Sabato, 25 Settembre 2021
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SIETE UNA FAMIGLIA NAVIGATA?

UN TEST PER SCOPRIRLO

Com'è il vostro rapporto con Internet? In altri termini: siete una famiglia navigata? Partecipate al test elaborato per "Noi Genitori & Figli" da Neurisko.

Tuo figlio deve fare una ricerca e ti chiede di poter navigare su Internet. Come ti comporti?

a) Mi «chiede»? Mio figlio ha il Pc collegato in camera sua e fa quello che gli pare.

b) Non mi fido: la faccio io al posto suo.

c) Sto accanto a lui dicendogli che la sua ricerca interessa pure a me.

d) Ohibò, se mi chiede di navigare lo porto alla Canottieri.

Hai dieci minuti liberi, sei su Google con la possibilità di condurre una ricerca a piacere. Quale nome batti, d'istinto?

a) Il mio.

b) Qualcosa di bello, poetico, sincero. Ad esempio amore, cuore, dolore, amicizia...

c) Se ho appena dieci minuti, un termine molto preciso a cui non possano corrispondere troppe segnalazioni, ad esempio "Florentia Viola" o "Viola Club"...

d) Google? Che cos'è 'sto Google, un rigurgito?

Tuo figlio di 12 anni chiede di poter avere una casella di posta elettronica tutta per sé con password segreta. Che fai?

a) Ce l'ha già.

b) Mi domando dove ho sbagliato e chiedo consiglio alla psicologa dell'Asl.

c) Mi chiedo perché la desidera; e gli propongo una casella tutta sua ma con la password scelta insieme.

d) Posta elettronica? E quanto mi costa in francobolli?

RISULTATI

Prevalenza di (a): bucaniere

Sei più che un semplice navigatore. Sei un autentico pirata, emulo di sir Francis Drake e di Pietro l'Olonese.

Icona: la Jolly Roger (la bandiera pirata).

Prevalenza di (b): marinaio d'acqua dolce

Fai tenerezza. Urge corso accelerato di navigazione. AI limite, un gruppo di auto­aiuto per genitori webbizzati.

Icona: un pedalò.

Prevalenza di (c): grand'ammiraglio

Bravo! Sei un navigatore consapevole e responsabile.

Icona: la nave-scuola Amerigo Vespucci.

Prevalenza di (d): terricolo.

Irrecuperabile. Unica soluzione: affidate i vostri figli a un Web-sitter competente e moralmente testato.

Icona: uno scarpone.

di Umberto Folena

Sabato 30 Aprile 2005 21:19

UNA STORIA TUTTA DISCREZIONE

UNA STORIA TUTTA DISCREZIONE

 

Spesso un rapporto di coppia si infrange perché, nella ricerca della gioia e della fedeltà, scambiamo le virtù del partner con la proiezione delle nostre necessità. Ma un rapporto ha la possibilità di durare solo se su di esso siamo disposti ad interrogarci senza infingimenti. E se abbiamo la volontà di migliorarci.

 

«L'amore, che è un fanciullo, si ostina a volere ciò che gli viene vietato». (P. Duryer)

 

Ci sono delle prerogative, che si rivestono della qualifica di attributi caratterizzanti, che fanno la differenza tra un matrimonio e una qualunque altra relazione di coppia. Se dovessimo prendere in esame tutti i tipi di vincoli che hanno legami con la nostra esperienza, scopriremmo che alcuni di questi sono sostenuti da una naturale attrazione; altri sono legami tenuti in trazione da una forza di repulsione. Così noi, riferendoci ad una condotta che ha come polarità estreme l'amore e l'odio, parliamo di fiducia, abbandono, confidenza, familiarità, condivisione, stima, complicità, attrazione, erotismo, competizione, interesse, diffidenza, timore, dubbio, sospetto, circospezione e, a seconda delle circostanze, diamo una particolare coloritura e identifichiamo il tipo di relazione. Ma il matrimonio ha una vastità che non può essere contenuta in queste categorie, anche se, paradossalmente, i parametri entro i quali le doti che stanno alla base della relazione si stemperano sono soltanto due. La loro presenza nella quotidianità è tanto discreta da non far rumore, ma è tanto essenziale che, anche per un osservatore distratto, sarebbe fin troppo facile avvertirne la mancanza. Sto parlando della gioia e della fedeltà.

La fabbrica dei sogni

II mondo fragoroso che ci siamo costruiti con la nostra modernità, fa di tutto per abituarci ad un abbattimento della soglia dello stupore. Le novità più sconvolgenti che ci raggiungono in tempo reale da ogni parte del pianeta, le invenzioni e le scoperte che cantano l'incontenibile creatività dell'uomo, il sovvertimento dei costumi e delle abitudini che spazzano, come un uragano, usanze e tradizioni consolidate nei secoli, alzano dei giganteschi polveroni nei quali la sola cosa che sopravvive è l'eco del rumore. Anche il nostro linguaggio si è evoluto: ormai noi facciamo uso solo di assoluti o di superlativi. Forse è per questo che, nelle relazioni, una volta constatata la perdita di senso per la protezione della verginità, si assiste ad un progressivo anticiparsi dell'iniziazione sessuale senza che una adeguata preparazione affettiva - e non un deterrente! - garantisca una felicità capace di sfidare la difficoltà delle prove. Al primo incontro che ci coinvolge si dà sempre tutto, al massimo delle nostre potenzialità, per la paura che una simile, preziosa occasione possa non ripresentarsi. Le storie, allora, al pari delle grandi passioni, si riducono al rango di quegli appartamenti che per mascherare la mediocrità dei loro interni, espongono nell'ingresso ogni sorta di lusso e di richiamo.

Le trame che portano al matrimonio iniziano con momenti singolari la cui caratteristica è legata alla curiosità della scoperta. La gioia arriva quasi subito e va di pari passo con l'entusiasmo. Come accade per tutte le cose preziose, si dovrebbe capire ben presto che una simile fortuna ha bisogno di essere dosata, vissuta e protetta senza soffermarsi agli aspetti superficiali e consumistici. Ma la scoperta dell'altro è talmente ricca e copiosa di novità che non giunge mai ad esaurire la nostra curiosità. Qui i sogni conoscono il primo impatto con la delusione. C'è una frase che, più di altre, viene ripetuta con una certa passionalità: «II mio partner ha tutte le qualità!»... e la risposta più opportuna a tanta magniloquenza potrebbe essere questa: «Non l'hai guardato bene e per questo scambi le sue virtù con la proiezione delle tue necessità!» In questo caso, sono i primi appuntamenti con gli impegni a costituire le barriere che vedono i sogni infrangersi malamente. Sono quegli stessi appuntamenti a far rimpiangere la perduta libertà e a far avvertire il vincolo del matrimonio come la minaccia di un capestro opprimente. E se scompare la gioia, la tristezza che prende il suo posto non è altro che la misura del nostro attaccamento a noi stessi. Ci sono persone che vedono nel matrimonio la fuga dalla solitudine e, di conseguenza, la garanzia della loro gioia. È una illusione; peggio ancora: una tentazione. Una storia è bella se si stabilisce che non finisca mai. Il matrimonio pretende che ogni giorno, prima di coltivare i sogni, ci sappiamo mettere in discussione e chiederci come possiamo migliorarci per essere buoni compagni dell'altro. L'interrogativo non è sulle buone qualità del partner, ma sulla nostra inettitudine e sullo sforzo che siamo disposti a fare per migliorarci.

Piacere e fecondità

È sempre parlando di paradossi che ci si accorge che i concetti di libertà e fedeltà non sono in contrasto, ma complementari. Se è vero - come ci ammoniscono gli antropologi - che la libertà è la capacità di scoprire la nostra dimensione ulteriore e non affidarci ad una norma costituita che di fatto, nell'intento di garantirci, ci limiterebbe, è altrettanto evidente che la fedeltà, presentandosi come vincolo, ci fa assaporare la preziosità di un rapporto da proteggere. Sul suo significato e sulle implicazioni che la sua etimologia ci trasmette si sono imbastiti troppi equivoci. Il primo senso scaturisce dalla parola fede, ma proprio qui appare chiaro come la relazione con Dio o con una persona siano equidistanti ed equivalenti. Se infatti da un lato, a causa di un cattivo uso, la nostra libertà si trasforma nella peggiore schiavitù perché toglie a Dio il potere di trasformarci in anime del Paradiso, dall'altro dobbiamo prendere atto che troppi cristiani si sentono dispensati dal farsi guidare da una coscienza, perché hanno i Comandamenti. L'equivoco più grande consiste nel vedere il senso dell'obbligo e del divieto (ci sarai solo tu, non avrò altri amori), piuttosto che l'orizzonte aperto per una creatività inarrestabile, anche se ogni traguardo presuppone dei percorsi imposti.

Quello della fedeltà pone al primo posto l'obbligo di essere vivi. È vero: ci si accorge di essere invecchiati quando si è costretti a fare i conti con un passato, ma la coppia ha comunque un avvenire e in questo tutte le fantasie, a iniziare dalle più complici, nascondono l'ebbrezza dell'ignoto, l'esaltazione del miracolo, le incontenibili malignità della gioia. Subito dopo viene la comprensione. Nell'amore fedele si fa credito e si cerca di dimenticare, cancellandole, le azioni che l'egoismo umano compie, sporcando con pochi gesti un'intera vita spesa per crearsi un'identità. Anche la convinzione di essere ormai in possesso di tutti gli elementi che ci permettano di conoscere l'altro è una tentazione contro la capacità di far credito. Quando ci sentiamo dispensati dall'osservare, dal capire, dall'interpretare, dobbiamo ammettere che il nostro amore si è spento. Un altro particolare insostituibile, legato alla fedeltà, è quello della fecondità. Sicuramente riduttiva appare l'analogia con la fertilità. Per un amore fecondo il più dolce dei desideri sa trasformarsi in un languore struggente che non conosce appagamento. L'amore fecondo esalta le attese e l'assenza di rumori, perché un animo allenato alla riflessione è capace di percepire anche i rumori del silenzio. C'è un ultimo aspetto che mi viene in niente parlando della fedeltà: il profumo della incorruttibilità. Non c'è retorica in questa immagine, perché la bellezza non è comunicabile: da lei si può essere solo stregati. Le cose belle sono così, senza che nessuno abbia insegnato loro che sono tali. Così accade per il profumo che emana dalla fedeltà; così accade alla luna, alla quale nessuno ha insegnato il suo percorso nei cicli, ma che nel suo peregrinare senza una mèta apparente, non fa distinzione, dalla sua altezza, tra la pietà di una tomba e i fiori di un matrimonio.

Di Giovanni Scalera

Tratto da “famiglia Domani – aprile 2002”

Sabato 30 Aprile 2005 21:14

GIR0T0NDO TRA I PORTALI

GIROTONDO TRA I PORTALI

 

Ecco una selezione dei migliori portali italiani dedicati ai bambini, scelti per la qualità della grafica e dei contenuti.

 

 www.nascondino.it

È un portale "misto": offre opportunità di intrattenersi con giochi autoprodotti, di imparare grazie agli argomenti monografici e di cercare nella Rete utilizzando gli indici di link organizzati per categoria. Regolarmente aggiornato, si apre con una home page dalla grafica molto colorata anche se un po' confusa, C'è una sezione dedicata ai bambini (ad esempio "Giochi", "Tempo libero") e un'altra riservata ai genitori.

 

 www.babyonweb.com

È un portale molto ricco, costantemente aggiornato, che ha il solo difetto di risultare graficamente un po' confuso. La quantità e la qualità degli argomenti proposti ripagano però lo sforzo di prendere confidenza con la home e stimolano l'utilizzo anche da parte dei più piccoli. Il portale è organizzato in una serie di sezioni che introducono altrettanti percorsi di ricerca. Ogni area monografica (ad esempio Animali, Colora, Figurine, Divertimenti, Viaggia e scopri, Computer) propone contenuti autoprodotti oppure link a siti esterni.

 

www-vivaibimbi.it

È un portale che dietro a una grafica un po' datata nasconde una ricchezza di contenuti. Il sito è organizzato in una serie di percorsi accessibili dalla home (ad esempio Arti, Intrattenimento, Salute, Scuola) che introducono altrettante sotto-sezioni con i link. Il

portale è dotato di un efficace motore di ricerca che lavora all'interno dei siti selezionati.

 

a cura di Barbara Uglietti

I maggiori condizionamenti che oggi subisce la famiglia e i disagi conseguenti

 

Le profonde trasformazioni che hanno investito la nostra società nel corso degli ultimi anni hanno avuto notevoli ripercussioni sul sistema familiare, producendo una serie di condizionamenti che tuttora ne influenzano l’evoluzione.

Tali trasformazioni hanno difatti generato un contesto sociale “rischioso”, sottoposto a continui rapidi mutamenti che richiedono sempre nuovi sforzi di adattamento. Si pensi, ad esempio, all’aspetto economico: recenti indagini statistiche rivelano come in Italia stiano rapidamente aumentando le famiglie che vivono al di sotto della soglia minima di povertà, che si trovano in difficoltà anche in quello che concerne il soddisfacimento delle più elementari esigenze, come il pagamento dell’affitto o delle spese medico-sanitarie... Ebbene, i condizionamenti economici costituiscono un’indubbia fonte di disagio all’interno del contesto familiare.

Un ulteriore condizionamento emerge nel rapporto tra la famiglia e il mondo del lavoro, sempre più frequentemente caratterizzato da un “conflitto di lealtà” tra ruoli lavorativi e familiari e dalla difficile costruzione di un equilibrio tra tempo di vita e tempo lavorativo. Le attuali trasformazioni del mercato del lavoro impongono infatti, all’interno del contesto familiare, nuove fratture fra il bisogno di stabilità affettiva e quelle esigenze di indipendenza ed autorealizzazione che nella famiglia tradizionale non trovavano pieno appagamento.

Ad una serie di condizionamenti di carattere socio-culturale si può infine attribuire un ruolo non trascurabile nelle trasformazioni demografiche (calo della natalità, riduzione della nuzialità, aumento della disgregazione familiare...) che oggi caratterizzano il sistema famiglia.

Dinanzi a queste sfide, ed alle molte altre che si apriranno, la famiglia dovrà porsi ancora una volta in maniera flessibile, studiando risposte “adattive” che le consentano di affrontare e risolvere problemi.

Maurizio Andolfi

Sabato 02 Aprile 2005 12:23

COMPUTER CHE PASSIONE

COMPUTER CHE PASSIONE

 

Venti milioni di italiani nella “ragnatela”

 

Oltre il 60 per cento delle famiglie italiane possiede un computer e lo usa tra le mura domestiche. Le stime più recenti stabiliscono che tra il 2004 e il 2005 saranno almeno 20 milioni gli italiani collegati alla Rete da casa. Una crescita che coinvolge anche i minori, come dimostrano i dati di una ricerca su bambini e Internet realizzata per conto del ministero dell’innovazione tecnologica e presentata nel maggio scorso. I dati della ricerca indicano che oggi in Italia su circa 7 milioni di bambini di età compresa tra i 2 e i 13 anni, ben 2.4 milioni – pari al 35 per cento – hanno la possibilità di connettersi alla Rete da casa. Di questi, almeno 1 milione (il 14 per cento del totale) sono navigatori attivi. La situazione italiana, comunque, non è nemmeno paragonabile a quella esistente in Paesi come Germania e Regno Unito, dove la quota di bambini collegati alla Rete supera il 50 per cento.

Altri dati dicono che i bambini italiani si connettono preferibilmente tra le 19 e le 20, soprattutto di sabato e di domenica. Più in particolare, gli scolari delle elementari navigano quasi sempre in compagnia di un adulto e preferiscono i siti ludici. I ragazzi delle medie, invece, usano internet anche per studiare, scaricare dati, chattare o per la posta elettronica, e spesso lo fanno sa soli. La costante crescita del numero di bambini presenti in Rete, ha commentato il ministro per l’innovazione, Lucio Stanca, in occasione del convegno, rende il tema dell’uso consapevole di Internet di assoluta rilevanza.

 

MAI CON UNO SCONOSCIUTO

Dieci consigli doc perché i figli non si “perdano”: non digitare informazioni personali, non rispondere a e-mail volgari, stabilire i tempi massimi di navigazione.

  1. controllate ciò che i vostri figli fanno quando sono collegati e quali sono i loro interessi; trasmettete loro il vostro interessamento per ciò che imparano in Internet e, se fossero più bravi di voi a usare il computer, fatevi insegnare come funziona.
  2. collocate il computer in una stanza di accesso comune della vostra casa, piuttosto che nella camera dei ragazzi, e rendete l’uso di internet un’attività di famiglia, oppure usate il computer insieme ai vostri figli.
  3. proponete ai vostri figli mete e percorsi interessanti da seguire insieme e passate del tempo on line con loro. Abituateli a riflettere e a discutere con voi su quello che hanno visto in Rete; aiutateli a non considerare Internet un mondo completamente staccato dal reale.
  4. aiutate i vostri figli a ricordare che un amico frequentato in Rete non sostituisce un vero amico. Ricordategli anche che queste regole valgono anche quando accedono a internet fuori casa; a scuola, in biblioteca, o dai loro amici. Soprattutto, comunicate con i vostri figli a proposito di questioni legate al mondo della Rete.
  5. insegnate loro a non dare informazioni personali (nome, cognome, età, indirizzo, numero di telefono, reddito familiare, nome e orari di scuola, nome degli amici) e a  non usare la vostra carta di credito senza il vostro permesso.
  6. insegnate ai vostri figli a non accettare mai di incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in Rete, spiegando loro che gli sconosciuti così incontrati possono essere pericolosi tanto quanto quelli in cui ci si imbatte per strada.
  7. dite loro di non rispondere quando ricevono messaggi di posta elettronica di tipo volgare, offensivo, pericoloso o che comunque li mettano a disagio. Allo stesso tempo, spiegate loro quali sono le regole di buona condotta sulla Rete (la cosiddetta “netiquette”), ricordando di non usare un linguaggio scurrile o inappropriato e di comportarsi correttamente.
  8. spiegate ai vostri figli che può essere pericoloso compilare moduli on line e di farlo solo dopo essersi consultati con voi. Prima di dare l’assenso alla compilazione di qualsiasi modulo, verificate le condizioni di tutela della privacy elencate dal sito.
  9. stabilite quanto tempo i vostri figli possono passare navigando si Internet e, soprattutto, non considerate il computer un surrogato della baby-sitter o della televisione, tenendo presente che Internet comporta molti più pericoli, essendo interattiva.
  10. potete ricorrere ai cosiddetti “filtri”, particolari prodotti software che hanno lo scopo di impedire l’accesso ai siti non desiderati (violenza e pornografia, per esempio). I filtri possono essere attivati introducendo parole-chiave o un elenco predefinito di siti da evitare. Se decidete di installare questo genere di software, è opportuno verificare periodicamente che funzioni correttamente.

 

Questo decalogo è stato compilato a cura dell’Associazione Digital Kids sulla base di numerosi suggerimenti e consigli reperiti in Rete. Digital Kids ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) , fondata nel 1998 da Giuseppe Romano e Stefania Garassini, è attiva nella promozione della creatività multimediale per i più giovani e lo scorso anno ha curato, in collaborazione con la regione Lombardia, il volume “Digital Kids. Guida ai migliori siti web, cd-rom e videogiochi per bambini e ragazzi”, pubblicato da Raffaello Cortina Editore. Internet e, se fossero più bravi di voi a usare il computer, fatevi insegnare come funziona, trasmettete loro il vostro interesse

 

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