Giovedì, 19 Ottobre 2017
Martedì 01 Marzo 2005 15:50

Educatori Autorevoli Parte 1-3

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Educatori autorevoli

· L’autorità
è un valore, a patto che lasci uno spazio di libertà a chi è in
situazione educativa per permettergli di prendere decisioni personali e
di crescere anche attraverso i propri errori

· L’educazione è permanente e riguarda anche l’educatore

· Per la qualità dell’autorità, fondamentale è la qualità di che la esercita, la sua passione educativa

· Un modello educativo che ha valore a tutti i livelli, anche ecclesiale.

Prima parte

L'esercizio di una autorità da parte
degli educatori nei contesti familiari, scolastici ed extrascolastici,
costituisce una dimensione fondamentale dello stesso percorso formativo
se si considera che l'autorità richiama il concetto di disciplina, di
ubbidienza, di ordine. L'educazione è proprio il realizzarsi di un
ordine interiore nell'ambito di appartenenza ad un gruppo, alla
cultura, ai valori ed alle regole che contraddistinguono questa stessa
comunità o che sono veicolati dalle persone con cui i giovani entrano
in relazioni significative.

L'autorità è un valore?

Nella riflessione pedagogica, si è
passati dalla considerazione di un'autorità disciplinare basata sul
potere, sull'obbedienza acritica, sulla forza, ad una riflessione sulla
necessità di una autorità che aiuti la persona ad un crescente
miglioramento interiore, ad una sempre più consapevole presa di
coscienza di sé unita al riconoscimento dell'altro in quanto tale, come
persona libera ed attiva. In questo senso si può distinguere una dimensione formale o oggettiva del rispetto dell'autorità, da una dimensione soggettiva che è caratterizzata da una interiorizzazione delle norme, in riferimento ad un processo educativo che ha ben chiare le finalità verso cui tendere.

L'autorità, infatti, assume il carattere di un valore indiscutibileper il perseguimento di finalità educative che devono essere ben chiare
agli educatori, se si vuole evitare il rischio di cadere nell'esercizio
dell'arbitrio, nella occasionalità delle regole, nella mancanza di
coerenza e di testimonianza di rispetto di quelle stesse regole che si
propongono ai giovani in situazione educativa. Se il naturale desiderio
di conoscere, di esplorare la realtà nella quale ci si trova immersi,
può animare i giovani verso un rifiuto dell'autorità, è importante
considerare che i genitori e gli educatori hanno il compito di far
maturare e di orientare la volontà dei figli-allievi proponendo
un'autorità disciplinare che si esplichi attraverso una serie di
stimoli/controlli coerenti da far interiorizzare, così che diventino
patrimonio stabile della personalità in formazione, dimensione profonda
dell’intero percorso educativo.

Il faticoso processo di crescita che caratterizza
l'educazione non può tuttavia avvenire in un unico ambiente, secondo un
ordine precostituito, per quanto esemplare possa essere: il soggetto in crescita deve sempre poter prendere delle decisioni personalie occorre riconoscere che anche i fallimenti sono parte integrante ed
inevitabile dello sviluppo, per questo è necessario lasciare ai giovani
spazi di libertà nei quali possano prendere decisioni personali e
provare soddisfazione dei successi raggiunti con le proprie forze, o,
al contrario, essere sollecitati a rivedere le posizioni assunte.

Anche un bambino è in grado di comprendere e di fare
appello alla normatività poiché non è caratterizzato solo dagli
istinti. Ha bisogno di comprendere le regole e di interiorizzarle per
poterle riconoscere. "Il bambino non è un estraneo che l’adulto possa considerare solo esteriormente, con criteri oggettivi " (Montessori).Anche gli errori che questi compie possono essere considerati come
tappe sulle vie della maturità e non come mancanze degne di castigo; il
compito dell'educazione in questa prospettiva è molto più arduo di
quella educazione che vuole limitarsi a ordinare e vietare, a premiare
e castigare, senza preoccuparsi di rendere fruttuosi anche gli errori.

Maria Luisa De Natale

Dipartimento di Pedagogia

Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano

Da "Famiglia domani" 1/2001

Ultima modifica Giovedì 12 Maggio 2005 10:16

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