Il fondamentalismo è un problema che c’investe quotidianamente, capillarmente, in ogni ambito ed in ogni istante. Nasce da un modo di pensare – un modo di vedere il mondo che ci circonda.
Sapremo noi tornare ad accogliere il peso di queste sofferenze? Saremo capaci di distoglierci dalle immagini televisive per farci attenti all’imprevisto che cammina sulle nostre strade? Già, l’imprevisto...
In una società dell’attivismo, propensa a proclamare la libertà individuale (libertà più declamata che concessa e realizzata), ove è messo in rilievo il proprio protagonismo e la capacità di realizzarsi ci si pensa sempre come persone in azione.
E se tu vuoi incontrare Dio devi uscire dalla tua casa. Metterti in viaggio. Migrare. Soltanto sulle strade del mondo lo puoi cercare - lo puoi incontrare...
Fu il desiderio mai sopito di un bene provato per un breve istante e poi mai più raggiunto a farlo progredire nella sua vita spirituale?...
Qual è la fonte del nostro agire? Si tratta di una domanda estremamente seria. Soprattutto oggi. Ci coinvolge tutti – che siamo credenti o non credenti. Quali sono i nostri ideali, le nostre convinzioni, i nostri sogni, le nostre aspirazioni, i nostri desideri?…
Penso che il problema sia proprio questo. Nulla cambierà intorno a te, finché non imparerai a guardare il mondo con gli occhi del cuore.
Il futuro pensato non può essere limitato alla semplice idea di progresso - soprattutto tecnologico - ma deve contenere, in primo luogo, l'idea di progresso spirituale.
Le nostre immagini della discesa sono state poi strettamente annodate a quelle della caduta. La caduta comporta anche rovina, crollo, colpa.