Martedì, 12 Dicembre 2017
Martedì 01 Marzo 2005 15:53

Educatori Autorevoli Parte 2-3

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Educatori autorevoli

· L’autorità
è un valore, a patto che lasci uno spazio di libertà a chi è in
situazione educativa per permettergli di prendere decisioni personali e
di crescere anche attraverso i propri errori

· L’educazione è permanente e riguarda anche l’educatore

· Per la qualità dell’autorità, fondamentale è la qualità di che la esercita, la sua passione educativa

· Un modello educativo che ha valore a tutti i livelli, anche ecclesiale.

Seconda parte

L'autorità e la disciplina

In
una prospettiva pedagogicamente inaccettabile, l'autorità veniva
esercitata attraverso il potere, affinché fosse riconosciuta. Tale
potere risiedeva nella forza di farsi ubbidire. Ciò costituiva una
inevitabile limitazione della libertà del soggetto educando e dei suoi
diritti, l'uso dell'autorità come imposizione, infatti, fa sì che l'altro si senta privato della propria libertà e l'imporre un comportamento o una cosa con minacce e castighi è il modo più sicuro per indurre ad odiarla.

L'autorità, invece, deve essere innanzi tutto una autorità morale,
riconosciuta, una autorità che si fonda sull'amore, sul rispetto dei
diritti dell'altro, e non sulla forza. L'autorità disciplinare è tale
solo se il figlio-educando riesce a sentire come un bene l'ordine che
gli è impartito. Il dover ricorrere in continuazione ai castighi, alle
grida, significa dover riconoscere la propria incapacità di educatore e
dover interrogarsi fino a che punto sia lecito ammonire, consigliare,
minacciare, punire, premiare.

Se l’autorità vuole proporre una legge di vita, e non solo un arbitrio di comoda necessità in situazione particolare, questa legge di vita si genera nella coscienza dell'adulto e dei giovani,
e viene sollecitata dal rispetto che il soggetto in formazione "sente"
nei confronti dei suoi educatori, da quell’amore pedagogico che unisce
in una relazione educativa e che trova il suo fondamento nei comuni
valori che sono proposti e testimoniati quotidianamente. In questo
senso anche gli adulti devono continuamente rivedere i propri comportamenti, considerarsi soggetti in educazione continua essi stessi,
per alimentare il senso del proprio impegno educativo e per rinnovare
costantemente la presa di coscienza critica delle proprie
responsabilità.

L'autorità degli educatori si esprime attraverso
tutta l'energia personale che li caratterizza. Molto opportunamente lo
Schneider, uno studioso tedesco, ha distinto tra l'energia relativa
alle cose, cioè agli ostacoli materiali che possono frapporsi in un
progetto educativo, e l'energia relativa alle opposizioni personali,
alle volontà contrarie, ai dispetti, alle beffe, alle preghiere o alle
lusinghe di altri che ostacolano un chiaro progetto educativo. L’autorità
che l'educatore esprime non può e non deve richiedere sottomissione, ma
deve prospettare orizzonti di libertà e di autorealizzazione
responsabilmente perseguita
. In
questo senso l'autorità deve essere essenzialmente una qualità
dell’animo degli adulti, una autorità morale, fondata sul dovere che
l'adulto ha di rispettare la libertà dei giovani e la loro dignità
personale.


Maria Luisa De Natale

Dipartimento di Pedagogia

Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano

Da "Famiglia domani" 1/2001

Ultima modifica Giovedì 12 Maggio 2005 10:21

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