Mercoledì, 04 Agosto 2021
Giovedì 17 Dicembre 2020 10:08

Donne e sacerdozio. Un problema sociale (Vladimir Zelinskij) In evidenza

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Quando il clima civile della società lancerà una sfida simile – la sfida del servizio femminile istituzionale nella Chiesa – quest’ultima comincerà a cercare la risposta. Il processo è già in corso, ma di sicuro non sarà veloce.

Una volta un teologo torinese, don Alberto Piola, dopo una conferenza mi ha regalato il suo enorme volume Donna e sacerdozio. Indagine storico-teologica degli aspetti antropologici dell’ordinazione delle donne. Don Piola con grande impegno ha letto e studiato la storia del problema dall’epoca antica fino all’Enciclica di Giovanni Paolo II Ordinatio sacerdotalis, passando per i padri della Chiesa, per San Tommaso, i teologi moderni ed il dibattito del Concilio Vaticano II. È chiaro che una ricerca così vasta, profonda e faticosa non avrebbe potuto essere effettuata senza la sfida della società moderna, liberale, in cui i diritti umani sfociano naturalmente nei diritti specifici delle donne in ambito religioso. I problemi non nascono dal nulla, prima dovrebbe esserci una richiesta sociale, una challenge – la sfida –, nella terminologia del filosofo inglese Arnold Toynbee, che poi riceve la sua response: la risposta.

Per quanto riguarda un problema quale “le donne e la Chiesa ortodossa” la challenge non c’è. Non c’è per ora. Dogmaticamente, le poche persone che pensano su questo argomento ammettono che sarebbe difficile trovare le obiezioni principali e teologicamente valide contro il sacerdozio femminile, ma per ora non c’è un motivo proprio per cercarle. Prima di tutto perché le donne stesse non le cercano. Proprio loro non vogliono vedere una sacerdotessa nell’altare. Si può immaginare che se un giorno un Patriarca qualsiasi con il suo Sinodo introducesse il sacerdozio femminile, (anche solo facoltativo, non obbligatorio), si possa ritenere che non meno dell’80% delle donne lascerebbe subito questa Chiesа eretica e modernista. La forza dell’Ortodossia – che a volte può rivelarsi come debolezza ed anche come sua attrazione e che può provocare anche antipatia – si trova proprio nella sacralità della Tradizione.

Nell’Occidente, anche cattolico, la Tradizione è spesso rivista, criticata o, almeno, riflettuta sempre di nuovo. Nell’Oriente cristiano, non soltanto ortodosso (precalcedoniano, monofisita, ecc.) la Tradizione rimane una zarina con un potere assoluto – che in teoria potrebbe essere contestato da un’espressione più alta della stessa Tradizione: il Concilio Panortodosso. Sarebbe molto difficile, quasi impossibile, convocarlo nella situazione attuale, tenendo conto del quasi fallimento del Concilio di Creta nel 2016, non riconosciuto da quattro Chiese ortodosse (tra cui la Chiesa Russa). Anche nel caso che un Concilio del genere possa essere convocato e votasse in favore dell’ordinazione delle donne, una tale decisione non sarà recepita dalla maggioranza delle Chiese, diocesi, parrocchie ortodosse. Il risultato sarebbe un altro scisma – cosa che nessuno vuole. La Tradizione non è soltanto una zarina, ma anche una madre di famiglia, che va difesa per non diventare matrigna cattiva.

La Chiesa ortodossa rifiuta la differenza nella dignità sociale ed ontologica tra uomo e donna, ma crede che le vocazioni femminili ecclesiali non includano il sacerdozio istituzionale. Esisteva, però, nella Tradizione più antica il servizio femminile diaconale con l’ordinazione sacramentale. Il diaconato femminile potrebbe diventare complementare al servizio maschile nella Chiesa, tenendo conto che non c’è nessun divieto o impedimento dogmatico alle funzioni varie nella Chiesa (come l’aiuto psicologico alle donne nella difficoltà, il lavoro catechetico con adulti e bambini, le funzioni amministrative e così via), ma anche questa soglia sarebbe molto difficile da varcare. Prima della Chiesa la società deve cambiare:e dopo centinaia di anni del dominio musulmano ed autoritario oppure dopo decine di anni di regimi totalitari deve imparare a “respirare con i due polmoni” l’aria della libertà. Quando il clima civile della società lancerà una sfida simile – la challenge del servizio femminile istituzionale nella Chiesa – quest’ultima comincerà a cercare la risposta. Il processo è già in corso, ma di sicuro non sarà veloce.

Vladimir Zelinskij

 

Ultima modifica Giovedì 17 Dicembre 2020 11:16
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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