Lunedì, 26 Giugno 2017
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Bernardo, "nulla anteponendo all'amore di Cristo", si è inserito con fedeltà dinamica in quella ininterrotta tradizione che ha collaudato la nobiltà, la bellezza, la fecondità della spiritualità benedettina.

Basta essere attenti alla realtà quotidiana di molti Paesi e popoli. Come insegna la saggezza africana, "anche se la notte è lunga, il giorno arriva sempre". E, anche se immerso nelle tenebre, il nostro mondo trova la sua luce nella presenza e nella vita di tante persone che parlano di Dio con una voce più forte del rumore dei cannoni e dell'arroganza dei ricchi.

Il suo esiguo corpus letterario, di squisita sensibilità poetica, ci sembra unire la devozione delle prime generazioni cistercensi alla teologia tradizionale. 

Riguardo all'autore stesso, Bernardo, come tutti i monaci del suo tempo, è molto riservato nel parlare di proprie esperienze spirituali. Anzi ricorre alla Sacra Scrittura per interpretarle.

Il mondo che c'era durante il Concilio oggi non c'è più. Ma la meravigliosa è questa: le indicazioni del concilio continuano a rimanere valide. Riflessione di p. Sorge su i 50 anni dal Vaticano II.

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