Lunedì, 23 Ottobre 2017
Domenica 27 Luglio 2008 20:42

“VUOI SCOPRIRE LA PREGHIERA?” - da IMPARIAMO A PREGARE. Percorsi formativi “Città dei Ragazzi”

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Meditazione e Preghiera

a cura del Centro di Spiritualità

“Città dei Ragazzi”

di P. Andrea Gasparino

 

B) IMPARIAMO A PREGARE

Percorsi formativi “Città dei Ragazzi

 

B) -1- VUOI SCOPRIRE LA PREGHIERA?

Possiamo iniziare il nostro cammino di preghiera con una domanda che ci ferisce: perché tanti cristiani non pregano... o non pregano più? Uno dei motivi è certamente questo: nessuno li ha aiutati a scoprire la bellezza e la serietà della preghiera vera. Nessuno ha insegnato loro un cammino dosato per i primi passi, né li ha sostenuti nell’approfondire successivamente il cammino. E così la preghiera è diventata per qualcuno una recita di formule più o meno vuote, per altri una specie di magia per situazioni di emergenza... per altri ancora una pratica adatta solo ai bambini del catechismo. Di qui all’abbandono della preghiera il passo è breve.

Eppure la sete di preghiera, la sete di una comunione profonda e assoluta, è presente nel cuore di ogni persona.

Anche chi non lo sa o non lo ammette, ha questo desiderio alla radice del suo cuore. Nessuno è felice senza amicizia, e nessuna amicizia umana risponde pienamente alla sete di amore e di comunione che c’è in noi. La preghiera è l’acqua viva che risponde a questa sete.

Attraverso la preghiera, Dio ci offre una comunione capace di appagarci.

Il bisogno di preghiera e di spiritualità è così fondamentale che in questi anni tanti giovani e adulti si sono messi alla ricerca di metodi e di percorsi di “meditazione”, nella speranza di trovare qualcosa che generasse pace nella loro vita. E’ triste constatare che troppi cristiani siano stati spinti a cercare questi surrogati nei diversi gruppi e sette che pullulano nelle nostre città, mentre nella Chiesa avrebbero potuto trovare tesori inesauribili di preghiera e di autentica spiritualità. Avrebbero potuto, se fossero stati aiutati ad attingere.

Pensiamo a tutta la ricchezza della Parola di Dio, della Liturgia, dell’Eucaristia, a tutta l’esperienza di preghiera vissuta dai santi e dai mistici in questi 2000 anni.

Ringraziamo però lo Spirito Santo che anche oggi sono molti quelli che riscoprono con gioia il tesoro della preghiera alla scuola del Vangelo e della Liturgia.

Anche noi siamo qui per questo e vogliamo iniziare con umiltà e stupore la nostra scuola di preghiera.

I due respiri della preghiera

Nei nostri appuntamenti mensili, vivremo molti spazi di preghiera: celebreremo insieme l’Eucaristia, la liturgia delle Lodi e dei Vespri, faremo adorazioni comunitarie, avremo momenti di silenzio per la preghiera personale e per l’ascolto della Parola di Dio.

Possiamo subito dire che la preghiera cristiana vive di due respiri inseparabili:

< la preghiera personale nel silenzio
< la preghiera comunitaria / liturgica

Nella riflessione della scuola di preghiera ogni sabato mattina ci fermeremo in particolare sulla preghiera personale. In altri momenti, vi aiuteremo a scoprire la preghiera comunitaria, l’Eucaristia, la Liturgia. E’ importante però che ci abituiamo a tenere collegati questi due aspetti della preghiera, entrambi essenziali e tra loro complementari. Così pure impareremo a non disgiungere mai la preghiera dalla Parola di Dio in quanto, lo vedremo, una non può stare senza l’altra.

Perché nella scuola di preghiera insistiamo in modo particolare sulla dimensione personale della preghiera?

Perché tocchiamo con mano da tanti anni che è la preghiera meno conosciuta, la più trascurata. E siamo persuasi che solo fermandoci in silenzio possiamo entrare in noi stessi per aprire il nostro cuore e la nostra vita all’amicizia con Cristo.

Cristo ci incontra personalmente. Ci conosce per nome e ci viene incontro per offrirci la comunione stessa di Dio. Gesù ha parlato anche alle folle... ma ogni incontro di salvezza è stato deciso in un rapporto personale. Detto in altre parole: dipende veramente da me aprire il mio cuore a Cristo per sperimentare la comunione con lui. Nessuno può farlo al mio posto. Ecco il senso della preghiera personale.

Se avremo la grazia di scoprire la preghiera personale, sarà molto più facile scoprire la ricchezza della preghiera comunitaria. E sarà una profonda gioia.

Un dono semplice ed esigente

La preghiera, così come l’ha insegnata Gesù, è qualcosa di estremamente semplice.

Non c’è nulla di complicato nella preghiera, nulla di così difficile da essere possibile solo a qualche specialista.

Pregare è scoprire un’alleanza per vivere di questa alleanza. È scoprire che, grazie al dono dello Spirito Santo, possiamo aprirci a Gesù e al Padre per dialogare familiarmente di tutto quello che siamo e viviamo. È qualcosa di così semplice e bello che non cessa di stupirci e quasi ci sembra incredibile: poter raccontare a Dio (non a qualche grande personaggio... che è sempre una goccia in rapporto all’oceano!) ogni cosa della nostra vita ed essere presi sul serio! Poter metterci in ascolto di Dio, della sua Parola, e poter comunicare veramente con lui... poter ringraziare per ogni dono, poter gridare al suo amore quando cadiamo... ecc...

In ogni istante del giorno e della notte ci è data la possibilità di aprire la porta del nostro cuore per entrare in una comunione di vita con il Signore. E tutto questo in assoluta semplicità. Possiamo prendere in mano uno dei passi in cui Gesù parla di preghiera o uno degli incontri dei malati con Gesù ed è facile scoprirlo. (Puoi rileggere il Vangelo di Gesù e il cieco di Gerico: Mc 10,46-52).

La preghiera è un dono esigente

Anzitutto perché comporta la decisione di trovare delle soste per fermarsi a riflettere. Senza dover necessariamente andare in chiesa o in monastero, ma scegliendo di ritagliarsi momenti adatti per riprendere in mano la propria vita e dispiegarla davanti a Dio. Occorre mobilitare le energie del cuore della mente, e questo non è qualcosa di spontaneo e facile. Anche oggi corriamo il rischio di vivere a un livello superficiale di emozioni, sensazioni, impressioni.

È sempre impegnativo cominciare a riflettere in modo personale. Occorre superare la barriera dei luoghi comuni e di uno stile di vita che tende a omologare tutti su uno stesso stampo, per imparare a usare la testa e il cuore con vera libertà. E un’operazione esigente ma è essenziale se vogliamo vivere veramente e non lasciarci vivere o vivacchiare.

La preghiera è un dono stupendo ed esigente per un’altra ragione: proprio perché è un’alleanza viva con Dio, la preghiera mette in gioco tutta la nostra vita. Non riguarda qualcosa della mia anima e non riguarda quella mezz’ora in cui mi inginocchio a pregare. La preghiera coinvolge tutto il mio vivere, feriale e festivo, il mio modo di guardare al lavoro e il mio rapporto in famiglia e fuori. I miei progetti e il mio tempo libero.., tutto insomma.

Il Signore desidera (ma questo è anche il desiderio più profondo del nostro cuore) rendere bella e autentica tutta la nostra esistenza. Pregare è aprire le porte con fiducia a questo desiderio di Dio. Non è facile vivere questa fiducia, ma a piccoli passi è una strada percorribile da tutti e da ciascuno.

Un metodo?

Diciamolo con chiarezza: la preghiera non è semplicemente un metodo, ma non può fare a meno di un metodo.

Con quello che si è appena detto dovrebbe essere chiaro che pregare non si riduce ad imparare delle tecniche o dei metodi per fare silenzio, per concentrarsi, per rilassarsi da uno stress psicofisico.

La preghiera è anzitutto e soprattutto un dono sempre gratuito e sempre nuovo da parte di Dio. E il dono della familiarità che Dio Padre ci offre in Gesù. E’ il grido filiale che il nostro cuore, abitato dallo Spirito, può rivolgere al Padre.

Così lo esprime San Paolo:

Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: - Abbà, Padre!” (Rm 8,15).

Se volessimo identificare la preghiera con un metodo, non potremmo più parlare di preghiera cristiana. Tuttavia, se vogliamo fare un cammino serio di preghiera, abbiamo bisogno di tener conto di alcune condizioni che rendono possibile la preghiera abbiamo bisogno di un tracciato essenziale, ordinato e dosato.

In sostanza abbiamo bisogno di un metodo. Non soltanto chi inizia un nuovo percorso, anche chi cammina nella preghiera da diversi anni... utilizza un metodo nella sua preghiera... e sente il bisogno di rivederlo, rinnovarlo per non scadere nella routine.

Cominciamo allora da alcune indicazioni pratiche per la preghiera di questo mese. Non vi chiediamo di cestinare il modo di pregare che vi ha aiutati fino ad oggi. Siate saggi e umili, tenete ciò che è buono e provate a sperimentare queste indicazioni per rinnovare e approfondire la vostra preghiera. Chi non sente il bisogno di crescere, di allargare i suoi orizzonti?

Sperimentate con fiducia questo tracciato, cercando di personalizzarlo in base a quello che è la vostra situazione attuale.

Cerca il tempo giusto ogni giorno

Comincia da almeno un quarto d’ora di silenzio al giorno. È poco, è più o meno un centesimo delle 24 ore quotidiane, ma comincia così. Più della quantità, sono importanti la costanza e la qualità. Se durante quel quarto d’ora metti veramente tutto il cuore e tutta la mente, scoprirai un interesse, un gusto e comincerai anche a constatare, con il passare delle settimane, che quel frammento di sosta con Dio influenza positivamente le tue giornate.

Possibilmente stabilisci questo spazio di preghiera sempre alla stessa ora nella tua giornata: ti sarà di aiuto per la costanza e diventa il tuo appuntamento sacro. Può essere al mattino, prima del lavoro o dello studio, può essere la sera o in un altro momento adatto per te.

Cerca anche il luogo adatto

La preghiera comporta un lavoro interiore impegnativo e non puoi viverlo in qualunque ambiente. C’è bisogno di un minimo di solitudine e di silenzio. Solo così puoi metterti in ascolto della Parola di Dio, poi riflettere sulla tua vita... insomma, poi concentrati per pregare.

C’è chi si ritaglia il suo spazio di preghiera mentre va o torna dal lavoro o lo fa in una chiesa. Ma molti pregano semplicemente nella loro stanza. Pregare in casa è molto importante perché aiuta a collegare la preghiera alla vita quotidiana! Collegamento essenziale per non vivere ipocrisie nel nostro rapporto con Dio.

Ti sarà utile, se hai un bel crocifisso o una bella icona, collocarli davanti a te quando ti metti a pregare.

Scegli la posizione più efficace per la preghiera

Noi preghiamo con tutto noi stessi, non semplicemente con lo spirito. Per questo anche la posizione fisica è importante. Così come sono importanti certi gesti:

< il segno di croce fatto con calma

< una prostrazione

< il prendere in mano la Bibbia con profondo rispetto e il baciarla quando la apri

Pregare in piedi è richiamarsi alla dignità dei figli, il pregare seduti può favorire l’attenzione e l’ascolto; la posizione in ginocchio è un segno di adorazione, la prostrazione dice l’intensità della supplica.

Dobbiamo familiarizzare con il nostro corpo per esprimere anche così la nostra preghiera. Abituiamoci a variare la posizione, evitando i due estremi: le posizioni che favoriscono la pigrizia e quelle che creano tensione. Imparerai a poco a poco a capire quale posizione ti aiuta di più.

Affidati allo Spirito

Inizia sempre la preghiera invocando lo Spirito Santo. È Lui il respiro vitale di ogni preghiera. E’ Lui che apre il nostro cuore a comunicare con Dio, attraverso la Parola e la vita.

Invocalo con sincerità e umiltà; anche se non percepisci la sua presenza, Lui è là al cuore del tuo cuore per venire incontro alla tua debolezza.

Dopo aver invocato lo Spirito cercando di metterti alla presenza del Signore, porta la tua attenzione a ciò che stai vivendo oggi, in questi giorni. C’è qualcosa che ti sta particolarmente a cuore? qualcosa che ti preoccupa? O ti rallegra?

Parlane col Signore a cuore aperto. Non c’è nulla di banale o di troppo concreto per Lui. Prova anche a fargli una domanda: “Signore... hai qualcosa da dirmi, hai una luce da donarmi per questo problema, per questa gioia? Signore... desidero ascoltarti”.

Domande per la revisione di vita

1. Come eri abituato a pregare fino ad oggi? Senti il bisogno di cambiare qualcosa nella tua preghiera? Che cosa?

2. Trovi più aiuto a pregare da solo, nel silenzio o con altri, comunitariamente?

3. C’è una domanda che desideri fare per capire meglio qualcosa della preghiera?

 

Ultima modifica Sabato 09 Gennaio 2010 15:31
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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