Lunedì, 26 Giugno 2017
Mercoledì 21 Marzo 2012 14:23

La speranza nata dalla fede

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Quando NINO, mio marito, durante il rito dell'ESTREMA UNZIONE, (era fuori conoscenza da due giorni) si drizzò sui cuscini ed  intonò il GLORIA, lui che non riusciva più a parlare, ci sembrò che QUALCUNO venisse a visitarci.


Avevamo SPERATO e pregato durante i lunghi, quanto lunghi! anni della malattia, SPERATO ed offerto, tenendoci per mano ed uno aiutando l'altro, con l'amore che ci aveva uniti per tutta una vita.
La SPERANZA, nata dalla nostra FEDE in CRISTO GESU', mai solitario cammino ma comunione nell'amore dei fratelli, ci offrì allora ali, per andare oltre, per accettare i limiti di un corpo che andava consumandosi: essa divenne dono, sicurezza di vita oltre la morte fisica, VITA in CRISTO GESU' nostro REDENTORE. Il suo grido sulla croce divenne nostro.

Grido di abbandono ma di SPERANZA fiduciosa, di gioia.
Questa SPERANZA seminata in me dal mio DIO maturata dalla sofferenza ora è frutto di luce da offrire ai fratelli lungo il comune cammino.


Anna  Trapassi, vedova

Ultima modifica Giovedì 22 Marzo 2012 10:41
Salvo Celeste

Salvo Celeste

Dottore in Giurisprudenza

Rubrica L'Angolo del Diritto ecclesiastico;
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