Perché un presepe di belle statuine sono capaci tutti ad allestirlo, ma accogliere Dio che viene con il volto sconosciuto del prossimo inatteso – questo è solo di chi apre il proprio cuore all’imprevisto.
Forse molti saranno portati a ritenerlo un documento minore. Mi sembra che la forza del testo stia proprio nella sua consistente dimensione spirituale.
Facebook non è uno strumento neutro che presenta con continuità quanto viene postato, ma segue ben precisi criteri...
In realtà, il pericolo è in noi. Dentro di noi. È il nostro modo di guardare il mondo e la realtà. Sono le paure che lasciamo prosperare in noi ed intorno a noi.
Tutti connessi. E tutti, mi sembra, un po’ più soli. Poiché ci viene meno la prossimità. Ci sfugge tutto ciò che ci accade intorno. Non abbiamo uno sguardo per vedere chi ci è prossimo. La metafora del navigare mi rimanda all’immagine del naufragio.
Il fondamentalismo è un problema che c’investe quotidianamente, capillarmente, in ogni ambito ed in ogni istante. Nasce da un modo di pensare – un modo di vedere il mondo che ci circonda.
Sapremo noi tornare ad accogliere il peso di queste sofferenze? Saremo capaci di distoglierci dalle immagini televisive per farci attenti all’imprevisto che cammina sulle nostre strade? Già, l’imprevisto...
I ritmi odierni ci pongono spesso il problema che non facciamo sufficientemente moto. Dobbiamo allora ricorrere ai ripari attraverso attività supplementari: palestra, corsa, piscina, footing, jogging.
E se tu vuoi incontrare Dio devi uscire dalla tua casa. Metterti in viaggio. Migrare. Soltanto sulle strade del mondo lo puoi cercare - lo puoi incontrare...
Fu il desiderio mai sopito di un bene provato per un breve istante e poi mai più raggiunto a farlo progredire nella sua vita spirituale?...