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Domenica, 18 Gennaio 2026 09:20

Battesimo del Signore - Anno A In evidenza

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Battesimo del Signore - Anno A

Omelia di Paolo Scquizzato

Prima Lettura Is 42,1-4.6-7

Dal libro del profeta Isaia
 

Così dice il Signore:
«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.

Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.
Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento.

Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».


Salmo Responsoriale Sal 28 (29)

Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
 
La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza.
 
Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre.

 
Seconda Lettura At 10,34-38
 
Dagli Atti degli Apostoli
 
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga.
Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.
Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».
 
Canto al Vangelo (Mc 9,6)


Alleluia, Alleluia

Si aprirono i cieli e la voce del Padre disse:
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».

Alleluia, Alleluia

 

Vangelo Mt 3,13-17

Dal Vangelo secondo Matteo
 

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

 

OMELIA
 
Giovanni il Battista e Gesù.
Due uomini vicinissimi nel tempo, nello spazio, perfino nell’acqua del Giordano. Eppure, lontanissimi. Lontani nel modo di guardare l’uomo, di pensare il destino, di immaginare Dio.
Giovanni è figlio di un immaginario apocalittico, duro, urgente. Le sue parole bruciano: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque frutti degni della conversione. La scure è posta alla radice degli alberi» (Mt 3,7.10).
Per lui l’uomo è leggibile a partire dal peccato. È segnato, ferito, storto fin dall’origine. E tuttavia Giovanni crede che qualcosa si possa fare: atti giusti, opere degne, una vita raddrizzata potrebbero forse placare Dio, allontanare la falce, sospendere la sentenza di morte.
Gesù di Nazareth, stando ai vangeli, sembra muoversi in tutt’altra direzione. Non nega il male, ma non lo assume come chiave interpretativa dell’umano. L’uomo, per Gesù, non è sbagliato a prescindere. Il suo Dio non è il Dio dei morti, ma dei vivi. E il Regno non è una promessa differita: è una possibilità da incarnare qui, ora, nella carne della storia.
Anche Gesù entra nell’acqua. Entra nella morte simbolica, anticipo di una discesa più radicale. Ma non come gesto espiatorio, né come atto penitenziale. Entra nell’acqua come scelta: scegliere la vita reale, quella feriale, imperfetta, concreta. Convinto che sia solo lì, e non altrove, che l’umano può lentamente ascendere. E lo fa attraverso una sola modalità: l’amore.
Nel suo cammino terreno non troviamo sacrifici offerti a Dio, né pratiche di purificazione, né itinerari di conversione per guadagnarsi il cielo. Troviamo invece corpi toccati, ferite accolte, fame condivisa. Nei testi non si racconta di un Battista che guarisca, che spezzi il pane, che si lasci ferire dal dolore dei poveri. Giovanni è concentrato su Dio, tutto proteso verso la propria salvezza. Ma dimentica un dettaglio decisivo: che “la via più breve verso Dio passa sempre per i fratelli” (Doroteo di Gaza).
Gesù, al contrario, restituisce la vista ai ciechi, l’udito ai sordi, la dignità ai corpi spezzati. Dona pane agli affamati, vita ai morti, vino – cioè gioia, abbondanza, festa – a una tavola di nozze. È solo incarnando uno stile altro, uno stile di vita buona, che il cielo si apre: «si aprirono per lui i cieli».
Il cosiddetto paradiso, allora, non è il premio riservato ai giusti. È una condizione dell’esistere, accessibile qui e ora, per chi si impegna a far spazio al bene. Non un domani da attendere, ma un presente da abitare. E subito appare lo Spirito: forza creatrice, generativa, la stessa che aleggiava sulle acque all’inizio, come racconta la Genesi. Dove c’è amore, qualcosa ricomincia. Avviene una vera e propria ri-creazione. Il passato non è più una condanna, e l’umano può finalmente compiersi.
Lasciamo allora Giovanni il Battista – e tutti i predicatori di tristezza – nel luogo che più gli appartiene, il deserto.
E immergiamoci nella vita.
Perché è lì, solo lì, che la creazione continua a nascere. Ogni volta, come se fosse la prima.

 
Paolo Scquizzato
 
Letto 2 volte Ultima modifica il Domenica, 18 Gennaio 2026 09:25
Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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