Sabato, 21 Ottobre 2017
Martedì 01 Marzo 2005 12:48

I giovani chiedono coerenza

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Formare le coscienze non è impresa di poco conto. Lo sanno molto 
bene gli educatori e i genitori che sono alle prese con adolescenti da 
orientare nella vita sociale e con giovani che sono alla ricerca di
 forti motivazioni esistenziali.

 

La crisi delle ideologie ha messo in difficoltà non solo il sistema
di valori pre-esistente ma anche il modo di educare. Sino al
Sessantotto vi erano pochi dubbi relativi all'importante ruolo delle
istituzioni che dettavano di fatto i comportamenti. Ma l'adesione a
 tali dettami, spesso solo formale, si è incrinata anche per l'ipocrisia
di chi parlava in un modo e viveva in un altro. Per primi i giovani
hanno cominciato a smantellare le costruzioni imposte. Una fra tutte,
il servizio militare. Molti diciotto-ventenni, infatti, hanno avuto il 
coraggio di opporsi proprio per non tradire la coscienza e hanno
affrontato il difficile cammino del riconoscimento del servizio civile.

Tutte le discipline umanistiche del sapere sono coinvolte nella
riflessione sulla formazione ai valori, alla distinzione del bene e del
male, alla nascita della coscienza fin dall'infanzia. Noi abbiamo
interpellato soprattutto psicologi, pedagogisti, sociologi, teologi,
filosofi. Dalle loro argomentazioni possiamo desumere che sentirsi
 soggetto delle proprie azioni, anche di quelle riprovevoli, richiede
autostima e fiducia verso l'adulto accompagnatore.

Per lungo tempo, formare le coscienze era considerato compito
proprio ed essenziale della famiglia, innanzitutto, poi della scuola e
della società.

Ma se esse non sono portatrici di valori sostenibili, formare le
coscienze non rischia di essere una violazione delle stesse? Un
dibattito rimasto insoluto e spesso dimenticato.

Noi lo abbiamo collocato al centro dell'attenzione per ipotizzare un
cammino - o meglio un processo - che tenga conto dell'importanza della
coscienza nella vita civile, sociale, politica, religiosa. Tutto ciò 
che mette in relazione all'altro richiede un atteggiamento rispettoso 
del suo valore personale, del suo credo, della sua concezione della
 vita. Tuttavia, tale atteggiamento si basa sulla convinzione che le 
regole della convivenza vanno rispettate coscienziosamente per non 
ledere i diritti degli altri, ma nemmeno i propri. Le giovani
 generazioni chiedono agli adulti che siano coerenti, denuncino le
ingiustizie, non ricorrano a compromessi ingiustificati, governino
senza menzogne. Non possiamo deluderle.

 

La Direzione (www.famigliaoggi.it)

(editoriale di "Famiglia Oggi" n° 6-7 /2002)

Ultima modifica Lunedì 02 Dicembre 2013 08:13

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