Formazione Religiosa

Teologia (248)

Mercoledì, 30 Ottobre 2013 17:22

Spiritualità del dono (Carlo Molari)

Quando la persona umana vive coerentemente la propria condizione, la spiritualità del dono fiorisce come espressione immediata. Essa non consiste in un vago sentimento di benevolenza nei confronti di alcune persone...
Se per l’Apostolo la morte è un insulto alla dignità di Dio e dell’uomo, Teilhard, pur senza nasconderne il carattere drammatico, vede nella morte il momento/luogo privilegiato in cui si nasconde la forza ascensionale del mondo.
Il presente fascicolo vuole offrire un contributo alla riflessione nata attorno alla ricezione dello spirito conciliare da parte della vita della Chiesa.
Lunedì, 26 Novembre 2012 22:36

Un già e non ancora (Mons. Luigi Bettazzi)

Se lo Spirito Santo ha suscitato questa Pentecoste, saprà anche renderla sempre più viva nel mondo, non “nonostante noi” come verrebbe da dire qualche volta, bensì "anche attraverso di noi". Ed è l'impegno di tutti.
E la fede è fede in ciò di cui ha bisogno il mio cuore, la mia anima, non il mio intelletto speculativo...
Il fatto di svincolare questi elementi dallo stato della perfezione e di descriverli come mezzi abituali della vita teologale costituisce un elemento di novità che traduce nella concretezza del vissuto cristiano il principio dell’universale chiamata alla santità.
Di sintropia ha parlato domenica 13 maggio 2012, nel corso di una conferenza organizzata dalla sezione romana dell’associazione Teilhard de Chardin, il professor Ulisse Di Corpo, tra i massimi esperti in materia.
La considerazione della esistenza umana nei sacramenti della chiesa, il battesimo in specie.
Venerdì, 04 Maggio 2012 22:48

Il volto debole di Dio (Marco Tibaldi)

Interrogativi e riflessioni sulla "verità" della religione nell'epoca attuale. Al pari delle grandi epoche del passato, la nostra travagliata era, il postmoderno, è in grado di offrirci un aiuto per cogliere un aspetto "nostro" dell 'unico mistero di Dio?
Viva era la coscienza che i cristiani, più che seguire un codice di precetti morali atemporali, vivevano una storia aperta al futuro, scandita da tempi che non ripetevano il passato, ma aprivano a dimensioni nuove, suscitate dallo Spirito.
Affermare che il Figlio di Dio è diventato uno di noi, veramente e concretamente, significa affermare che la storia umana ha ricevuto un surplus di qualità, di verità, di bontà, che nessuna forza umana può garantire.

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