Lunedì, 27 Settembre 2021
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Il presente studio non vuole essere altro che un modesto contributo all’approfondimento dell’indole missionaria della nostra Società. Indole missionaria vista però non come un fare, un agire in primo luogo, ma come azione che scaturisce dal Battesimo, si specifica nel carisma coliniano e si radica in una spiritualità che permetta in primo luogo ad ognuno di noi, come maristi, di trovare la propria realtà di discepolo del Signore.

Gli aspetti che appaiono tipici di una situazione raramente possono essere universali; in quest’ottica presenterò le seguenti tematiche, alle quali si accenna brevemente, che costituiscono gli aspetti più rilevanti dell’ambito in cui si è formato il pensiero missionario di Colin.

La spiritualità può essere intesa come il perfetto esercizio della vita cristiana sotto la guida dello Spirito Santo secondo la chiamata e i doni ricevuti, al fine di edificare il corpo di Cristo, che è la Chiesa.

Colin era dell'avviso che alla vita religiosa marista fosse necessaria una particolare esperienza spirituale, che egli chiama goùter Dieu, gustare Dio.

Si tengano lontani dallo spirito del mondo, siano cioè spogli di ogni cupidigia delle cose terrene e di ogni considerazione di sé; si sforzino di rinnegare completamente se stessi in tutto, non cercando le cose loro ma unicamente quelle di Cristo e di Maria; considerandosi come stranieri e pellegrini sulla terra...

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