Mercoledì, 23 Agosto 2017
Mercoledì 31 Agosto 2011 11:19

Non è obbligatorio andare in paradiso!

Valuta questo articolo
(2 voti)

Ma se ... proprio devi andarci ...

di Padre Tiziano Sofia

Con questa frase provocatoria un "giovane" anziano missionario ha iniziato la sua omelia in una chiesa di montagna piena di villeggianti, durante i giorni ferragostani.

 Gentilmente, al termine della messa, gli ho chiesta la scaletta della sua omelia .... che qui di seguito vi propongo.

 

Non è obbligatorio bere, mangiare, respirare, dormire ...

  • ma se proprio non vuoi farlo ... è certo che morirai.
  • Non è obbligatorio imparare a leggere, e a scrivere; ma se non lo fai, per tua colpa "grave", non sai cosa ti perdi!
  • Non è obbligatorio lavorare, ma se non lo fai non mangi!
  • Non è obbligatorio seminare, ma se non lo fai non raccogli!
  • Non è obbligatorio niente, neppure andare in Paradiso, ma se non percorri il cammino che è Cristo Crocifisso e Risorto, non ci andrai mai. E hai solo questo tempo terreno per decidere.

Cristo non è un'opzione tra le tante!

E se decidi, non fare come Pietro, trattato da Gesù come un Satana (satanasso!) perché ha voluto opporsi al programma di Gesù, deciso ad andare incontro alla Croce, ma anche, e soprattutto, alla Risurrezione per tutti noi.

  • Se ti metti davanti per bloccarlo, Egli ti urla:
  • Mettiti dietro di me, Satana!
  • Togliti dai piedi e lasciami andare avanti! Satana!
  • Non bloccarmi la strada. Tanto, sai che non puoi!
  • Non mettermi delle barriere sulla strada! Satana!

Lasciami passare ed andare avanti, a Gerusalemme! Per vincere la morte sulla Croce, non per me, ma per Voi! Prima di tutto bisogna vincere la morte, poi verrà tutto il resto ... questa è la promessa di Dio.

 

Cristo ha un progetto ben definito:

  • A Gerusalemme, fuori le mura, sulla croce deve morire per volontà dei capi, che non sanno di fare il gioco di Dio: distruggere la morte per sempre ... con la resurrezione, con la piena collaborazione di Gesù!
  • Ci chiede di seguirlo nelle due tappe: ma ci chiede una morte tutta strana; MORIRE A NOI STESSI, cioè ai nostri programmi di vita, molto riduttivi e miopi.

Ma ne abbiamo davvero voglia o facciamo il doppio gioco? Con Cristo, sì, ma non troppo! "Non esageriamo!!!!"

Che Cristo ci benedica per farci star bene su questa terra! Macché! Ci dà dei satanassi! Avversari! Siamo un poco tutti permalosi noi cristiani: ce la prendiamo con chi parla chiaro, come Cristo con Pietro.

Guai ai preti che esagerano nelle prediche! Parlino pure ma pochi minuti e ci lascino dormire tranquilli ... in chiesa e a casa!

E noi preti ci siamo adattati, come Pietro, ad una predicazione blanda, inodore, sonnifera. Da melatonina!

 

Sì, Dio ci ha chiamati, noi preti, come chiamò tanti profeti, tra cui Geremia: che griderà all'inganno!

"Signore tu mi hai sedotto

e io non ho saputo resisterti.

Hai fatto ricorso alla forza

e hai ottenuto quel che volevi.

MI DISPREZZERANNO DA MATTINA A SERA,

TUTTI RIDONO DI ME!

 

Io parlo, e ogni volta subito devo chiedere aiuto

e gridare contro la violenza e l'oppressione.

TUTTO IL GIORNO SONO INSULTATO E DERISO,

perché annuncio la tua parola, Signore! ...". (Ger 20,7s)

Ma improvvisamente Geremia si riprende, accetta la sua vocazione e missione: mentre stava pensando di lasciare Dio e la predicazione profetica, ecco

"Ho sentito dentro di me come un fuoco

che mi bruciava le ossa.

Ho cercato di contenerlo, ma non ci sono riuscito". (Ger 20,8s)

 

Noi preti abbiamo ormai paura di parlare chiaro, tanto nessuno ci ascolta più, anzi ci deridono. Le nostre prediche menano il can per l'aia; la gente ci obbliga a parlare con garbo, con la caramellina in bocca, e pochino ... perché tutti hanno cose più importanti da fare, guardare, ... come un'importante partita di calcio, o Formula 1, o la gita, la pesca, la caccia, ecc, ecc. - E il Paradiso?

Tanto Gesù chiude un occhio! Ci penseremo alla fine!

Proprio no: ci offende e ci dà del Satana, a ciascuno di noi. Ma come, non siamo venuti ad ascoltare la Messa? Per quanto riguarda la comunione, beh ... parecchi scappano a tempo (magari lasciando sbattere la porta!). E' come dire: andiamo alle nozze di un amico, ma scappiamo via alla chetichella al momento del banchetto!

Ci pensa Paolo a rincarare la dose di Cristo:

" Dio ha manifestato in Gesù il proprio amore per noi?

Bene, ora tocca a noi: offriamo NOI STESSI a Dio in sacrificio vivente, a LUI in PERSONA. Lo gradirà. ... Lasciatevi trasformare da Dio con un completo mutamento della nostra mente. Sarete così capaci di comprendere qual'è la volontà di Dio, vale a dire quel che è buono, a Lui gradito, perfetto in vista del suo Regno" (Rm 12,1s).

Non freniamo Cristo. Non serve. C'è in pallio non una coppa o uno stendardo, ma niente meno che il REGNO DI VITA ETERNA!

il PARADISO


 Clicca qui per andare all'INDICE di questo Tema: Storie di donne e uomini



Ultima modifica Venerdì 09 Settembre 2011 10:45
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

Altro in questa categoria: « José Comblin Deserto »

Iscriviti alla Newsletter per ricevere i nostri "Percorsi Tematici" e restare aggiornato sui migliori contenuti del nostro sito