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Domenica, 02 Giugno 2024 18:53

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Anno B In evidenza

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Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Anno B

Omelia di Paolo Scquizzato

Prima Lettura  Es 24,3-8

Dal libro dell'Esodo

In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d'Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.
Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l'altra metà sull'altare. Quindi prese il libro dell'alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 115 (116)

R. Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.

Seconda Lettura Eb 9,11-15

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d'uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo - il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio - purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?
Per questo egli è mediatore di un'alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che era stata promessa.

Canto al Vangelo Gv 6,51


Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore.
Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

Alleluia.

Vangelo Mc 14,12,16.22-26

Dal vangelo secondo Marco

Il primo giorno degli àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?". Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

OMELIA

«Prendete, questo è il mio corpo… Questo è il mio sangue».
L’amore si spezza e si versa. Vuoto a perdere.
Si fa dono senza ‘se’ e senza ‘ma’. Non domanda ‘carta d’identità’, e ‘fedina penale’ a chi si dà.
In Giovanni, l’unico discepolo che si ‘comunica’ al pane spezzato è Giuda, il traditore. (cfr. Gv 13, 26).
La comunione eucaristica non è il premio dei buoni, la ricompensa dei puri, la palma per i vincitori. È il farmaco per i malati, il balsamo dei feriti.
“Signore non son degno di partecipare alla tua mensa….” si recita prima di ricevere il pane: appunto perché non degni possiamo accostarci a quel dono. Ci reputassimo tali non dovremmo neanche alzarci in piedi e incamminarci verso il ‘medico’, dato che lui è venuto solo per malati e non per i sani (cfr. Mt 9, 12).
Gesù dice che il pane e vino sono ‘segno’ dell’Alleanza, ossia di un’unione speciale tra lui e i suoi. Nutrirsi del pane eucaristico significa impegnarci a vivere con uno stile di vita ‘altro’, improntato a quello di Gesù di Nazareth. È in fondo un atto di responsabilità. ‘Fare eucaristia’ significa ‘spezzarsi’ e ‘versarsi’ ogni giorno, nelle comuni circostanze della vita.
«La celebrazione eucaristica realizza sé stessa quando fa in modo che i credenti donino “corpo e sangue” come Cristo per i fratelli» (Carlo Maria Martini).
«L’eucaristia sancisce questo vincolo di sangue: tu non disprezzerei nessuno. Tu non farai del male a nessuno. Tu non ti arricchirai calpestando i diritti dei tuoi fratelli. Tu non usurperai la terra che non è tua. Tutto questo è contro la fraternità, è contro l’Alleanza. Se una persona non ha questa disposizione è meglio che non venga ad alimentarsi del corpo e sangue di Cristo, perché mangia la sua morte» (Arturo Paoli).
 
Paolo Scquizzato
 
Letto 72 volte Ultima modifica il Domenica, 02 Giugno 2024 19:03
Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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