Esperienze Formative

Sabato, 08 Giugno 2024 11:17

Decima domenica del tempo ordinario. Anno B In evidenza

Vota questo articolo
(0 Voti)
Decima domenica del Tempo Ordinario. Anno B

Omelia di Paolo Scquizzato

Prima Lettura Gen 3,9-15

Dal libro della Genesi

[Dopo che l'uomo ebbe mangiato del frutto dell'albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 129 (130)

Il Signore è bontà e misericordia.

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.

Io spero, Signore;
spera l'anima mia,
attendo la sua parola.
L'anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all'aurora.

Più che le sentinelle l'aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.

Seconda Lettura 2Cor 4,13-5,1

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, animati da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio.
Per questo non ci scoraggiamo, ma, se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria: noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne.
Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, eterna, nei cieli.

Canto al Vangelo Gv 12,31b-32


Alleluia, alleluia.

Ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.
E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me.

Alleluia.

Vangelo Mc 3,20-35

Dal vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

OMELIA

Gesù non s’allinea alla tradizione religiosa dei suoi padri, a quel ‘s’è sempre fatto così’ in bocca a chi ha trasformato la tradizione in mero culto delle ceneri quando è invece sacra custodia del fuoco. E per questo proprio i suoi, sua madre e i suoi fratelli lo vanno a prendere, credendolo impazzito: ‘È fuori di sé’ (v. 21). Un indemoniato (v. 30).
Bellissimo! Per stare dentro la logica evangelica occorre essere ‘fuori di sé’. E fuori da una religione fondata su tradizioni e dottrine che son semplici precetti di uomini: «Siete veramente abili nell’eludere il comandamento di Dio, per osservare la vostra tradizione» (cfr. Mc 7, 7s.). Quella medesima tradizione che in nome del suo piccolo dio afferma che un essere umano può essere discriminato in base al suo stato di purità, alla colpa commessa, al popolo d’appartenenza o alle sue scelte alimentari.
Per questo Gesù non ci sta, e ne prende le distanze. Per lui la persona è sempre di più che un’affermazione di principio – religiosa o politica che sia. Neanche un dio può essere sopra l’umano. Averlo creduto ha fatto sì che si perpetuassero crimini orrendi nei confronti delle persone in nome del medesimo dio.
Per questo Gesù è ‘fuori di sé’. Perché ha finalmente compreso che il suo Dio coincide con l’umano portato alle estreme conseguenze. E quindi alla luce. Ed è per questo che ha guarito i lebbrosi che la Legge divina considerava maledetti; ha rialzato l’adultera che la Legge di Dio reputava meritevole di morte; ha violato il sabato – il più alto comandamento divino – a favore del bene dell’uomo; ha dichiarato puri tutti gli alimenti quando la Legge di Dio proibiva l’uso di una miriade di cibi; ha toccato una donna mestruata quando la Legge divina la considerava un paria, inavvicinabile, e semplicemente perché convinto appunto che il ‘suo’ Dio non può reputare impuro o profano nessuno (cfr. At 10, 28). E se ha accolto pagani e stranieri – contro il Dio nazionalista ebraico – è solo perché il ‘suo’ Dio non fa preferenza di persona, indipendentemente dalla nazione di appartenenza (cfr. At 10, 35).
Non si entrerà dunque nel ‘regno di Dio’ perché ci si riconosce dalla parte di Dio – o credenti – ma perché si crederà fermamente e finalmente nell’umano (cfr. Mt 25, 31ss.) impegnandosi a compiere la volontà del Padre (v. 35), vivendo con lo stile di Gesù il pazzo, il sovversivo.
 
Paolo Scquizzato
 
Letto 29 volte Ultima modifica il Sabato, 08 Giugno 2024 17:55
Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

Search