Vita nello Spirito

Venerdì, 07 Aprile 2006 00:15

Il cammino particolare (Martin Buber)

Rabbi Bär di Radoschitz supplicò un giorno il suo maestro, il Veggente (soprannome dato a Rabbi Giacobbe Isacco) di Lublino: "Indicatemi un cammino universale al servizio di Dio!".
Spiritualità Marista di Padre Franco GioannettiTrentaquattresima parte Lo spirito o spiritualità marista, come scaturisce dal carisma, si incarna in quattro atteggiamenti: l’interiorità, la povertà, la precarietà e la comunione. Ne delineiamo i contenuti. 1. L’interiorità La dimensione più profonda in cui vive lo spirito marista è la “vita vera interna”; essa – nella mente di P. Colin – “ Istituti caracter quasi proprius esse debet”. ( Constit., art. VIII, n. 37, p.14) . Benché la Società di Maria sia un istituto dedicato primariamente all’azione e alla vita apostolica e non ordinato unicamente alla preghiera (“Parole di un fondatore” , op.…
Antichità cristiana…fino al medioevodi Franco Gioannetti Nel Nuovo Testamento Gesù ha un atteggiamento di intimità con il Padre. È con lui in atteggiamento di dialogo sia da solo che nel tempio, che nella sinagoga. Non lo teme, è con lui al Tabor, all’orto degli ulivi, al Calvario. Per noi costituisce l’esempio di intimità con il Padre. Egli è “immagine del Dio invisibile” (Col 1 /15), è “splendore della gloria” del Padre (Ebrei 1 /3), egli è l’unica via di accesso al Padre (Gv 14 / 2). In lui si contempla il volto divino (2Cor 4 / 6) Gesù, la sua…
Nel Credo professiamo che la Chiesa è santa, mentre Gesù a colui che lo chiamò "Maestro buono " rispose: "Nessuno è buono se non uno solo, Dio ".
Martedì, 28 Marzo 2006 02:04

L’illuminatore (Giovanni Vannucci)

L’illuminatoredi Giovanni Vannucci L’illuminazione del cieco nato ci rivela il drammatico cammino che la Luce vera - Cristo luce che illumina ogni uomo (Gv 1, 9) - compie per aprire la vista interiore nella coscienza. La chiave per comprendere questo episodio, storico e metastorico insieme, è nell’identificare noi stessi col cieco nato, nel sentirci partecipi della vicenda esemplare della sua illuminazione, narrata dall’evangelista Giovanni (Gv 9, 1-41). Consideriamo i punti salienti della narrazione. Gesù, dopo aver detto di se stesso: «Io sono la luce del mondo» (Gv 8, 12), incontra un cieco fin dalla nascita; ai discepoli che l’interrogano se…
Con l’occhio del contemplativoXX secolo e Cristo risortodi dom Bernardo Oliveraabate generale OCSO La storia del secolo da pochi anni terminato, può essere letta in diverse maniere: con il semplice sguardo dello storico, dell’analista o, se si vuole, del giornalista, oppure con quello del contemplativo. Il risultato di questa lettura sarà molto diverso, a seconda del punto di vista in cui ci si pone. L’abate generale dei cistercensi di stretta osservanza, dom Bernardo Olivera, si è posto nell’ottica del contemplativo e ha scritto, a partire da questo angolo di visuale, una lunga lettera all’Ordine per invitare tutti i membri della…
“Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli….” (Mt. 28,10)
Ed ecco una donna, che soffriva d'emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Pensava infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita». Gesù voltatosi, la vide e disse: «Coraggio figliola, la tua fede ti ha guarita». E in quell'istante la donna guarì.
Venerdì, 10 Marzo 2006 00:53

L'umile cavalcatura (Giovanni Vannucci)

L'umile cavalcaturadi Giovanni VannucciIl linguaggio umano si differenzia in due forme distinte e complementari: il linguaggio metaforico e quello razionale; il primo è il veicolo della religione, della poesia, il secondo della scienza, della morale, della filosofia, della statistica. Il primo è strettamente legato alla vita, e, sul piano religioso, alla Rivelazione intesa non come un insieme di nozioni astratte, ma come l’urgenza divina che spinge la coscienza umana a quelle trasformazioni, personali e collettive, che le permetteranno di raggiungere la sua perfetta fioritura. I modi con cui la Rivelazione si esprime sono delle Immagini, concrete e palpabili, dense di…
Etty era donna di moltissime letture e svariati autori. L'autore preferito e congeniale, che molto l'ha nutrita, soprattutto sul piano religioso, è Rainer Maria Rilke. Come lui e con la sua guida, Etty trova il raggio divino, oltre che in sé e negli altri, nei fiori, negli alberi, nelle cose inanimate che si vengono ad animare in un'ottica poetica panpsichistica.
Il tema del deserto è vasto quanto la storia sacra. Non vi sono parole per esaurirlo. È una realtà che si lascia conoscere solo sperimentalmente. Chi poi la vive, sa di non avere parole per dirne il sapore e la misura.
Non è facile vivere il vuoto creato dalla superficialità della società moderna. Senza vita interiore, senza uno scopo e senza un significato, l'individuo è in balia di ogni genere di impressioni passeggere, è indifeso di fronte a ciò che può aggredirlo dal di fuori o dal di dentro.

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