Mercoledì, 18 Ottobre 2017
Venerdì 29 Gennaio 2010 10:09

Un cammino di liberazione

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Tre idoli soffocano lo sguardo contemplativo:

-         il possesso

-         l’ingratitudine

-         la cattura

A questi bisogna prestare somma attenzione per giungere a controllarli.

 

Il possesso

La persona possessiva non ama che se stessa e quindi non contempla, con compiacimento, che se stessa e questo fa sì che si innamori appunto di se stessa.

Il narcisista non sa amare, incapace di accogliere il “tu” come dono, non vede i gesti di gratuità del prossimo.

Facendo così, in pratica si distrugge, perché annega nell’autocompiacimento.

 

L’ingratitudine

È il peccato del ricco, dell’uomo carnale (secondo il dire paolino), della persona “adamitica” e perciò autosufficiente, senza bisogno di Dio. L’ingrato è l’uomo che non si stupisce, che non si meraviglia; ha smarrito il senso ed il gusto del nuovo, non vede le tante sfumature con cui è incessantemente avvolto dalla tenerezza di Dio e dall’attenzione, fraternità, solidarietà degli altri.

 

La cattura

È tipica delle persone che hanno indossato la maschera della sicurezza per nascondere la loro insicurezza.

Sono persone che nel rapporto con gli altri, non ne rispettano la libertà, lo spazio vitale. Non rispettano neanche le distanze.

Sono degli “io”, gelosi, captativi, praticamente e “delicatamente” violenti che tendono a fare prigionieri i “tu”.

Penso sia evidente che possesso, ingratitudine e cattura tendono a soffocare l’amore che perciò non può irradiarsi. Tutti e tre sono un momento di ostacolo per la contemplazione. Sono alcune delle predette “scorie”.

 

(Ora prenditi un po’ di tempo e rifletti su quello che segue)

 

Tendi ad essere possessivo/a?

Magari in modo gentile e delicato?

Sai accogliere il “tu” dell’altro come un dono?

Sai vedere i gesti di gratuità dell’altro?

Ti consideri autosufficiente?

Sai ancora stupirti, meravigliarti?

Sai vedere la tenerezza con cui Dio avvolge la tua vita?

Sei capace di notare i gesti di gentilezza, fraternità, solidarietà degli altri?

Pensi di portare la maschera della persona sicura? Per caso questo nasconde la tua insicurezza? Sai rispettare la libertà e lo spazio vitale dell’altro? Tendi ad essere captativo? Pensi ti possa accadere che, sia pure con delicatezza, tendi a fare prigioniero qualche “tu”?

 

Se ci rifletti bene, possesso, ingratitudine, cattura sono scorie ed anche un po’ pesanti.

 

(Ora fai passare ancora un paio di giorni.)

 

 

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Ultima modifica Venerdì 29 Luglio 2011 16:33
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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