Venerdì, 15 Dicembre 2017
Martedì 01 Marzo 2005 14:09

Una generazione che non ha più rotte, ma sprofonda nel presente

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Una generazione che non ha più rotte, ma sprofonda nel presente

Eppure i giovani in carne ed ossa riservano pure sorprese, confortanti, per fortuna

Inchiesta Censis su panorama giovanile nei pressi dell’esperienza religiosa e non solo

Davvero non si sa più come fare a
riflettere sulla realtà giovanile. A tu per tu, si scoprono storie,
vicende, esperienze…che stupiscono in positivo ed in negativo. Sono
giovani in carne ed ossa, che non si possono scansare facilmente. Poi
però si deve fare i conti con gli osservatori che scrutano il
"fenomeno". In particolare con le inchieste, che tentano di fotografare
un mondo molto sfaccettato. Quello dei giovani appunto. Che presi
insieme e interrogati con calma, forniscono un quadro magari diverso,
almeno nelle linee generali. Anche se ci si deve ricordare che non
esistono i giovani in generale, ma volti concretissimi, unici,
irripetibili….In ogni modo bisogna riflettere, stando su entrambi i
binari. Allora si scopre che c’è un "ventre molle" nel panorama
giovanile che forse solo le inchieste possono portare alla ribalta. E
sì, perché lo fanno notizia i milioni alla GMG attorno al Papa in quel
di Tor Vergata per il Giubileo, le centinaia di migliaia ai "G8 alla
rovescia" di Torino proposto dal Sermig…magari riescono a imporsi
all’attenzione tra i girotondi, nei cortei sindacali, nelle
manifestazioni anti-qualcosa.

Poi però per sentire il polso delle nuove
generazioni ci si deve rifare ai sondaggi del Censis, come ultimo
illustrato e dibattuto a Roma, a metà novembre, al Convegno CEI su
"Parabole medianiche", anche per fronteggiare la portata mass-mediale
di messaggi, coinvolgimenti, modelli, idee…in cui si è tutti
avviluppati. L’identikit non è del tutto a sorpresa, ma con
qualche chiaro-scuro inedito. In particolare con una tendenza alla
deriva nell’area di Nord-Est dell’Italia (sempre molto lunga ed ora
anche molto larga), con qualche sussulto interessante nel nostro
Nord-Ovest, con taluni indicatori non deludenti al Sud. Giovani
schiacciati sul presente, un po’ senza memoria e senza radici, in
braccio al fluttuante mare delle emozioni e dei sentimenti, del piccolo
cabotaggio di soddisfazioni alla portata (quasi attorno al ricorrente
caminetto…), dell’appartenenza aggregativa (anche religiosa) che non
incide più di tanto. Giovani che non hanno rotte di grandi
progettualità, senza coinvolgimenti forti sulle frontiere sociali,
ideali (o ideologiche), globali o terzomondiali…Eppure sembra abbiano
nostalgia di qualche "supplemento d’anima". Infatti Siddharta, Cuore, Bibbia da
una parte, come testi che esercitano un discreto fascino per poco più
che la metà almeno delle nuove generazioni (il 44% ha un rapporto
assolutamente marginale con i libri), e Rita Levi Montalcini, Madre
Teresa di Calcutta, Karol Wojtyla dall’altra parte, come figure di
riferimento per una porzione comunque minoritaria sempre dei giovani
d’oggi. E poi enormi spazi vuoti o colmati un po’ a vanvera: un 70% di
ragazzi e ragazze (15-30 anni) che non sanno indicare un personaggio a
cui rifarsi per un progetto di vita; un tempo libero consumato in
larghissima misura a "stare con gli amici" (97,4%), a guardare TV
(93,5%), ad ascoltare musica (91,9%), a stare al telefono (87,1%), a
fare gite (89%), a fare shopping (86,4%). Ma anche un rilievo
fortissimo assegnato ai sentimenti, alle emozioni, alla tensione
romantica (con definizioni ideali sull’amore, sull’amicizia, sulla
fedeltà, sulla sincerità miscelate a sensi di paura, di ansia, di
inquietudine rispetto alla malattia, alla morte, al dolore, ove è
evidente che mette angoscia più la possibilità di ammalarsi che
l’eventualità di un conflitto armato).

Insomma un profilo generazionale tutto da vagliare,
quello che è emerso dall’inchiesta (su una campione di mille giovani),
che Elisa Manna del Censis ha presentato parlando di una generazione
"senza padri né maestri", con i ponti tagliati rispetto al passato e
con una polverizzazione di interessi e di rotte in vista del domani.
"Si va avanti nella vita, ma non si conosce la direzione", ha aggiunto
Giuseppe De Rita. E si è evocata la figura di Enea che attraversa il
Mediterraneo con il padre Anchise sulle spalle ed il figlio Astianatte
in braccio, memoria e futuro da ricomporre, insomma. Mentre prevale il
presente rimescolato in mille flussi, assorbito in dosi massicce ed
esclusive. Francesco Casetti, pro-redattore dell’Università Cattolica,
ha rilanciato invece il volto di Abramo che ha la memoria dentro di sé
ma è capace di fare uno straordinario "trekking" nell’attraversare i
deserti, proiettato su un domani che è il suo obiettivo prioritario,
una buona dose di rischio di avventura.

UNA DOMANDA INEVITABILE

Che fare? A questo punto è la domanda
inevitabile. Con termini suggestivi ma anche raffinati è stata posta
l’alternativa: "Stare dentro questi flussi contraddittori" oppure
"tornare alle radici sul territorio"? Anzi, riferendosi al marcato
"deserto" del Nordest italiano (sotto media in tutti gli indicatori
dell’inchiesta, per avere appigli di speranza) Giuseppe De Rita ha
lanciato un allarme, anche per quella porzione di giovani che vivono
appartenenze religiose abbastanza forti, ma non sono in grado di dare
un profilo alla vita complessivamente. Cero, non tutto si gioca sui
mass-media. Ma c’è da riflettere senza scampo. Magari dando la parola
ai giovani stessi (che al Convegno non erano numerosi e non hanno
potuto comunque interloquire) e che potrebbero – traslando l’input del
sociologo Zigmunt Barman – diventare da "oggetti di studio" a
"protagonisti di riscatto". Mettendo in campo pure domande implicite o
provocatorie, che andrebbero approfondite guardandosi in faccia,
schiettamente. Personalmente, mi è capitato, la sera stessa a Roma dopo
aver ascoltato le cifre e le diagnosi dell’inchiesta Censis, di
incontrare, in pizzeria, tra amici di amici, una ragazza 21enne appena
rientrata da 36 giorni di percorso a piedi sul "Camino de Santiago", da
Roncisvalle in Galizia, protagonista di un’esperienza unica, da
segnalare in profondità.

Ecco, i giovani in carne ed ossa sono anche questi.

Don Corrado Avagnina

Ultima modifica Domenica 08 Maggio 2005 18:50

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