Lunedì, 27 Settembre 2021
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Una madre che veglia di notte il suo bimbo ammalato o il canto monastico dell'ufficio notturno possono entrambi farci crescere nell'intimità con Dio che è Sorgente e Mistero.

Sorprende non poco incontrare nell'epistolario paolino - così vigoroso, stringente nella trattazione teologica e così appassionato, inflessibile nelle arringhe contro le deviazioni morali - molteplici attestazioni del legame vitale, caldo e altamente affettivo che la predicazione del Vangelo, l'amore di Cristo crea tra l'Apostolo - il ministro della Parola di Dio - e le sue comunità.

Che significa amare secondo il vangelo? Per Gesù nessuno ama di più di quando dà la vita propria per gli amici. Amare non è un sentimento, né una benevolenza o beneficenza, ma è qualcosa di più: un dare totale che suppone un ricevere totale.

San Benedetto molto chiaramente domanda a chi entra in monastero di essere capace di cercare Dio e vivere con i fratelli; richiede quindi al postulante la capacità di relazione. "Si osservi soprattutto se egli cerca veramente Dio, se si dedica con amore all'Opera di Dio, all'obbedienza e se sa accettare le umiliazioni" (RB 58,7).

Vivere quest'anno all'insegna del messaggio paolino è, per noi monaci e monache, occasione preziosa per riaccostarci al testo della nostra Regola, interrogando san Benedetto circa la sua sintonia con il grande san Paolo che è, per lui, l'Apostolo per antonomasia.

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