consenso di Maria lo Spirito Santo scende su di lei per possederla completamente. Per mezzo dello Spirito Maria sarà avvolta dalla nube luminosa, segno della presenza di Dio, e le ali dello Spirito la proteggeranno e la renderanno feconda come lo Spirito Sivino che covava sulle acque primordiali e creava la vita sulla terra (cf Gn 1,2).

I nostri fratelli orientali ortodossi ritengono che proprio a partire da quel momento la Vergine è diventata immacolata, Panaghìa: tutta Santa. La potenza dell’Altissimo, cioè lo Spirito Santo, nell’annunciazione l’ha resa immacolata.

Risulta evidente che l’evangelista Luca, quando inizia a parlare di Maria, cioè nell’annuncio a Nazaret, e l’ultima volta che la menziona nel cap. I degli Atti, poco prima della Pentecoste, ci offre l’immagine di Maria immersa nella azione speciale dello Spirito: Annuncio e Pentecoste sono i due limiti estremi della vita di Maria, ma con questo l’evangelista – per la legge della inclusione – intende affermare che tutta l’esistenza della Vergine Madre di Dio si è svolta sotto l’azione costante e vivificante dello Spirito.

Lo Spirito agisce su di lei in modo straordinario mentre concepisce Gesù Cristo, il Capo del Corpo dei salvati; lo Spirito la investe nel Cenacolo mentre scende sugli Apostoli e crea il nuovo popolo di Dio e il Corpo Mistico di Cristo. Per l’evangelista Luca, dunque, la vita di Maria, serva del Signore, si svolge tutta nell’economia dello Spirito.

II. LO SPIRITO NELLA CONCEZIONE IMMACOLATA

La nostra fede cattolica ci consente di addentrarci un po’ più in profondità nel mistero di Dio. Nell’evento dell’annuncio si parla dello Spirito primariamente in riferimento a Maria, presentandola come destinataria di una vera “investitura pneumatica”.

Inoltre lo Spirito, designato come potenza dell’Altissimo, entra in azione con il dinamismo che gli è proprio, perché compie quanto è impossibile alla creatura umana e alla natura umana.

Gli esegeti annotano che “la pericope dell’annunciazione è più che un semplice annuncio di nascita miracolosa, perché essa rappresenta la rivelazione apocalittica del mistero contenuto in Gesù”, in quanto riassume “tutto il mistero del Cristo Signore e Figlio di Dio” (B. Legrand, L’annonce à Marie, Paris 1981, pp. 142; 328).

Luca si colloca alle frontiere della concezione messianica e funzionale della divina filiazione di Cristo, ma sarà Giovanni a puntare lo sguardo sulla “preesistenza” del Figlio di Dio (Gv 1,1-18) e a far intravedere il mistero nascosto in Dio.

In questa prospettiva di preparazione immediata dell’evento dell’Incarnazione, la fede cattolica intravede l’azione dello Spirito Santo già nella Concezione Immacolata della Beata Vergine Maria. Se Maria è stata preservata immune dal peccato originale e da ogni altra macchia di peccato, questo è avvenuto per opera dello Spirito, da cui procede ogni dono di grazia divina per le creature.

E’ lo Spirito che lava, nella natura umana, ciò che è sordido, che risana ciò che è ferito. Egli è il Purificator omnium flagitiorum - colui che purifica da tutte le colpe (sequenza longobarda).

Lo Spirito è “remissione di tutti i peccati” (liturgia).

Egli è il fuoco che brucia tutte le scorie del peccato nelle reni e nel cuore dell’uomo, cioè nella natura umana. S. Agostino, sull’opuscolo “De natura et gratia” (36,42) ha affermato: “La santa Vergine Maria è certamente una eccezione e quando si parla di peccato non deve nemmeno venir nominata, per riguardo al Signore. Come potremo mai conoscere l’immensa donazione di grazia di cui fu pervasa per salvaguardarla da ogni vestigio di peccato, lei che meritò di concepire e generare colui che venne ad annientare il peccato del mondo?”.

Il monaco Eadmero di Canterbury nel trattato sulla “Concezione di Maria Santissima” (n. 9, 10), ha affermato che, se Geremia fu conosciuto e santificato prima di essere formato nel grembo materno, se Giovanni Battista fu pieno di Spirito Santo fin dal seno della madre, “chi oserebbe dire che l’unico propiziatorio di tutto il mondo, l’unico e dolcissimo abitacolo dell’Unigenito Figlio di Dio Onnipotente, dall’inizio della sua concezione sia stato privo della grazia e della luce dello Spirito Santo?...”

La presenza e la grazia dello Spirito Santo fece di Maria il Santuario del Redentore di tutti i peccatori, la sede regale in cui egli doveva farsi uomo: perciò ella fu libera dalla schiavitù di qualsiasi peccato.

Sul versante orientale della Chiesa, Eutimio patriarca di Costantinopoli, nell’“Encomio sulla concezione di S. Anna” afferma che Maria viene preparata come dimora, trono, talamo, carne pura e immacolata: “Oggi l’adorabile Spirito Paraclito che... «scruta le profondità di Dio»” (1 Cor 2,10), per opera del quale veniamo divinizzati, salvati, illuminati, riceviamo il dono della immortalità e di una gloria senza fine, è venuto a noi invisibilmente e, con il suo. fulgore, ci ha ridonato la vita, liberandoci dalla nostra ripugnante condizione e ricolmandoci col suo profumo di sovrabbondante letizia. Ma prima di tutto, si costruisce la sua splendida dimora, s’innalza il proprio nobilissimo palazzo, prepara la sua nitidissima e santissima tenda col sangue più puro, più immacolato, più nobile di tutto.

E questo proprio oggi, egli lo plasma, lo forma, lo santifica perfettamente, e lo consegna a quella stirpe eletta fra tutte, progenie di Davide e di Jesse” (n. 2,5-6).

Concludo: Ecco alcune testimonianze dei maestri della fede sull’intervento dello Spirito Santo nella immacolata Concezione di Maria. Esse ci invitano alla lode di Dio, che ha fatto grandi cose in Maria.

Ma anche ci impegnano a vivere, come Maria, nella piena docilità allo Spirito che ci guida nella via della santità. “Uomini vivi, voi giovani, e voi anime consacrate, voi fratelli nel sacerdozio: ci ascoltate? - Era l’appello di Paolo VI in una udienza generale del 1972. - Di questo ha bisogno la Chiesa: dello Spirito Santo in noi, in ciascuno di noi, in noi tutti insieme, in noi Chiesa”.

Francesco Pio Tamburrino

Arcivescovo di Foggia

 

Ultima modifica Lunedì 05 Dicembre 2016 12:54
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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