Mercoledì, 20 Novembre 2019
Visualizza articoli per tag: Problematiche Giovanili, giovani
Martedì 07 Dicembre 2010 16:13

Autogestione, sistema di proteste da rivedere

Il dibattito sulle proposte di riforma del sistema scolastico e i tagli previsti per il sistema istruzione sta assumendo toni e modi sempre più accesi e dimensioni sempre più ampie. La più diffusa forma di protesta all'interno degli edifici scolastici sembra essere la c.d. "autogestione", modello operativo non previsto da alcuna normativa ma ormai considerato da studenti e scuole come efficace forma di critica "possibile" e "lecita".

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Giovedì 18 Novembre 2010 08:26

Violenza e Bullismo

I media sempre più spesso raccontano episodi di violenze i cui autori sono ragazzi, anche minori. In particolare preoccupa il fenomeno del bullismo di fronte al quale genitori ed insegnanti hanno il dovere di intervenire. Ma l'azione non puo essere solo repressiva. Bisogna preventivamente educare i ragazzi ai sentimenti e alle emozioni.

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Mercoledì 13 Ottobre 2010 17:59

Il volto della globalizzazione

Tutti ricordano la città di Roma, nell’agosto del 2000, invasa da 2 milioni di giovani. Ma siamo ancora lontani da una globalizzazione intesa come solidarietà per l’altro. Pensiamo a Rosarno. La città, immersa nella calura d'agosto, sembrava abitata solo da giovani, per le strade non c'erano macchine e ovunque si incontravano le bandiere di tutti i Paesi del mondo.

 

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Lunedì 13 Settembre 2010 09:20

Il vuoto di una generazione

Famiglia oggi, 6(2008):70-71

Il vuoto di una generazione

Beppe Del Colle

Un tempo la cosiddetta "paghetta" conteneva un principio: a un figlio che si comportava bene i genitori donavano anche un compenso materiale che poi il ragazzo integrava con dei lavoretti. Oggi i bisogni di consumo dei giovani sono enormi e lo spirito di sacrifìcio per rinunciarvi è quasi inesistente.

Ci sono spettacoli quotidiani che una persona anziana non è in grado di accettare facilmente, anche se in essi non c'è nulla di men che lecito, e anche se i loro protagonisti non sentono nessun bisogno di spiegarli a qualcuno. Uno di quegli spettacoli lo abbiamo personalmente sotto gli occhi tutti i giorni, nei mesi di funzionamento delle scuole: i ragazzi di un famoso ginnasio-liceo, maschi e femmine fra i quindici e diciotto-diciannove anni, che escono dal loro istituto con gli zainetti a spalle ed entrambe le mani impegnate a usare telefonini e accendini, o pacchetti di sigarette.

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Giovedì 12 Maggio 2005 10:03

Ma cosa vogliono da me?

Una parte importante del problema è proprio rappresentata dall’incapacità dell’insegnante di presentarsi sotto un triplice aspetto: quello di docente, messo lì da un’istituzione, con lo scopo di gestire un gruppo classe; quello di esperto, definito dalla sua esperienza di studio, con lo scopo di fornire un’istruzione specifica; quello di adulto, riconosciuto dall’anagrafe e dallo stato dei capelli, con lo scopo di far crescere delle persone.

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