Lunedì, 17 Maggio 2021
Mercoledì 24 Marzo 2021 15:23

LA MORTE DI GIOVANNI IL BATTISTA - Parte 2a In evidenza

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di Dario Vota

DEI VANGELI

 

QUALE NUCLEO STORICO?

Anche se il racconto di Mc 6,14-29, ripreso in forma un po' più breve da Mt 14,1-12, ha – come si è già osservato – il taglio di una narrazione di gusto popolare, una sua analisi che vada al di là di certi aspetti fiabeschi individua alcuni elementi che possono di per sé costituire un nucleo storicamente attendibile. La narrazione evangelica fa emergere la seguente successione di fatti:

• unione di Antipa ed Erodiade – critica di Giovanni – odio di Erodiade per il Battista – imprigionamento di Giovanni – sua uccisione in carcere.

La motivazione è chiara: secondo i Vangeli, Giovanni è stato imprigionato e poi giustiziato perché ha osato denunciare pubblicamente l'unione illecita di Antipa con Erodiade.

Difficile invece inquadrare questi fatti entro coordinate temporali un po' precise, per definire una data della morte del Battista: non sappiamo a quando risalga l'unione di Antipa ed Erodiade né quanto tempo sia trascorso tra questa e l'imprigionamento di Giovanni né quanto sia durata la prigionia di questo. L'unico aggancio cronologico offerto dai Vangeli sta nel fatto che Giovanni viene ucciso quando Gesù sta iniziando la sua vita pubblica. Ora, se la data più accolta tra gli studiosi per la morte di Gesù è il 7 aprile dell'anno 30, e se si accoglie l'indicazione di Lc 3,1 sull'inizio dell'attività pubblica del Battista (nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare" = anno 28, essendo Tiberio divenuto imperatore nel 14), l'uccisione di Giovanni è verosimilmente da porre in un qualche momento nel corso dell'anno 29.

 

DI GIUSEPPE FLAVIO

Quello dello storico ebreo è un racconto retrospettivo per spiegare il motivo dell'opinione, che si era diffusa tra alcuni giudei, secondo cui la disfatta dell'esercito di Antipa nella guerra contro Areta IV re di Petra era la punizione divina per l'uccisione del Battista (nessun accenno alle critiche di Giovanni all'unione di Antipa ed Erodiade).

La narrazione fa emergere la seguente successione di fatti:

- Unione di Antipa ed Erodiade

– fuga di Fasaelis a Macheronte e poi in Arabia

– guerra tra Areta e Antipa

– sconfitta di Antipa

– invio di Vitellio

– per alcuni: sconfitta di Antipa = punizione divina per l'uccisione di Giovanni

– racconto retrospettivo su Giovanni: sua predicazione e attività battesimale, ammirazione di molti, sospetti di Antipa sul rischio di sedizione, imprigionamento a Macheronte, uccisione.

La guerra, secondo Giuseppe Flavio, aveva la sua causa iniziale nell'allontanamento della figlia di Areta; ma questo fu solo un motivo alla lontana, in realtà accentuato da un contrasto sul confine dei due stati, che poi degenerò in ostilità e in un conflitto armato.

Non c'è però alcuna indicazione sul tempo trascorso tra il distacco da Antipa della principessa nabatea e l'inizio della guerra; Giuseppe lo comprime nella sua narrazione come se fossero due fatti vicini, ma è più verosimile che il periodo di tensione poi sfociato nello scontro armato sia stato abbastanza lungo. Cosa che vale anche per il tempo trascorso tra l'uccisione del Battista e la sconfitta delle truppe di Antipa che alcuni interpretarono come punizione divina. E questo per due motivi: perché a Giuseppe interessava collegare questi due ultimi fatti per spiegare l'origine di quell'opinione sorta tra alcuni giudei senza entrare nel dettaglio cronologico delle vicende, e perché tra quei fatti potevano essere trascorsi anche diversi anni senza invalidare quell'opinione (era pensiero diffuso tra i pii ebrei che "il mulino di Dio macina lentamente").

L'unico aggancio cronologico un po' preciso fornito da questo racconto è l'intervento di L. Vitellio, governatore della Siria, a cui l'imperatore Tiberio ordinò di attaccare Areta e di catturarlo. Il fatto va datato tra la fine dell'anno 36 e l'inizio del 37.

Infatti Vitellio fu nominato proconsole in Siria nel 35 e dovette per prima cosa impegnarsi nella difficile gestione di una situazione di crisi ai confini con il regno dei Parti (che risolse sia con un'avanzata militare che con trattative diplomatiche); poi si portò Gerusalemme, dove prese delle iniziative concilianti verso i Giudei in una situazione di tensione dovuta alle dure misure di governo del prefetto Ponzio Pilato (che Vitellio destituì dalla carica) e poi si preparò a muoversi contro Areta ma l'avanzata militare si concluse quasi subito, nella primavera del 37, non appena giunse la notizia della morte di Tiberio (avvenuta il 16 marzo 37).

Giuseppe Flavio non dà alcuna indicazione temporale sulla predicazione del Battista, non spiega a quando risalga l'unione di Antipa ed Erodiade e non indica quanto tempo prima della sconfitta subita da Antipa ad opera di Areta sia stato ucciso Giovanni; ma non c'è problema a ipotizzare che tra questi due ultimi fatti siano trascorsi diversi anni. Datare la morte di Giovanni al 29, cioè 7 anni prima della disfatta militare di Antipa, è una possibilità a cui nulla osta nel racconto di Giuseppe Flavio e si concilierebbe con le notizie dei Vangeli sull'uccisione del Battista durante la (o nei primi tempi della) vita pubblica di Gesù.

 

 

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Ultima modifica Sabato 27 Marzo 2021 15:41
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini